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13/07/2026 06:00:00

Antonini dice addio a Trapani. E adesso insulta la città: "Ciao ciao sfigati"

L'addio al Trapani Calcio giocato al Provinciale è ormai diventato anche un addio, almeno nelle parole, alla città di Trapani. Dopo avere annunciato che la squadra disputerà le gare casalinghe al Velodromo di Palermo, Valerio Antonini ha alzato ulteriormente i toni, pubblicando una raffica di post e video nei quali non si limita più ad attaccare il Libero Consorzio o il Comune, ma arriva a insultare la città e chi la abita.

 

Il passaggio che ha suscitato maggiore indignazione è quello pubblicato poche ore dopo l'annuncio del trasferimento.

 

"Bellissimo il Velodromo. Completamente ristrutturato, in una città strepitosa come Palermo, dove ho intenzione di comprare casa per passarci più tempo possibile. Entusiasta perché credo che Palermo sia il luogo giusto per ripartire di slancio, sganciarsi dalla mediocrità e pateticità che ho vissuto a Trapani".

 

Poi la conclusione:

 

"Ciao ciao sfigati! Ora tornate a rosicare il pane."

 

Parole che difficilmente potranno essere archiviate come uno sfogo.

 

"Trapani non lo vedrete più"

 

Antonini rincara la dose anche in un altro messaggio.

 

"Dedicato a quelli che ci hanno sempre creduto, vi porterò a Palermo a respirare aria pulita e sana."

 

Ai tifosi che lo contestano, invece, riserva un'altra frase destinata a far discutere:

 

"Ora andate a pescare la domenica. Allo stadio il Trapani non lo vedrete più sino a che sarò presidente."

 

E conclude annunciando che rivedrà il presidente del Libero Consorzio Salvatore Quinci, i dirigenti Gandolfo e Falzone, il sindaco Tranchida e il dirigente Amenta "solo in tribunale", chiedendo "tantissimi soldi" per i danni che ritiene di avere subito.

 

La sua versione

 

In un ulteriore lungo intervento Antonini ribadisce che il trasferimento a Palermo non sarebbe stata una scelta, ma una decisione obbligata.

Secondo il patron granata, il Libero Consorzio avrebbe impedito al Trapani di continuare a giocare al Provinciale pretendendo un canone annuo di 256 mila euro e contestando bollette e canoni oggetto di contenzioso.

Antonini sostiene inoltre di avere proposto diverse soluzioni, dalla compensazione pluriennale dei lavori eseguiti fino all'acquisto dello stadio, proposte che, a suo dire, sarebbero state tutte respinte.

Annuncia poi nuovi ricorsi al TAR, un esposto alla Corte dei Conti e ulteriori azioni giudiziarie contro il Libero Consorzio.

 

Gli atti raccontano un'altra storia

 

Le accuse di Antonini si scontrano però con quanto emerge dalla documentazione amministrativa già pubblicata negli ultimi mesi.

Secondo il Libero Consorzio, il nodo non è la volontà di ostacolare il Trapani Calcio, ma il rispetto delle regole della pubblica amministrazione.

L'Ente sostiene infatti di non poter compensare automaticamente gli investimenti effettuati dal club con i canoni di concessione, in assenza di un titolo amministrativo che lo consenta, e continua a rivendicare il pagamento di canoni e utenze previsti dalla convenzione.

Una posizione ribadita anche dal presidente Salvatore Quinci, che a Tp24 aveva spiegato come un ente pubblico non possa riconoscere somme o effettuare compensazioni fuori dalle procedure previste dalla legge.

 

Dallo scontro istituzionale agli insulti

 

Fin qui Antonini aveva rivolto le proprie accuse soprattutto alle istituzioni.

Negli ultimi post, però, il bersaglio sembra essersi allargato.

Non parla più soltanto di amministratori, dirigenti e politici. Definisce Trapani una città "mediocre" e "patetica", invita chi non lo sostiene ad "andare a pescare", parla di "aria pulita e sana" da respirare a Palermo e liquida una parte della città con un "Ciao ciao sfigati".

È probabilmente questo il passaggio che segna la vera rottura.

Perché il contenzioso con il Libero Consorzio continuerà nelle aule di giustizia. Ma le parole utilizzate nelle ultime ore rischiano di lasciare una ferita ben più profonda nel rapporto tra il presidente del Trapani Calcio e una parte della città che, fino a non molto tempo fa, lo aveva accolto come l'uomo del rilancio dello sport trapanese.