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29/07/2026 06:00:00

Sanità, medici in burnout: a rischio i Pronto soccorso del Trapanese

Il burnout dei medici dell’emergenza-urgenza non conosce confini. Uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal lancia un allarme che attraversa tutti i sistemi sanitari: il 10% dei medici ha abbandonato la specializzazione, quasi uno su due ha ridotto l’attività clinica e uno su cinque ha avuto bisogno di un periodo di congedo.

 

Numeri che fotografano una crisi internazionale, ma che trovano riscontro anche nella realtà della provincia di Trapani, dove la carenza di personale e le difficoltà organizzative rappresentano da tempo una delle principali criticità della sanità pubblica.

 

Se in Canada il burnout viene ormai considerato un problema strutturale, nel Trapanese medici, infermieri e operatori convivono quotidianamente con turni massacranti, organici ridotti e un numero crescente di accessi ai Pronto soccorso. Una situazione che interessa gli ospedali di Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Alcamo e Salemi, chiamati a garantire l’assistenza in un territorio vasto e caratterizzato da una popolazione che, soprattutto durante la stagione estiva, aumenta sensibilmente per la presenza di turisti.

 

Il burnout, la vera emergenza

Lo studio canadese, condotto nel 2025 su 410 medici di medicina d’urgenza, evidenzia come quasi la metà degli intervistati abbia ridotto le ore dedicate all’attività clinica, mentre il 20% abbia richiesto un periodo di pausa dal lavoro. Le cause sono quelle che gli operatori sanitari italiani denunciano da anni: sovraffollamento dei Pronto soccorso, carenza di personale, difficoltà nel reperire posti letto nei reparti e una crescente pressione psicologica.

Sono criticità che anche in provincia di Trapani emergono frequentemente. I Pronto soccorso diventano spesso il punto di approdo non soltanto delle vere emergenze, ma anche di numerosi casi che potrebbero trovare risposta nella medicina territoriale. Questo determina lunghe attese, un aumento del carico di lavoro e un inevitabile stress per il personale sanitario, chiamato a gestire contemporaneamente emergenze tempo-dipendenti, pazienti fragili e situazioni sociali sempre più complesse.

Negli ultimi anni l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani ha dovuto fare i conti con la difficoltà di reperire medici d’urgenza, una problematica condivisa da molte aziende sanitarie siciliane. I concorsi non sempre riescono a coprire i posti disponibili e il ricorso a prestazioni aggiuntive o a professionisti provenienti da altre realtà rappresenta spesso una soluzione temporanea.

 

Il burnout non è più una conseguenza della pandemia, ma una condizione strutturale che rischia di compromettere la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure. Un principio che trova conferma anche nel dibattito italiano, dove le organizzazioni sindacali e le società scientifiche chiedono da tempo investimenti per rafforzare gli organici, valorizzare la medicina d’urgenza e rendere nuovamente attrattiva una specializzazione sempre meno scelta dai giovani medici.

Nella provincia di Trapani, come nel resto della Sicilia, il tema assume un valore ancora più delicato. La presenza di un territorio esteso, la distanza tra alcuni presidi ospedalieri, le esigenze delle isole Egadi e Pantelleria e il progressivo invecchiamento della popolazione rendono fondamentale garantire una rete dell’emergenza efficiente e stabile.

 

Investire nella medicina d’urgenza

L’esperienza canadese dimostra che nessun sistema sanitario è immune da questa crisi. Per il Trapanese rappresenta un ulteriore richiamo alla necessità di investire sulla medicina d’urgenza, migliorare l’organizzazione dei servizi, potenziare l’assistenza territoriale e creare condizioni di lavoro che consentano ai professionisti di rimanere nei Pronto soccorso senza essere schiacciati da una pressione ormai diventata cronica.

Perché dietro ogni turno scoperto non c’è soltanto un problema di organico, ma un servizio essenziale che rischia di indebolirsi proprio nel momento in cui i cittadini ne hanno più bisogno.

 

Copertura dei turni

Molti Pronto soccorso oggi si reggono anche grazie alla presenza di medici reclutati attraverso cooperative o incarichi libero-professionali per coprire i turni scoperti. Si tratta però di una soluzione temporanea: i loro contratti hanno una durata limitata e la normativa nazionale punta a ridurne progressivamente il ricorso, privilegiando le assunzioni stabili.

Nonostante ciò, in numerose realtà la loro presenza continua a essere indispensabile. Senza questi professionisti, infatti, molti reparti di emergenza-urgenza rischierebbero di non riuscire a garantire la copertura dei turni, con inevitabili ripercussioni sull’assistenza ai pazienti.

Secondo le più recenti indagini della Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi) e della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), il ricorso ai medici provenienti da cooperative resta diffuso proprio perché la carenza di personale strutturato non è ancora stata colmata, soprattutto nei Pronto soccorso, dove l’assenza di queste figure rischierebbe di mettere in crisi l’intero servizio.

 

Ricorso a medici esterni

In Sicilia il ricorso ai medici esterni continua a rappresentare una delle principali strategie per garantire la continuità dell’assistenza nei Pronto soccorso.

L’ASP di Messina ha ottenuto il via libera regionale all’esternalizzazione del servizio, ha bandito una gara pubblica e ha affidato per un anno la copertura del Pronto soccorso di Barcellona Pozzo di Gotto alla cooperativa CMP Global Medical Division, proprio perché i ripetuti concorsi erano andati deserti o non avevano consentito di reperire il personale necessario. L’1 agosto 2025 il Pronto soccorso è stato riaperto con copertura medica H24 garantita dai professionisti della cooperativa.

 

Sul fronte trapanese, invece, la strategia è stata quella di tentare il rafforzamento dell’organico attraverso concorsi e graduatorie:

  • 4 febbraio – 6 marzo 2025: pubblicazione del concorso per 50 dirigenti medici di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza;
  • 11 giugno 2025: delibera n. 901 di nomina della commissione esaminatrice;
  • 18 giugno 2025: delibera n. 924, rettifica della commissione;
  • 1 agosto 2025: pubblicazione della graduatoria finale.
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Nel 2026 l’ASP è stata costretta anche a riaprire i termini degli avvisi per incarichi a tempo determinato, ulteriore segnale della persistente difficoltà nel reperire specialisti.

Per il Pronto soccorso dell’ospedale Paolo Borsellino di Marsala, come per gli altri presidi della provincia, il contributo dei medici reclutati tramite cooperative o incarichi libero-professionali continua a rappresentare un supporto importante per garantire la copertura dei turni.

In attesa che il rafforzamento dell’organico diventi strutturale, l’eventuale venir meno di questi professionisti rischierebbe di aggravare ulteriormente le difficoltà organizzative di reparti già alle prese con la cronica carenza di specialisti in Medicina d’Emergenza-Urgenza.

 

Finché i concorsi non produrranno un numero sufficiente di assunzioni effettive, rinunciare ai medici esterni significherebbe esporre i Pronto soccorso della provincia, compreso quello di Marsala, al concreto rischio di ulteriori scoperture dei turni.