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17/07/2026 06:00:00

Vi portiamo nel cuore della Ferrari: tra storia, tecnologia e passione

C'è un momento in cui il bambino che eri incontra l'adulto che sei diventato. Succede raramente, ma quando accade te ne accorgi subito. Per chi, come me, è cresciuto con la passione per quelle automobili "rosse" e il rombo del loro motore nelle orecchie, quel momento è arrivato varcando i cancelli del Reparto Corse di Maranello.

Un luogo quasi mitologico per ogni appassionato di automobilismo. Il posto dove nascono le monoposto di Formula 1, dove la tecnologia incontra il talento umano e dove ogni dettaglio viene curato con una precisione maniacale. Vi portiamo in questo viaggio, nel cuore della Ferrari, della Motorvalley, tra Maranello e Modena.

 

Tutto iniziò davanti a una Testarossa nera al lungomare di Marsala

Le passioni più autentiche nascono spesso da un'immagine.

E così, davanti alla televisore, ascoltando le telecronache di Mario Poltronieri e i collegamenti dai box di Ezio Zermiani. Erano le domeniche della Formula 1, quelle in cui il rosso Ferrari faceva battere il cuore di milioni di italiani. Poi arrivò il primo incontro dal vivo.

Era una Ferrari Testarossa nera parcheggiata al lungomare Boeo di Marsala. Per quel bambino era una sorta di astronave. Rimasi immobile a guardarla. Da quel giorno la Ferrari è diventata molto più di una casa automobilistica: è diventata un qualcosa di inspiegabile, come del resto è ogni passione.

Ecco perché entrare oggi nel Reparto Corse ha avuto un significato che va ben oltre una semplice visita.

Dentro il Reparto Corse: lì dove nascono le Ferrari di Leclerc e Hamilton

Entrare nel Reparto Corse significa mettere piede nel luogo dove ogni settimana prende forma la sfida mondiale della Formula 1. È impossibile non provare emozione.

Davanti ai miei occhi ci sono le monoposto guidate da Charles Leclerc e Lewis Hamilton a Silverstone, dove Leclerc finalmente è tornato alla vittoria. Sono lì, completamente smontate, mentre tecnici e meccanici lavorano con concentrazione assoluta.

Vederle da vicino fa capire quanto sia complessa una Formula 1.

Ogni componente viene controllato, verificato, analizzato. Ogni vite, ogni elemento aerodinamico, ogni particolare viene esaminato prima di essere rimontato.

Pochi metri più avanti c'è un altro reparto. Qui non ci sono tute rosse ma camici bianchi.

È il luogo dove viene controllato il "cuore" della monoposto. L'impressione è quella di trovarsi in un laboratorio medico di altissima specializzazione. I motori vengono analizzati pezzo dopo pezzo come se fossero organismi viventi.

Ed è proprio questa la sensazione che trasmette Ferrari: ogni macchina è viva.

 

 

 

 

 

Il Remote Garage: la Formula 1 del futuro è già qui

Tra tutte le cose viste, una mi ha lasciato letteralmente senza parole. È il Remote Garage. Una sala enorme. Cinquantacinque postazioni operative, ognuna con diversi monitor. Ogni postazione è affidata a un ingegnere.

Durante ogni Gran Premio questi tecnici lavorano in collegamento diretto con il circuito. Analizzano in tempo reale migliaia di dati provenienti dalle monoposto.

In pista ci sono oltre ottanta tra ingegneri, tecnici e meccanici.

Ma contemporaneamente, a Maranello, un altro esercito di specialisti segue ogni giro, ogni curva, ogni frenata.

Pensare che qualche decennio fa le auto da corsa venivano trasportate con un camion e attorno c'erano quattro o cinque meccanici.

Oggi la Formula 1 è diventata un concentrato di tecnologia, informatica, intelligenza ingegneristica e lavoro di squadra.

Ed è impressionante vedere tutto questo dal vivo.

