Nuova udienza davanti alla Corte d’Appello di Palermo nel processo nato dall’inchiesta sul Genio Civile di Trapani. Al centro del dibattimento la posizione dell’alcamese Giuseppe Pirrello, ex capo di fatto del Genio Civile di Trapani, condannato in primo grado a otto anni per tre episodi di presunta corruzione.
Nel corso dell’udienza l’avvocato Saro Lauria ha sostenuto la linea difensiva, chiedendo l’assoluzione dell’imputato. Secondo il legale, l’attività professionale di Pirrello si sarebbe svolta “con assoluta correttezza” nei confronti della clientela privata e senza interferenze con la funzione pubblica svolta al Genio Civile.
I fatti contestati risalgono al 2017, quando alcune intercettazioni avrebbero fatto emergere presunte corsie preferenziali nelle pratiche presentate al Genio Civile da alcuni professionisti e imprenditori alcamesi che si rivolgevano allo studio di Onofrio Pirrello, figlio di Giuseppe.
La difesa ha richiamato anche il precedente intervento della Cassazione che, su ricorso dell’avvocato Lauria, aveva annullato tre intercettazioni ritenute “contra legem”. Una documentazione che, secondo i legali, confermerebbe il rispetto di leggi e regolamenti da parte dell’imputato.
La Procura generale, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Maiello, ha invece chiesto la conferma delle condanne di primo grado per gli imputati dell’operazione “Palude”.
In primo grado Giuseppe Pirrello era stato condannato a otto anni. Il figlio Onofrio Pirrello a sette anni. Sei anni erano stati inflitti all’imprenditore Francesco Pirrello, quattro anni e mezzo ad Antonino Colletti e al geometra Giuseppe Pipitone. Altre condanne minori erano state decise per l’architetto Ignazio Messana, mentre quattro professionisti alcamesi erano stati assolti.
Gli avvocati Marco Siracusa, Francesco Galati, Enzo Abate e Laura Arcona hanno già svolto le arringhe difensive per i loro assistiti.
L’inchiesta aveva inizialmente coinvolto venti indagati. Metà delle posizioni erano state archiviate nella fase istruttoria. Il processo riprenderà il 17 settembre, giorno in cui potrebbe arrivare la sentenza d’appello.