A Castelvetrano torna il “balletto” della movida, l’estate tra divieti e passi indietro
Il “solito balletto sulla movida”. Lo ha definito così Marco Campagna (Pd) il copione ormai consolidato delle restrizioni dei locali in estate. “Vendere questo dietrofront come il trionfo del dialogo o, peggio, come una ‘grazia ricevuta’ concessa alle attività produttive – ha aggiunto - è un insulto alla logica. Non è democrazia partecipativa, è mancanza di adeguata programmazione”.
La gestione degli orari dei locali è stata in effetti rivista nel giro di poche settimane, riproponendo le dinamiche degli anni precedenti. Con una prima ordinanza (la n. 34 del 23 giugno scorso) il sindaco aveva imposto delle restrizioni severe, tra cui la chiusura dei locali alle 01:30. Ma dopo le proteste degli esercenti ed un rapido confronto, con l’ordinanza n. 36 dell’8 luglio, sono arrivate le nuove regole.
Queste prevedono: la chiusura dei locali alle 02,30 per tutti i giorni della settimana, il divieto di vendita di alcolici dalle 02,00 e di qualsiasi altra bevanda in vetro o lattina già dalle 22,00.
Lo stop alla musica, invece è diversificato: alle 01,00 da lunedì a giovedì e festivi e alle 02:00 il venerdì, il sabato e i prefestivi).
Anche nell’estate del 2025 si assistette a una sequenza simile di provvedimenti correttivi. Ma con orari diversi. A giugno, un’ordinanza aveva stabilito la chiusura alle 02:30. Ma ad agosto un’altra ordinanza diceva: chiusura alle 04,00 nel weekend e alle 01,00 nei giorni feriali.
Pochi giorni dopo, un’altra rettifica: chiusura feriale alle 02:30 e sempre alle 04,00 per il fine settimana. Insomma, rispetto all’anno scorso, oggi si assiste ad un inasprimento (almeno per i weekend).
E come sempre, le polemiche non sono mancate, coinvolgendo gli appassionati del commento social nella classica contrapposizione tra i tifosi del divertimento notturno e quelli della quiete per il riposo. Ma le restrizioni per le frazioni di Castelvetrano non sono certo un caso isolato. Tante altre località turistiche italiane hanno applicato misure simili per l’estate 2026: a Forte dei Marmi gli eventi balneari devono cessare all’01,30 e nelle zone costiere di Napoli nei feriali si chiude addirittura alle 00,30.
Però, alla luce di questo continuo braccio di ferro, viene spontaneo chiedersi: esiste davvero, dopo l’una e mezza di notte a Marinella di Selinunte e a Triscina, un volume d’affari così significativo legato alle consumazioni di turisti e villeggianti? Se il movimento notturno si limitasse in realtà al consumo di poche birre, spesso accompagnato da schiamazzi e liti nelle vie delle borgate, allora una chiusura anticipata potrebbe non solo tutelare la quiete pubblica, ma avere anche una sua logica di sicurezza urbana.
E mentre il dibattito pubblico si concentra sulle lancette dell’orologio, resta aperta una questione di sicurezza fisica non meno urgente. A sollevarla è Nicola Li Causi, assistente parlamentare della vicepresidente dell’ARS, Luisa Lantieri. In una sua nota ha sottolineato lo stato di degrado della piazzetta in legno allo Scalo di Bruca, a Marinella di Selinunte. Un degrado fisico, fatto di assi sollevate e di buchi.
Nonostante gli annunciati accordi tra amministrazione e commercianti per interventi di messa in sicurezza tramite l’anticipo dei canoni di occupazione del suolo pubblico, le condizioni della struttura – ha affermato Li Causi - restano pessime.
Certamente un potenziale pericolo per cittadini, turisti e per i tanti bambini che la frequentano. Al di là dell’orario di chiusura dei locali, il fatto che diverse attività operino su una struttura deteriorata solleva il rischio di incidenti per i clienti che possono inciampare. Timori infondati? No, se si considera che negli anni scorsi, qualcuno è finito persino in ospedale.
Egidio Morici
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