A Marsala il caldo non risparmia nessuno. Neppure il Comune. Al Polo culturale San Pietro l’impianto di climatizzazione non funziona più e, mentre si attende la sua sostituzione, l’Amministrazione è stata costretta a ricorrere alla soluzione più antica dopo il ventaglio: otto raffrescatori mobili a noleggio.
Costo dell’operazione: 1.857,52 euro per trenta giorni. Una toppa estiva, necessaria per consentire a visitatori e dipendenti di non trasformare musei, sala conferenze e uffici in una grande sauna comunale.
L’impianto non garantisce più condizioni adeguate
La situazione viene descritta nella determinazione numero 42 del 24 luglio 2026 del settore Attività culturali del Comune di Marsala.
Nel documento si legge che l’impianto di climatizzazione del Complesso monumentale San Pietro risulta “non più funzionante” e non è quindi in grado di assicurare condizioni microclimatiche adeguate per il pubblico, per il personale e anche per la corretta conservazione degli ambienti espositivi.
Il problema, dunque, non riguarda soltanto il comfort. Dentro San Pietro ci sono sezioni museali, spazi di lavoro e una sala conferenze. Con le temperature di questi giorni, tenere aperta la struttura senza alcun sistema di raffrescamento sarebbe stato complicato.
Otto apparecchi per un mese
Il Comune fa sapere di avere già avviato la procedura per la sostituzione dell’intero impianto. I tempi, però, non sono compatibili con l’emergenza estiva.
Da qui la decisione di noleggiare otto raffrescatori evaporativi mobili, da distribuire tra le sezioni museali, la sala conferenze e gli uffici. Il servizio durerà trenta giorni ed è stato affidato direttamente alla società Ep Elevatori Puma srl, con sede a Marsala.
Il preventivo iniziale era di 1.952 euro, Iva compresa. La società ha poi accettato di eseguire il servizio per 1.857,52 euro, di cui 1.522,56 euro di imponibile e 334,96 euro di Iva. La spesa sarà sostenuta con le somme del capitolo dedicato al Gabinetto del sindaco.
A San Pietro l’aria condizionata è fuori uso e il Comune deve noleggiare macchine provvisorie per affrontare il caldo.
Una soluzione inevitabile, forse. Ma anche l’ennesima fotografia di una città nella quale la manutenzione arriva spesso dopo il guasto, quando il termometro è già salito e non resta che correre ai ripari. In questo caso, con otto raffrescatori e un contratto da trenta giorni. Per il nuovo impianto, invece, bisognerà attendere. Possibilmente al fresco.