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29/07/2026 16:42:00

Selinunte, visita straordinaria e gratuita al battistero paleocristiano

Domenica 2 agosto il Parco archeologico di Selinunte apre al pubblico un’area normalmente riservata agli studiosi: gli scavi del battistero paleocristiano.

La visita permetterà di conoscere una Selinunte diversa da quella dei grandi templi. Tra il V e il VI secolo dopo Cristo, quasi mille anni dopo la distruzione cartaginese del 409 avanti Cristo, nella zona del porto nacque infatti un nuovo insediamento legato ai commerci nel Canale di Sicilia e alla presenza cristiana nella Sicilia occidentale.

L’appuntamento coincide con la prima domenica del mese: l’ingresso al Parco sarà gratuito.

La visita agli scavi

La visita guidata di CoopCulture, dal titolo “Selinunte oltre i greci”, inizierà alle 9.30. Per raggiungere l’area di scavo sarà necessario utilizzare le navette elettriche.

Il costo della visita è di 5 euro, ai quali si aggiungono 3 euro per il servizio navetta.

Il percorso condurrà in una zona finora accessibile soltanto agli archeologi, nei pressi dell’antica foce del fiume Modione.

Il porto sulla rotta africana

Per circa due secoli gli studi si sono concentrati soprattutto sulla città greca e sui suoi templi. Le campagne di scavo più recenti hanno però restituito un quadro molto più ampio.

Le ricerche della scorsa primavera, condotte con l’Università degli Studi di Palermo e guidate dagli archeologi Emma Vitale e Ferdinando Lentini, hanno ripreso e ampliato gli scavi avviati tra il 2004 e il 2007.

In quell’area sono state individuate le tracce di uno scalo marittimo e fluviale, con banchine, magazzini, strade ed edifici. Parte delle costruzioni riutilizzava le strutture dell’antica città greca.

L’insediamento era legato al porto e ai traffici lungo la cosiddetta “rotta africana”, che attraversava il Canale di Sicilia.

Il battistero e la vasca a quadrifoglio

Al centro della visita ci sarà il battistero, datato tra il V e il VI secolo dopo Cristo.

La struttura conserva una vasca battesimale dalla forma particolare: un quadrifoglio a otto petali, con una croce greca centrale orientata verso i quattro punti cardinali.

Al centro si trova un pozzetto cilindrico con un foro per il deflusso dell’acqua. Il battesimo avveniva per immersione, secondo un sistema che richiama strutture simili dell’Africa settentrionale.

Gli scavi hanno permesso di riconoscere i confini di un ampio settore religioso. Il battistero era probabilmente collegato a un edificio di culto.

Uno stretto passaggio, chiamato ambitus, lo separava inoltre da un imponente edificio con tre ingressi ad arco, la cui funzione è ancora oggetto di studio.

Dall’abbandono alla fornace

L’area fu abbandonata nel corso del VI secolo. La trasformazione della foce e i frequenti allagamenti del Modione avrebbero reso sempre più difficile l’utilizzo del porto.

Tra il X e l’XI secolo il battistero perse la sua funzione religiosa e venne trasformato in una fornace per la produzione della calce.

In seguito fu ricoperto dalla sabbia e dalla vegetazione. Proprio questo lungo interramento ha permesso di preservare le strutture riportate alla luce dagli archeologi.

L’ingresso da Triscina

La visita al battistero arriva pochi giorni dopo l’apertura del Parco dal lato della borgata di Triscina.

Da questo accesso si raggiunge più facilmente il santuario di Demetra Malophoros, un altro luogo che resta fuori dai percorsi abituali di visita.

«Il santuario di Demetra Malophoros e il battistero raccontano due stagioni lontane della stessa città – spiega il direttore del Parco, Felice Crescente –. Il primo rimanda alla Selinunte greca, il secondo a un insediamento che, molti secoli dopo, tornò a essere luogo di commerci e punto di riferimento della presenza cristiana».

«Aprire quest’area in via straordinaria – aggiunge Crescente – significa ampliare il racconto del Parco e restituire al pubblico tutta la profondità storica di Selinunte».

La biglietteria dal lato di Triscina è aperta ogni domenica dalle 8 alle 18. Le visite sono consentite fino alle 19.

Domenica 2 agosto la biglietteria principale della Collina Orientale chiuderà invece alle 18, perché in serata è in programma il concerto di Delia, “Sicilia bedda”.

Le altre visite di domenica

Alle 10 e alle 17 sarà disponibile anche “Selinunte highlights”, una visita didattica con guida turistica.

Il percorso comprende la Collina Orientale, il Baglio Florio e l’Acropoli, da raggiungere utilizzando le navette ecologiche.

Alle 11 partirà invece una passeggiata tra i monumenti della Collina Orientale: il tempio E, il tempio F, probabilmente dedicato a Dioniso, e il tempio G, uno dei più imponenti costruiti dai greci.

La visita proseguirà nell’antiquarium del Baglio Florio, dove sono esposti numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi di Selinunte.

I templi al tramonto

Ad agosto torneranno anche le visite ai templi con aperitivo al tramonto.

Il percorso prevede una passeggiata tra i templi guidata da un archeologo e, a seguire, un calice di vino accompagnato da prodotti del territorio all’interno del Baglio Florio, la costruzione ottocentesca che si trova nel Parco.

Le prime date in programma sono il 12, il 19 e il 31 agosto, sempre alle 18.

L’Archeopass

Resta disponibile anche l’Archeopass, il biglietto congiunto che permette di visitare i parchi archeologici di Selinunte e Segesta.

Nell’anno di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, il pass consente inoltre di ottenere riduzioni per l’ingresso al MAC, Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, al Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi e a Belìce/EpiCentro della Memoria Viva del CRESM.