"Un aeroporto nel cuore della Sicilia per fermare lo spopolamento"
La Sicilia continua a concentrare gran parte dei suoi investimenti aeroportuali sulle aree costiere, mentre il cuore dell’isola rischia di rimanere ai margini. Da questa considerazione nasce la proposta rilanciata da RESTARE – Associazione Politico Culturale Artistica: realizzare un aeroporto intercontinentale nella fascia centrale della Sicilia, tra Enna e Caltanissetta, come infrastruttura strategica per l’intera regione.
“Non si tratta di un progetto di campanile – afferma Adriano Nicosia, presidente di RESTARE – ma di una scelta di politica territoriale. La Sicilia ha bisogno di un sistema aeroportuale più equilibrato, capace di garantire collegamenti efficienti e, allo stesso tempo, di creare nuove opportunità per le aree interne”.
La recente crisi degli aeroporti di Catania e Palermo ha mostrato la fragilità del sistema attuale. Eventi come l’attività dell’Etna o situazioni emergenziali possono provocare blocchi con pesanti conseguenze sulla mobilità regionale.
“Le difficoltà degli scali principali non sono più soltanto episodi occasionali – sottolinea Nicosia – ma dimostrano la necessità di ragionare sul futuro con una prospettiva diversa. Una regione come la Sicilia, per dimensioni e posizione geografica, non può dipendere da pochi nodi aeroportuali”.
Secondo RESTARE, la questione aeroportuale si lega direttamente a quella dello spopolamento della Sicilia centrale. I dati demografici raccontano infatti una progressiva perdita di popolazione, soprattutto nei piccoli comuni dell’entroterra, dove diminuiscono nascite, servizi e opportunità occupazionali.
“Il problema più grave non è solo la mancanza di infrastrutture – afferma Nicosia – ma il rischio concreto che intere comunità vengano lentamente svuotate. Quando un territorio perde giovani, lavoro e servizi, perde anche la capacità di immaginare il proprio futuro”.
Un aeroporto centrale, secondo l’associazione, potrebbe diventare un elemento di riequilibrio territoriale. La posizione geografica della fascia compresa tra Enna e Caltanissetta consentirebbe di servire diverse province siciliane, riducendo gli squilibri tra costa e aree interne.
“Il centro Sicilia non chiede privilegi – continua il presidente di RESTARE – chiede di essere messo nelle condizioni di competere. Un aeroporto baricentrico potrebbe rappresentare un volano per turismo, imprese, logistica e occupazione”.
Tra gli aspetti evidenziati anche quello del trasporto merci. La posizione della Sicilia nel Mediterraneo, lungo le grandi rotte commerciali internazionali, potrebbe favorire lo sviluppo di un polo cargo con ricadute economiche significative.
“Non dobbiamo avere paura di pensare in grande – dice ancora Nicosia – perché il vero rischio è continuare con l’immobilismo. Ogni anno che passa senza una strategia aumenta il divario tra le zone costiere e quelle interne”.
RESTARE respinge anche l’idea che un aeroporto centrale possa essere alternativo agli altri investimenti infrastrutturali.
“Non è una contrapposizione tra aeroporto e ferrovia – precisa Nicosia –. La Sicilia ha bisogno di un sistema integrato. Il potenziamento della linea Palermo-Catania e un nuovo scalo centrale potrebbero rafforzarsi reciprocamente, creando una rete moderna di collegamenti”.
L’associazione chiede quindi alla politica regionale di avviare almeno uno studio di fattibilità per valutare concretamente il progetto.
“Non chiediamo promesse elettorali – conclude Adriano Nicosia – chiediamo una valutazione seria, basata su dati e prospettive di sviluppo. La Sicilia centrale deve tornare al centro delle decisioni, perché una terra che perde abitanti è una terra che perde futuro”.
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