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09/07/2026 08:00:00

Vino siciliano e futuro: dall'Enosimposio di Assoenologi la sfida su qualità, mercati e identità

Il vino siciliano deve ripartire dalla propria identità, ma anche dalla capacità di innovare, fare sistema e conquistare nuovi mercati. È questo il messaggio emerso dal 30° Enosimposio di Assoenologi Sicilia, che a Brucoli ha riunito per tre giorni istituzioni, imprese, mondo della ricerca, università, distribuzione, ristorazione ed esperti del settore per discutere il futuro della vitivinicoltura.

 

L'edizione 2026, dedicata al tema "Vino tra identità e valore: il futuro attraverso lo storytelling", ha confermato l'Enosimposio come uno dei principali momenti di confronto della filiera vitivinicola italiana, in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti legati ai mercati internazionali, al cambiamento climatico e all'evoluzione dei consumi.

Ad aprire i lavori sono stati il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e l'europarlamentare Dario Nardella, che hanno ribadito il valore strategico del comparto vitivinicolo per l'economia italiana e il ruolo della Sicilia nel panorama nazionale ed europeo.

 

Il presidente di Assoenologi Sicilia, Giuseppe Figlioli, ha sottolineato come l'Enosimposio rappresenti ormai un vero laboratorio di idee, capace di trasformare il confronto tra imprese, tecnici e istituzioni in proposte concrete per lo sviluppo del settore.

Tra i temi affrontati, grande attenzione è stata dedicata agli effetti del cambiamento climatico, alla gestione delle risorse idriche, alla promozione internazionale dei vini siciliani, allo sviluppo dell'enoturismo e alla necessità di rafforzare la competitività delle aziende attraverso innovazione e sostenibilità.

 

Uno dei messaggi più forti è arrivato dal presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, che ha evidenziato come la figura dell'enologo sia oggi sempre più centrale nelle imprese vitivinicole. Non più soltanto un tecnico della produzione, ma un professionista chiamato a integrare competenze scientifiche, manageriali, commerciali e di comunicazione, diventando protagonista delle strategie di crescita delle aziende.

Durante il confronto con l'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino si è discusso anche delle politiche regionali a sostegno del comparto, dalle misure contro gli effetti della siccità agli investimenti per la promozione sui mercati esteri.

 

Ampio spazio è stato riservato anche al rapporto tra produzione, distribuzione e ristorazione. Dal dibattito è emersa la necessità di trovare un equilibrio tra la politica dei prezzi nella grande distribuzione e i ricarichi applicati nei ristoranti, puntando sulla valorizzazione della qualità e sulla diffusione della cultura del vino. Tra le proposte condivise, quella di incrementare l'offerta di vini al calice anche di fascia medio-alta, così da avvicinare un numero maggiore di consumatori alle produzioni di qualità.

Interessante anche l'intervento del professor Vincenzo Russo, docente di Psicologia dei consumi e Neuromarketing, che ha illustrato come musica, ambiente e stimoli sensoriali influenzino concretamente la percezione del vino, aprendo nuove prospettive per il marketing, l'accoglienza e l'enoturismo.

Dal trentesimo Enosimposio emerge infine una convinzione condivisa: il futuro del vino siciliano passa dalla capacità di raccontare il territorio, la cultura e le persone che stanno dietro ogni bottiglia. Un patrimonio che, insieme alla qualità delle produzioni, rappresenta uno dei principali punti di forza della Sicilia sui mercati internazionali.