×
 
 
19/07/2026 06:00:00

Effetto Roggero a Castelvetrano, è caccia all’uomo. Furti, ronde e il rischio del linciaggio pubblico

 I confini della legalità verbale sono stati ampiamente superati, nei post e nei commenti social che si stanno diffondendo tra numerosi utenti della zona di Castelvetrano. La fotografia di un presunto malvivente sta per diventare virale, trasformando le bacheche in una sorta di tribunale sommario, esponendo l’uomo a minacce di una violenza inaudita.

Ecco di seguito i commenti più spinti:

1.     "Na mazzata e buttarlo con una mazzara (pietra, ndr) al collo"

2.     "Si potrebbe dare in pasto ai maiali"

3.     "Dentro un sacco nero"

4.     "Magari le gambe così non cammina anche le braccia così non porta via!!"

5.     "Concime x piante"

6.     "Pistole cariche"

 

Il post originale, che invita esplicitamente a “condividere tutti”, ha dato il via a una vera e propria caccia all’uomo. La pubblicazione della foto del sospettato — descritto come un soggetto che agisce tra Castelvetrano, Campobello di Mazara, Tre Fontane e Triscina — ha creato un bersaglio vivente. L'identificazione pubblica, unita alla descrizione di un uomo spesso in stato di alterazione (forse per l'uso di crack), sta alimentando reazioni che rischiano di diventare sproporzionate rispetto agli atti di micro-criminalità denunciati.

 

In questo scenario, il richiamo ai fatti di cronaca nazionale è immediato. Alcuni commenti riflettono il timore che una reazione violenta possa ritorcersi contro i cittadini stessi: “Stiamo attenti che poi ci condannano a 14 anni perché non ci si deve difendere”. Il riferimento al caso del gioielliere Mario Roggero (condannato a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori), citato per sottolineare una presunta ingiustizia del sistema legale italiano verso chi sceglie la difesa (vendetta) privata.

La sfiducia verso le forze dell’ordine — accusate di “non fare mai niente” — ha spinto diverse presone ad organizzarsi in modo autonomo. Non si tratta più solo di rabbia virtuale: alcuni utenti dichiarano apertamente di aver formato dei “gruppetti” che ogni sera pattugliano le strade con l’obiettivo dichiarato di catturare il soggetto: “Svegliamoci e diamoci da fare da soli perché la legge niente fa”, è il grido d’allarme di chi ha deciso di sostituirsi allo Stato.

 

Tra i furti ripetuti, la tossicodipendenza e la diffusione virale del volto del sospettato la città rischia di trasformarsi in una polveriera. E allora il legittimo diritto alla sicurezza, finisce per deumanizzare il colpevole che, anche se visto ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti, diventa un “selvaggio” e una “merdaccia”, contro il quale preparare vere e proprie spedizioni punitive.

La legittima difesa, sconosciuta persino da certi ministri, può diventare barbarie in un attimo.

Intanto, come succede sempre in questi casi, polizia e carabinieri hanno un doppio compito: quello di assicurare alla giustizia chi ruba e quello, ancora più delicato, di garantire l’ordine pubblico, per evitare che piccoli reati possano dare luogo al verificarsi di qualche altro reato molto più grave.

 

Egidio Morici