Ad Alcamo si incrociano due temi ambientali diversi: da un lato le polemiche sul divieto di balneazione ad Alcamo Marina, dall’altro l’avvio del nuovo servizio di raccolta porta a porta degli indumenti usati.
Sul fronte del mare inquinato interviene SiAmoAlcamo, con una nota firmata dal presidente Giacomo Sucameli, che critica le dichiarazioni del sindaco e chiede controlli più seri sul depuratore e sugli eventuali sversamenti.
“Non si scarichi tutto sui privati”
SiAmoAlcamo contesta la ricostruzione secondo cui la responsabilità dell’inquinamento sarebbe da attribuire soprattutto alle abitazioni private lungo il torrente.
“È evidente che un fenomeno di queste proporzioni non può essere liquidato con la solita narrazione secondo cui la causa principale sarebbe rappresentata dalle abitazioni private lungo il torrente”, afferma il movimento.
Il riferimento è alla situazione vissuta nei giorni scorsi ad Alcamo Marina, con famiglie in spiaggia costrette a non fare entrare i bambini in acqua a causa del divieto di balneazione.
“Domenica scorsa è stato inquietante vedere decine, forse centinaia, di famiglie in spiaggia costrette a vietare ai propri bambini di entrare in acqua”, scrive Sucameli.
La richiesta di controlli
Per SiAmoAlcamo servono verifiche puntuali e trasparenti. “La città ha il diritto di conoscere la verità. E la verità passa inevitabilmente da controlli seri sul funzionamento del depuratore e sugli eventuali sversamenti”.
Il movimento chiede l’intervento degli organi competenti per accertare le cause dell’inquinamento e individuare le eventuali responsabilità, senza indicare nei privati l’unica causa del problema.
“Adesso basta con slogan, giustizialismi e fanatismi. Si inizi dalle cose più semplici, concrete e realizzabili: controlli, trasparenza, manutenzione, verifica degli impianti e informazione corretta alla cittadinanza”, conclude SiAmoAlcamo.
Il Comune e la raccolta degli indumenti
Intanto l’amministrazione comunale comunica l’avvio, dal primo luglio, del nuovo servizio porta a porta per la raccolta degli indumenti usati.
A spiegarlo è l’assessora all’Ambiente e al decoro urbano, Valeria Pipitone. “Il nostro Comune si è dotato di un nuovo servizio porta a porta per la raccolta degli indumenti usati, un servizio che all’inizio può aver bisogno di una fase di riassetto”, afferma.
Per il territorio urbano la raccolta dei tessili sarà effettuata una volta al mese, seguendo la suddivisione già nota tra zona azzurra e zona verde. Per Alcamo Marina e le contrade comprese tra la città e il litorale, come Molinello, Pigne di Don Fabrizio e Palma, è stata invece individuata una zona gialla.
“I cittadini hanno risposto bene”
Secondo l’assessora Pipitone, nella prima settimana gli operatori hanno già raccolto una grande quantità di indumenti.
“I cittadini hanno risposto bene alla possibilità di un porta a porta per i rifiuti tessili”, dice l’assessora, riconoscendo però che nella fase iniziale possono essersi verificati alcuni disservizi.
“Chiediamo ai cittadini la collaborazione consueta, in considerazione del fatto che si tratta di un nuovo servizio per tutti che, siamo certi, a breve andrà a regime”, conclude Pipitone.