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26/07/2026 18:33:00

Trapani, ingerisce per errore un prodotto chimico. Ecco come è stato salvato

Un prodotto utilizzato nei lavori di bricolage, un’ingestione accidentale e una corsa contro il tempo tra due ospedali siciliani. È stato salvato grazie a un antidoto fatto arrivare da Agrigento un giovane ricoverato in condizioni critiche all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.

Il ragazzo avrebbe ingerito accidentalmente un ancorante chimico, una sostanza impiegata nell’edilizia per fissare elementi a pareti e strutture. Un prodotto che, se ingerito, può provocare conseguenze molto gravi.

 

La richiesta urgente dell’ospedale di Trapani

 

Dopo il ricovero, i medici del Sant’Antonio Abate hanno individuato la necessità di somministrare il fomepizolo, un farmaco antidotico utilizzato in alcuni tipi di avvelenamento da sostanze chimiche.

L’antidoto, però, non era immediatamente disponibile a Trapani. È stata quindi attivata la rete regionale delle emergenze tossicologiche.

Il servizio antiveleni dell’Asp di Agrigento, che ha sede presso la farmacia dell’ospedale San Giovanni di Dio ed è diretto da Giuseppe Bellavia, ha avviato la procedura urgente. La dirigente farmacista reperibile Valeria Ciotta ha predisposto l’invio del farmaco, arrivato a Trapani in tempi rapidi.

La somministrazione dell’antidoto si è rivelata decisiva per salvare la vita del giovane.

 

La collaborazione tra Trapani e Agrigento

 

L’intervento è stato coordinato operativamente da Valeria Pizzimenti e ha coinvolto le strutture sanitarie delle due province.

Il caso dimostra l’importanza di una rete regionale capace di spostare rapidamente farmaci salvavita da un ospedale all’altro. In certe emergenze, infatti, non basta individuare la terapia corretta: bisogna anche riuscire a trovare l’antidoto e farlo arrivare prima che sia troppo tardi.

Il servizio antiveleni di Agrigento è diventato negli anni un punto di riferimento non soltanto per le strutture siciliane, ma anche per ospedali di altre regioni del Mezzogiorno.

 

In estate aumentano gli avvelenamenti domestici

 

Con l’arrivo dell’estate aumentano anche gli incidenti legati all’utilizzo di sostanze chimiche durante lavori domestici, manutenzioni, giardinaggio e attività all’aperto.

Tra i prodotti più pericolosi ci sono solventi, vernici, resine, ancoranti chimici, pesticidi, insetticidi e sostanze utilizzate per la manutenzione delle piscine.

Un rischio particolarmente grave è rappresentato dai liquidi per radiatori, che possono contenere glicoli altamente tossici.

Molti incidenti avvengono perché i prodotti vengono travasati in bottiglie di acqua o bibite, rendendo possibile una tragica confusione. Altri episodi sono provocati dall’uso di sostanze aggressive in ambienti chiusi e poco aerati.

 

Le regole per evitare incidenti

 

I prodotti chimici devono essere conservati nei contenitori originali, con le etichette integre e ben visibili. Non devono mai essere travasati in bottiglie destinate alle bevande.

È inoltre necessario tenerli lontano dagli alimenti e fuori dalla portata dei bambini, preferibilmente all’interno di armadietti chiusi.

Quando si utilizzano resine, solventi o vernici è consigliabile indossare guanti, occhiali e mascherine, assicurando una buona ventilazione dei locali.

In caso di ingestione o inalazione accidentale non bisogna provocare il vomito. Occorre contattare immediatamente il 112 o un centro antiveleni, conservando la confezione del prodotto per permettere ai medici di identificarne con precisione la composizione.

Questa volta la catena dei soccorsi ha funzionato. Un antidoto partito da Agrigento e arrivato rapidamente a Trapani ha trasformato una possibile tragedia in una storia a lieto fine.