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09/07/2026 10:13:00

Antonini annuncia: "Il Trapani giocherà a Castellammare". Sarà vero?

Nuovo capitolo nella vicenda dello stadio del Trapani Calcio. Stavolta è Castellammare del Golfo a finire al centro delle dichiarazioni del presidente Valerio Antonini, che in un lungo post sui social annuncia di avere ormai completato l'iscrizione della squadra al campionato di Serie D indicando proprio l'impianto castellammarese come campo di gioco: "La società ha completato tutti i bonifici necessari per l'iscrizione al campionato di Serie D, quasi 500 mila euro. Il campo indicato per l'iscrizione, e già formalmente accettato dalla LND, è quello di Castellammare del Golfo".

 

Una notizia che, se confermata, segnerebbe definitivamente l'addio del Trapani allo Stadio Provinciale dopo mesi di scontri con il Libero Consorzio.

Ma c'è un problema.

Secondo fonti di Tp24 dal Comune di Castellammare del Golfo, proprietario dell'impianto, non risulta alcuna autorizzazione concessa al Trapani Calcio per utilizzare lo stadio.

 

Una smentita che apre inevitabilmente nuovi interrogativi. Per poter disputare le gare interne in un impianto diverso dal Provinciale non basta infatti indicare uno stadio nella domanda di iscrizione: occorre la disponibilità dell'impianto e i necessari atti autorizzativi da parte del proprietario e del gestore.

 

Non è la prima volta che Antonini annuncia una nuova casa per il Trapani. Nelle scorse settimane si era parlato prima di Capaci, poi dello stadio Nino Lombardo Angotta di Marsala, ipotesi che non si sono concretizzate. Adesso arriva Castellammare del Golfo, ma almeno per il momento il Comune nega che esista un via libera.

 

Nel resto del suo intervento Antonini torna ad attaccare il Libero Consorzio Comunale, accusandolo di avere costruito "scientificamente" ostacoli per fermare il Trapani. Annuncia inoltre nuove iniziative giudiziarie contro il presidente Salvatore Quinci, parlando ancora una volta di "ricatto amministrativo" ed "estorsione".

 

Il patron granata sostiene anche di avere aumentato la richiesta di risarcimento nei confronti dell'Ente: non più i 2,7 milioni di euro rivendicati per i lavori allo stadio, ma oltre 3,6 milioni, aggiungendo circa 910 mila euro che, a suo dire, rappresenterebbero i mancati introiti derivanti da sponsor, abbonamenti e biglietteria.

 

Infine annuncia l'invio di un dossier al Ministero dell'Interno (addirittura....) e il coinvolgimento della Corte dei Conti, ribadendo che il Trapani non arretrerà "di un millimetro" nelle aule giudiziarie.

 

Resta però il nodo principale: dove giocherà davvero il Trapani?