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10/07/2026 06:00:00

Salemi. Il Comune, la SCIA e il Sacro Culto della Burocrazia 

Sono ormai pochissimi i comuni siciliani che, per ridurre i tempi d’attesa e il miglioramento dei servizi, non utilizzano la tecnologia digitale.  

E tuttavia persistono ancora episodi che raccontano di un semplice adempimento amministrativo trasformato in un'epopea Omerica o in un intricato giallo degno di un’Agatha Christie.

 

E’ un’inclinazione tutta isolana, che nasce dall'atavico bisogno siciliano di "fare teatro" della vita reale, come sosteneva Camilleri?

Oppure  si tratta dell’eterno “teatro dei comportamenti", come lo definiva Sciascia, che nella nostra bella e intrigante Trinacria nella burocrazia può trovare fertile terreno per alimentare dispute amministrative sotto forma di farsa, o peggio, di drammi?

E spesso, fino a sfiorare gli aspetti della caricatura, dove tutti interpretano un canovaccio non scritto, come nella storia che cercheremo di sinteticamente raccontare.

Tutto ha inizio in una giornata estiva con un cielo azzurro solcato da bianchi nuvoloni. Che secondo gli antichi nulla di buono presagiva.

Il calendario segna la data del 28 giugno 2018. 

 

E’ il giorno in cui il protagonista del nostro racconto, Fabrizio Internicola  ( ironia della sorte, un giovane  imprenditore noto per la sua attivita’ di rianimazione urbana), nella qualità di legale rappresentante dell’esercizio commerciale Birreria-Enoteca “Kuddura”, tramite un proprio consulente, presenta al portale telematico S.U.A.P. (Sportello Unico per le attività produttive ) del comune di Salemi una richiesta di S.C.I.A., acronimo che sta per “Segnalazione Certificata di Inizio Attività”. 

Richiesta, e’ bene sottolinearlo, regolarmente assunta e riscontrabile al protocollo  del comune.

 

La conferma  dell’avvenuta presentazione arriva venti giorni dopo, il 18 luglio, dal medesimo S.U.A.P. che invia all’interessato una richiesta di “integrazione documentale”. 

Ad evaderla il 16 agosto e’ il consulente che cura la pratica, il dottor Alberto Scuderi, il giorno in cui tutti festeggiano il lungo ponte di Ferragosto al mare o in montagna. 

Dopo 23 giorni, il 10 settembre, sempre dal medesimo ufficio, arriva una ulteriore richiesta di “regolarizzazione di alcuni atti”. Quelli  precedentemente presentati erano ritenuti carenti. 

 

Anche questa richiesta viene evasa, per l’esattezza il 25 dello stesso mese.

Meno di due settimane dopo, l’8 ottobre, lo stesso ufficio, richiede un ulteriore adeguamento con la stessa motivazione: atti ancora carenti. 

La documentazione richiesta questa volta viene presentata allo Sportello il 28 giugno del 2019, personalmente dal titolare della ditta, Internicola.  

Un mese dopo, il 30 luglio, il SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) sottopone a controllo ufficiale l’esercizio commerciale “Kuddura”per accertarne l’ idoneità, sia sul piano sanitario, sia documentale.

 

Dal controllo effettuato, non venivano rilevate non-conformità, compresa quella relativa alla SCIA, che, come abbiamo riferito sopra, era stata presentata un anno prima dalla ditta al SUAP prima dell’inizio dell’attività.

In presenza, quindi, di tale accertamento attestante la presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge per “la somministrazione di alimenti e bevande”,  del silenzio da parte dell’Ufficio comunale, e nella consapevolezza di avere inoltrato regolarmente tutta la documentazione idonea, l’esercizio commerciale “Kuddura”  continuava la propria attività. 


 

Niente di eccezionale, in un paese normale. 

Ma, dopo appena una settimana, il 7 agosto 2019, alle 19:00, il Nucleo A.S. di Palermo (NAS), sotto la spinta, forse, della lettera anonima di turno vergata da qualcuno affetto da sindrome di chissà quale disturbo, si reca nei locali della birreria-enoteca, che nel frattempo aveva continuato ad esercitare l’attivita’ commerciale, per fare degli accertamenti.

 

Fino alla data del 7 agosto 2019, si tenga sempre presente, nessuno degli organismi finora intervenuti e citati (il SUAP, l’ ASP,  il SIAN) aveva opposto diniego alla prosecuzione dell’attività. Nessuno.

 

Solo il 2 settembre del 2019 il signor Internicola viene a conoscenza dell’avvio di un provvedimento amministrativo di diniego alla prosecuzione dell’attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande. 

Incredibile, ma e’ così.

A comunicarglielo e’ l’ufficio comunale S.U.A.P. con una nota firmata dal capo settore del tempo. Viene anche precisato che la notizia era stata acquisita da un documento prodotto dalla stazione dei carabinieri di Salemi. 

Attenzione alle date e alla cronologia. Da questo momento in poi la storia assumerà sempre piu’ l’atmosfera di un racconto kafkiano.

 

Il  signor Internicola era all’oscuro del provvedimento. Ne viene a conoscenza solo quando glielo comunica il SUAP (il 2 settembre 2019), dopo il controllo del NAS, e non il sette agosto, giorno del controllo dei NAS. Da cui non risultava assolutamente privo della SCIA.

E diversamente non poteva essere, dal momento che la pratica “Kuddura”, risultava a tutti gli effetti ancora pendente presso l’ufficio SUAP, in attesa di accoglimento, come anche di diniego.