Il sogno di Enzo Ferrari che ha cambiato un intero territorio

La cosa che più colpisce, però, non è soltanto la Ferrari. È il luogo in cui è nata. Agli inizi del Novecento, Modena e la sua periferia (Maranello) erano un territorio prevalentemente agricolo: fatto di campi, allevamenti, piccole officine. Poi arrivò un giovane con un sogno: gareggiare e costruire auto, era Enzo Ferrari. Non immaginava soltanto automobili.

Immaginava e aveva l'idea di un futuro diverso. Con le sue intuizioni ha cambiato la storia della sua città, del suo territorio e, in fondo, dell'Italia intera.

Oggi Modena e in particolare Maranello sono conosciute in ogni angolo del pianeta. La Ferrari è uno dei marchi più prestigiosi del mondo.

E soprattutto rappresenta una delle aziende più desiderate da chi cerca lavoro.

La cosa più bella? Alle cinque del pomeriggio vedere uscire dai cancelli centinaia di giovani, ragazzi e ragazze, ingegneri, tecnici, operai specializzati, donne e uomini.

È forse questa la vittoria più grande di Enzo Ferrari: aver trasformato un sogno personale in opportunità per intere generazioni.

Il Museo Ferrari di Modena: dove tutto ebbe inizio

Il viaggio continua a Modena. Qui sorge la casa natale di Enzo Ferrari, oggi trasformata in uno dei musei automobilistici più belli d'Europa.

Appena si entra si percepisce tutta la storia del Cavallino Rampante. Tra i pezzi più emozionanti c'è la monoposto con cui Michael Schumacher riportò il titolo mondiale a Maranello nel 2000, dando inizio a un'epoca irripetibile. Poi i motori. Sono loro i veri protagonisti. Il dodici cilindri delle Ferrari storiche. Il V8 della 208.

Il propulsore della 488 GTB, considerato il miglior V8 mai costruito da Ferrari. Il poderoso motore V12 della 812 Superfast.

Fino ad arrivare al sofisticatissimo V8 ibrido della SF90, esposto direttamente all'interno del telaio per mostrare tutta la complessità tecnica di una delle Ferrari più avanzate di sempre. E poi lui. Il dodici cilindri della Testarossa. Lo stesso modello che tanti anni fa avevo visto per la prima volta a Marsala. Chiudere così un cerchio è qualcosa che difficilmente si dimentica. Ci sono vetture che hanno cambiato il modo stesso di concepire le supercar. Come la straordinaria 250 GTO. Considerata una delle automobili più belle mai costruite, oggi è anche una delle più preziose al mondo, con quotazioni che raggiungono cifre da capogiro. Poi la raffinata 275 GTB/4.

La 288 GTO. La leggendaria F40, ultima Ferrari realizzata con Enzo Ferrari ancora in vita.

Sono esposti due esemplari, uno a Maranello e uno a Modena, appartenuto al tenore Luciano Pavarotti.

Tra le vetture più particolari c'è anche la one-off costruita per Eric Clapton e La LaFerrari verde di Jason Kay, leader dei Jamiroquai.

Maranello: un museo che racconta la leggenda

Nel Museo Ferrari di Maranello si attraversano quasi ottant'anni di storia dell'automobile. Naturalmente non manca la Ferrari 125 S, la prima vettura a portare il nome Ferrari dopo la separazione del Drake dall'Alfa Romeo. E ancora le protagoniste del presente. La Purosangue, prima sport utility del Cavallino.

La nuovissima 12Cilindri, ispirata alle granturismo del passato e la barchetta per eccellenza, realizzata come serie speciale La Monza SP2.

L'hypercar F80, la Ferrari più tecnologicamente evoluta mai costruita. E soprattutto le tre 499P che hanno riportato il Cavallino sul tetto del mondo vincendo tre edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans nel 2023, 2024 e 2025.

