Trapani e il turismo, la battaglia dei dati: ma la città cresce davvero?
I numeri non mentono, ma a volte possono raccontare storie diverse.
Ed è sui dati dell'incoming turistico che si consuma l'ultimo scontro politico a Trapani, con l'assessora Rosalia D'Alì e il consigliere comunale di opposizione Giovanni Carpinteri che, partendo dagli stessi dati ufficiali, arrivano a conclusioni diametralmente opposte.
Per l'assessora, la crescita degli ospiti nelle strutture ricettive certifica l'efficacia delle politiche messe in campo dall'amministrazione Tranchida. Per l'opposizione, invece, quei numeri dimostrano che la città non riesce ancora a intercettare tutto il potenziale generato dall'aeroporto di Trapani-Birgi.
La discussione, in realtà, va oltre il botta e risposta, che nasce con un intervento in consiglio comunale di Carpinteri ma si consuma, come troppo spesso accade, sui social.
Solleva una domanda più ampia: come si misura davvero il successo turistico di una città? Dal numero di persone che arrivano o dalla capacità di convincerle a fermarsi?
I numeri del Comune
A dare il via al confronto è stata Rosalia D'Alì, che ha pubblicato due grafici che mostrano l'andamento degli ospiti dichiarati nelle strutture ricettive del Comune di Trapani dal 2018 al 2025.
Il dato evidenziato è quello della crescita: dai 102.408 ospiti registrati nel 2018 si arriva ai 182.914 del 2025, pari a un incremento del 78,6%. Dopo il crollo provocato dalla pandemia nel 2020 e nel 2021, il trend torna a salire con continuità fino a raggiungere il valore più alto della serie storica.
I grafici diffusi dall'assessora risultano particolarmente efficaci, perché permettono di visualizzare con immediatezza l'evoluzione del fenomeno: prima la brusca frenata del Covid, poi una ripresa costante che supera ampiamente i livelli pre-pandemia.
... E quelli dell'opposizione
Giovanni Carpinteri, però, propone un'altra chiave di lettura.
L'ex esponente della maggioranza prende gli stessi dati comunali e li mette a confronto con quelli del traffico passeggeri dell'aeroporto "Vincenzo Florio". Se gli ospiti crescono del 78,6% tra il 2018 e il 2025, osserva, nello stesso periodo i passeggeri dello scalo aumentano del 109,6%, passando da 480.524 a oltre un milione.
Per Carpinteri è proprio quel divario a raccontare la vera sfida della città: molti dei viaggiatori che atterrano a Birgi sceglierebbero altre destinazioni della Sicilia occidentale invece di pernottare a Trapani. Secondo il consigliere, la città continua quindi a svolgere prevalentemente il ruolo di porta d'ingresso al territorio, senza riuscire a trasformarsi pienamente in destinazione turistica.
L'assessora D'Alí però respinge questa impostazione e definisce il confronto metodologicamente scorretto.
Innanzitutto perché il dato aeroportuale comprende non solo turisti, ma anche residenti, lavoratori, studenti e viaggiatori diretti verso altre località della provincia.
Ma soprattutto perché, osserva, i dati degli ultimi tre anni sembrerebbero smentire il ragionamento dell'opposizione.
Nel 2023 Birgi registra oltre 1,33 milioni di passeggeri, mentre negli anni successivi il traffico cala fino a poco più di un milione nel 2025. Nello stesso periodo, però, gli ospiti nelle strutture ricettive di Trapani continuano ad aumentare, passando da 155.213 nel 2023 a 162.568 nel 2024 fino ai 182.914 del 2025.
Per D'Alì questo dimostra che la crescita della città non dipende esclusivamente dall'andamento dell'aeroporto e rappresenta, anzi, uno dei risultati più significativi dell'azione amministrativa.
Il vero nodo della vicenda, però, non è stabilire chi abbia ragione.
D'Alì e Carpinteri, in fondo, non discutono degli stessi numeri: discutono di quale indicatore descriva meglio la salute del turismo.
L'assessora guarda agli ospiti registrati nelle strutture ricettive, che certificano una crescita costante della domanda. L'opposizione guarda invece al rapporto tra i flussi aeroportuali e la capacità della città di trasformare quegli arrivi in soggiorni.
Sono due prospettive diverse, entrambe fondate su dati reali, ma che raccontano aspetti differenti dello stesso fenomeno.
Per capire fino in fondo quale sia lo stato del turismo trapanese servirebbero anche altri indicatori: non solo gli arrivi ed il differenziale con i rientri dei residenti, ma anche le presenze, cioè il numero complessivo delle notti trascorse in città, la permanenza media dei visitatori, la distribuzione dei flussi durante l'anno e il confronto con le altre destinazioni della provincia.
È su questi dati che si potrà misurare se Trapani stia diventando una destinazione sempre più autonoma o se continui, almeno in parte, a essere il punto di partenza per chi sceglie poi di soggiornare altrove ed usare la città solo come transito.
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