 

Se cosi non fosse, il legislatore cadrebbe in una clamorosa contraddizione.

Perché, questa tanto misteriosa “SCIA” e’ stata ideata non per “OSTACOLARE” la nascita di nuove imprese, ma, al contrario, per agevolarle e incentivarle.

Essa e’una segnalazione certificata di Inizio Attività all’Ufficio comunale competente (SUAP) che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare una attivita’ produttiva, senza dovere attendere i tempi e le esecuzioni di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti.

In parole chiare ed semplici: la S.C.I.A. produce effetti immediati e legittima l’impresa a “somministrare” immediatamente.

Del resto, anche l’ASP di Trapani aveva inviato al S.U.A.P. di Salemi l’avvenuta registrazione dell’esercizio all’Agenzia delle Dogane per la relativa licenza per a vendita di prodotti alcolici.

 

Per tutti questi motivi Fabrizio Internicola, tramite il legale di fiducia avvocato Giuseppe Masaracchia, presenta al Sindaco di Salemi il 29 novembre del 2019, una nota difensiva contro il verbale di contestazione emesso dal NAS di Palermo, dove inoltre venivano contestate violazioni in ordine a procedure di autocontrollo in quanto alcuni prodotti sarebbero stati privi del numero del lotto di appartenenza, senza che nel verbale venisse  fatto un minimo di prova in riferimento all’etichettatura.

Mentre per queste ultime contestazioni Internicola non ha trovato difficoltà a superarle amministrativamente, quelle che avevano come contraltare il Comune, stranamente, ma non tanto, tutta la vicenda assumeva contorni surreali tanto da far pensare alle famose fatiche del mitico Ercole. 

Tanto che  Giuseppe Loiacono in Consiglio Comunale ha denunciato che “chi decide di investire a Salemi, spesso si trova davanti ad un muro di gomma fatto di ritardi, inefficienze e assenza di tutele. Questa non è solo una mancanza di visione politica, ma una vera e propria inadeguatezza nella macchina gestionale dell'Ente”. 

Eppure, quella legge rappresentava una rivoluzione culturale: da una parte il cittadino che presenta la segnalazione di avvio dell'attività e dall’altra l'Amministrazione che esercita successivamente i controlli. 

 

In questo caso il municipio ha assunto un atteggiamento formalmente zelante, con il sospetto creare problemi invece che risolverli. 

 

Sia chiaro: il rispetto della legge è doveroso e i controlli sono indispensabili. Ma esiste una differenza sostanziale tra garantire la legalità e celebrare il culto del cavillo.

Così, mentre il piccolo imprenditore investe risparmi, assume personale e tenta di tenere vivo un centro storico sempre più spopolato, la macchina amministrativa talvolta rischia di impiegare tempo prezioso nella costruzione di ostacoli, spesso incomprensibili.

 “Non è più tollerabile che a pagare il prezzo di questa inefficienza siano i giovani che rischiano in proprio e i cittadini che attendono servizi efficienti- ha aggiunto in Consiglio Giuseppe Loiacono -. I cittadini e i giovani imprenditori non chiedono miracoli, ma risposte concrete e tempi certi. Siamo di fronte ad una amministrazione paralizzata sul piano burocratico e amministrativo, incapace di risolvere i problemi reali e quotidiani della comunità. Questo immobilismo sta spegnendo il futuro economico del nostro territorio.”.

Siamo alla conclusione della nostra storia. Chiedersi chi ha vinto o perso ci sembra ormai fuori tempo massimo.

L’aspirante imprenditore Fabrizio Internicola, che con tanti sacrifici umani e finanziari aveva dato avvio alla “Kuddura”,  una moderna e accogliente birreria-paninoteca molto apprezzata dai giovanissimi i quali trascorrevano le loro serate sull’acropoli della cittadina, all’ombra del Castello e della Chiesa madre ricostruita dal portoghese Alvaro Siza, ha dimostrato di non arrendersi e di lottare fino in fondo. Sebbene gli sia costato fatica e denaro, affidandosi al giudizio di un magistrato, alla fine moralmente ha vinto.



 

E cosi, dopo ben sei anni, nel maggio di questo anno, abbiamo avuto il verdetto.

Il Giudice di Pace Dott.ssa Caterina Tumbiolo di Marsala ha accolto il ricorso da lui proposto opponendosi all'ordinanza di ingiunzione n.165 del 17/10/2024 e la successiva ordinanza di ingiunzione n. 169 del 18/10/2024 emesse dal Comune di Salemi, in persona del sindaco pro-tempore  Vito Scalisi.

 Il Comune di Salemi e’ stato condannato al pagamento in favore di Internicola delle spese di lite, liquidate in € 325,00, di cui € 125,00 per spese.

Diciamoci la verità.  Un epilogo che lascia l’amaro in bocca a tutti, ben sapendo che il tutto avrebbe avere un iter diverso, essendo alcuni dei protagonisti a conoscenza della pratica fin dal suo nascere. Sarebbe bastato un fischio, per mettere tutti all’ordine.

Pur sapendo che su gran parte dei comuni siciliani incombe la desertificazione commerciale, la fuga dei giovani e la crisi economica permanente, quando qualcuno decide di aprire un'attività, viene accolto con la mannaia di un verbale, il sorriso beffardo di una diffida e l'abbraccio letale di un procedimento amministrativo.

E allora resteranno soltanto gli uffici. Perfettamente ordinati. Con i timbri allineati. I fascicoli impeccabili. E, fuori dalla finestra, una piazza sempre più vuota. 


 

Franco Ciro Lo Re