Il pranzo al Montana, il ristorante della famiglia Ferrari

Un viaggio nella terra Ferrari non può dirsi completo senza una tappa al Ristorante Montana. Qui hanno pranzato generazioni di piloti.

Da Schumacher a Lauda. Da Villeneuve fino agli uomini della Ferrari di oggi. È uno di quei luoghi che raccontano la storia del Cavallino quasi quanto un museo.

Le pareti sono un archivio vivente di fotografie, dediche e ricordi.

 

 

La Ferrari non costruisce soltanto automobili

Lasciando Maranello rimane una consapevolezza. La Ferrari non produce soltanto auto. Costruisce sogni. Lo fa da ottant'anni. Lo fa attraverso la tecnologia, il lavoro, il talento, la ricerca, la passione. E soprattutto attraverso le persone.

Perché, osservando quei giovani che ogni sera escono dagli stabilimenti con la tuta rossa addosso, si comprende che il vero motore della Ferrari non è un V12, un V8 o un motore ibrido. Il vero motore della Ferrari sono le donne e gli uomini che ogni giorno continuano a trasformare il sogno di Enzo Ferrari in una delle eccellenze più ammirate del pianeta. Per chi ama il Cavallino, visitare il Reparto Corse non è soltanto entrare in una fabbrica. È entrare in un luogo dove i sogni, davvero, prendono forma.

 

 Un'esperienza resa possibile dalla Scuderia Ferrari Club Catanzaro. Il presidente Mimmo Tiriolo: "Un sogno che diventa realtà"

A raccontare il significato di questa esperienza è il presidente della Scuderia Ferrari Club Catanzaro, Mimmo Tiriolo, promotore e organizzatore del tour.

«L'emozione e il sogno che diventano realtà. Sono stati tre giorni di pura passione, tre giorni di immersione nel mondo Ferrari e nella straordinaria Motor Valley. Un viaggio che ha regalato ai nostri soci esperienze davvero uniche. Abbiamo iniziato giovedì 9 luglio con un'esperienza indimenticabile: il Ferrari Test Driver e il simulatore di Formula 1, premio riservato al tesserato vincitore del concorso "Presenta un Tesserato e Vinci 2025".

Il momento più atteso è arrivato venerdì 10 luglio, quando due gruppi di soci della Scuderia Ferrari Club Catanzaro hanno avuto il privilegio di varcare le porte del Reparto Corse della Scuderia Ferrari HP, il luogo dove nascono le monoposto che fanno sognare milioni di tifosi in tutto il mondo.

È stato un vero viaggio nel cuore della Ferrari, tra storia, innovazione, tecnologia e passione. Un'esperienza esclusiva che pochissime persone hanno la possibilità di vivere e che resterà per sempre impressa nei ricordi di chi c'era.

La giornata è poi proseguita con il tradizionale pranzo allo storico Ristorante Montana, insieme a Mamma Rossella, un luogo simbolo della grande famiglia Ferrari e meta irrinunciabile per ogni appassionato del Cavallino.

Sabato 11 luglio il nostro viaggio è continuato con la visita al Museo Maserati - Collezione Panini, autentico scrigno della storia dell'automobilismo italiano, per concludersi con la cena al ristorante Lo Smeraldo di Lello Apicella, in un clima di amicizia e condivisione che da sempre contraddistingue il nostro Club.

Voglio rivolgere un sentito ringraziamento al nostro partner Claudio Stornelli e all'Hotel Arthur per la consueta disponibilità, professionalità e calorosa ospitalità riservata ai nostri tesserati.

Un grazie speciale va infine ai trenta soci che hanno scelto di condividere con noi questa straordinaria avventura: la loro presenza rappresenta il vero valore aggiunto della nostra grande famiglia.

Essere soci della Scuderia Ferrari Club Catanzaro significa vivere la Ferrari da protagonisti, non soltanto come tifosi, ma entrando in contatto con la sua storia, la sua tecnologia e i suoi valori più autentici.»

 

Carlo Antonio Rallo