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20/07/2026 22:00:00

"Io amo la Sicilia perché non mi piace": l'intervista inedita di Paolo Borsellino

A trentaquattro anni dalla strage di via D'Amelio, riaffiora una preziosa testimonianza di Paolo Borsellino. La Rai Sicilia ha infatti riproposto un'intervista inedita realizzata nel 1987 dalla giornalista Rosa Ricciardi, pochi giorni dopo la nomina del magistrato a procuratore della Repubblica di Marsala.

Un documento che restituisce il pensiero di Borsellino sulla Sicilia, sulla mafia e sul ruolo delle istituzioni, con riflessioni che, a distanza di quasi quarant'anni, conservano una sorprendente attualità.

 

"Io amo la Sicilia perché non mi piace"

La frase che colpisce maggiormente è quella con cui Borsellino descrive il suo rapporto con la propria terra.

«Io amo la Sicilia perché non mi piace».

Parole solo apparentemente contraddittorie. Per il magistrato, amare la Sicilia significava riconoscerne i problemi e impegnarsi per cambiarla.

«Bisogna partire dalla considerazione che ci sono cose che non vanno e che devono essere cambiate».

 

 

"La lotta alla mafia non può essere delegata solo ai magistrati"

Nel corso dell'intervista, Borsellino lancia anche un messaggio destinato a diventare uno dei cardini del suo pensiero.

«Il magistrato non deve essere l'unico delegato alla lotta alla criminalità organizzata».

Per l'allora procuratore di Marsala, il contrasto alla mafia doveva coinvolgere l'intera società: istituzioni, politica, scuola e cittadini. Una responsabilità collettiva che non poteva ricadere esclusivamente sulla magistratura.

 

 

 

Il ricordo di una Sicilia che negava la mafia

Borsellino racconta anche il clima culturale in cui era cresciuta la sua generazione.

«La mia generazione era abituata a pensare che la mafia non esistesse. O, se invece c'era, tutto sommato era qualcosa di positivo».

Una riflessione che fotografa il lungo periodo in cui il fenomeno mafioso veniva minimizzato o addirittura giustificato, prima della presa di coscienza maturata negli anni successivi grazie al lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine.

 

Marsala, una tappa fondamentale della carriera di Borsellino

L'intervista risale al 1987, quando Paolo Borsellino era stato appena nominato procuratore della Repubblica di Marsala, incarico che avrebbe ricoperto fino al 1992.

Furono anni importanti nella sua attività investigativa, durante i quali contribuì al rafforzamento dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata nel territorio del Trapanese, prima del ritorno a Palermo come procuratore aggiunto.

 

Una testimonianza che parla ancora al presente

Il servizio, riproposto dalla Rai Sicilia e rilanciato dal Tg1 con un servizio di Roberto Ruvolo, rappresenta molto più di un documento storico. Le parole di Paolo Borsellino continuano a parlare al presente, ricordando che la lotta alla mafia richiede l'impegno quotidiano di tutta la società e non può essere demandata esclusivamente a chi amministra la giustizia.

A distanza di 34 anni dal suo assassinio, il messaggio del magistrato conserva intatta la sua forza: amare la Sicilia significa avere il coraggio di riconoscerne le ferite e lavorare, ogni giorno, per cambiarla.