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18/07/2026 06:00:00

Salemi: il San Gaetano senza bilanci da un decennio: tradita la volontà del benefattore 

Ci sono scandali che esplodono in un giorno e scandali che maturano lentamente, anno dopo anno nel silenzio generale. Scandalo, dal greco “skandalon” , etimologicamente, “ostacolo”.

Quello della casa di Riposo di San Gaetano di Salemi appartiene alla seconda categoria, e “l’ostacolo” ha avuto tre facce: l’indifferenza, l’ignavia e l’acquiescenza dei pubblici amministratori.

 

Insieme hanno tradito la volonta’ di Gaetano Uddo, il magnate benefattore italo-americano che non dimenticò i la misera vita dei suoi compaesani indigenti.

Da dieci anni questa struttura, nata per assistere i più deboli, e’ stata “gestita” da un commissario regionale senza  alcun controllo e senza che venissero approvati i documenti contabili fondamentali.

 

Mentre la struttura destinata ai cittadini rimaneva imprigionata in una paralisi amministrativa, tanto sconcertante quanto difficile da giustificare, persino ai dipendenti non “veniva elargita la giusta mercede”, che, per la Dottrina della Chiesa, e’ uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Lo citiamo appositamente perché all’interno delle sua mura, molto spesso e’ stato nominato il suo nome invano. Altro peccato.

Ad offrirci il destro per ritornare ad occuparci di questa sconcertante vicenda e’ un report inviatoci dal movimento politico “Scrusciu”.

 

 La responsabile del gruppo Antonina Grillo e la consigliera comunale Giuseppina Spagnolo,  dopo avere avuto nei giorni scorsi un incontro con i responsabili del Servizio 9 – IPAB dell’Assessorato regionale della Famiglia, hanno redatto un resoconto dettagliato nella forma quanto sconvolgente nei contenuti.

È la certificazione di un malessere amministrativo profondo e spiazzante che inizia con un’affermazione che ha dell’inverosimile. 

La casa di Riposo di San Gaetano, dal 2017, da ben nove anni, non risulta avere un documento contabile approvato.  Avete letto bene!

Tutti i bilanci e i rendiconti trasmessi in questo lungo e irrituale periodo commissariale sarebbero stati sistematicamente respinti dagli uffici regionali perché ritenuti inidonei ai fini dell’approvazione dagli uffici regionali.

 

Non solo. Anche le richieste di alienazione del patrimonio immobiliare, che abbiamo sentito circolare, sarebbero state rigettate per “la mancanza di elementi istruttori indispensabili per tale tipo di operazioni”. Sic.

Una domanda, a questo punto, s’impone prepotentemente e che supponiamo anche i nostri lettori si stiano ponendo: come è potuto accadere tutto questo?

Una domanda legittima e niente affatto oziosa e men che mai polemica.

 

 

Il documento di “Scrusciu” su questo aspetto e’abbastanza chiaro quando afferma che “un ente pubblico o di interesse pubblico non vive soltanto di buona volontà. Vive di regole, di trasparenza, di contabilità corretta, di controlli e di responsabilità. Quando questi elementi vengono meno, non si produce soltanto un problema amministrativo: si incrina il rapporto di fiducia tra le istituzioni e la collettività”.

E per fugare ogni ombra di dubbio, precisa che

Il San Gaetano non è un edificio qualsiasi. Non è un semplice patrimonio immobiliare. È un’istituzione costruita grazie ai sacrifici e alla generosità di cittadini che, attraverso donazioni e lasciti testamentari, hanno destinato beni e risorse all’assistenza della comunità salemitana. Ogni euro, ogni immobile, ogni bene posseduto dall’IPAB porta con sé una responsabilità morale prima ancora che giuridica.”

 

Da quanto sta emergendo oggi ci sembra di poter dire che il tutto non può essere archiviato come una semplice vicenda tecnica o un banale disguido burocratico.

Saranno altri soggetti a valutare. E tuttavia, in questo scenario opaco, ci sembra aprirsi uno spiraglio che lascia ben sperare in una svolta risolutiva.

 

Sembrerebbe infatti che il Comune abbia già provveduto alla nomina dei propri componenti all'interno del Consiglio di Amministrazione, mentre  è in itinere la designazione del membro di competenza dell’Assessorato regionale.

Un passo fondamentale che permetterebbe l’insediamento definitivo del nuovo organo direttivo.

I lettori ci scusino se usiamo il condizionale, ma la lunga esperienza acquisita nel corso di tanti anni ci ha insegnato ad essere cauti quando si tratta di pubbliche amministrazioni.

 

Con la ricostituzione del Consiglio di Amministrazione si dovrebbe chiudere la lunga e tormentata stagione commissariale che, alla luce delle pesanti criticità emerse, lascia aperti profondi interrogativi sulla reale e concreta gestione del San Gaetano.

Avrà il nuovo Consiglio - nell’ambito delle proprie prerogative e nel rigoroso rispetto della normativa vigente - l'arduo compito di vagliare tutti gli atti adottati durante il lungo periodo del commissariamento, ricostruendo ab ovo,  dall’inizio, la situazione amministrativa, contabile e patrimoniale, avviare finalmente un percorso di radicale ripristino della legalità e della regolarità gestionale.

 

I dirigenti di “Scrusciu” , ne documento, assicurano una collaborazione istituzionale con il nuovo Consiglio di Amministrazione con idee e proposte e dichiarano la loro disponibilità ad affiancarlo nel percorso di ricostruzione della Casa di Riposo, aprendo anche un dialogo costruttivo con l'Amministrazione comunale, “nella convinzione che solo attraverso il confronto, la condivisione e il rispetto dei rispettivi ruoli sia possibile restituire all'IPAB San Gaetano efficienza, credibilità e la capacità di rispondere ai bisogni della comunità”.

 

 

Nel corso dell'incontro con l’Ufficio regionale, le due rappresentanti di “Scrusciu”  hanno anche affrontato il tema degli stipendi arretrati spettanti ai dipendenti dell'IPAB, un aspetto della vicenda ancora piu’ stupefacente.

 

“Riteniamo che sia proprio da qui che occorra ripartire”- hanno sottolineato Grillo e Spagnolo - “dalla tutela dei lavoratori, dal ripristino della regolarità amministrativa e dalla ricostruzione di un Ente che torni a svolgere pienamente la propria funzione sociale. Lo dobbiamo ai dipendenti, ma soprattutto a quanti, con le loro donazioni e i loro lasciti, hanno destinato il patrimonio dell'IPAB al servizio della comunità salemitana. Da parte nostra, non abbasseremo la guardia: continueremo a seguire questa complessa vicenda con la massima attenzione, affinché l’IPAB San Gaetano possa finalmente voltare pagina ed inaugurare una nuova stagione fondata sulla trasparenza, sulla legalità e sulla buona amministrazione.”

 

Troppo spesso nel nostro Paese si considera normale ciò che normale non è.

Ci si abitua ai commissariamenti che si protraggono per anni, agli enti che sopravvivono in condizioni precarie, ai bilanci che tardano, ai problemi che vengono rinviati all’infinito.

L’eccezione diventa regola. L’emergenza diventa quotidianità. L’irregolarità diventa prassi. Ed è proprio questa assuefazione il pericolo più grande.

Perché quando una comunità smette di indignarsi davanti a dieci anni senza bilanci approvati significa che qualcosa si è spezzato nel rapporto tra cittadini e istituzioni.

La politica, tutta, senza distinzioni di ruoli, dovrebbe interrogarsi su questo fallimento.

Non per cercare un facile capro espiatorio, ma perché un sistema amministrativo capace di produrre una situazione tanto lunga e complessa non può essere liquidato come una semplice fatalità.

Servono risposte. Servono fatti. Servono tempi certi.

E in ultimo, ma non in ordine d’importanza, anche per sapere finalmente che fine hanno le olive prodotte dall’uliveto che circonda la casa di riposo voluta da un benefattore negli anni ’60 del secolo scorso.

 

Franco Ciro Lo Re