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31/07/2026 12:36:00

Marsala, Nino De Vita e Fausta Orecchio raccontano lo Stagnone di “Andavano sempre là”

Domenica 2 agosto, alle 19, Villa Genna ospiterà un incontro che riporta un libro nel paesaggio da cui è nato. Nino De Vita presenterà “Andavano sempre là” insieme a Fausta Orecchio, direttrice editoriale e cofondatrice di Orecchio Acerbo.

Non sarà una semplice presentazione all’aperto. La storia è ambientata proprio allo Stagnone di Marsala, tra il mare basso, le giornate d’estate e quella libertà infantile che può interrompersi all’improvviso davanti alle conseguenze di un gesto.

Il volume, pubblicato nel luglio 2026 e illustrato da Giovanni Emilio Cingolani, racconta un episodio apparentemente minimo. Ma nelle mani di De Vita anche una lenza, un pesce e due ragazzini diventano materia letteraria.

Due ragazzi, uno scorfano e una decisione

I protagonisti sono Antonio e Gaspare. Vanno sempre nello stesso posto, corrono, litigano, fanno pace e pescano senza aspettarsi molto. Poi uno scorfano abbocca.

Davanti al pesce che si contorce fuori dall’acqua, il gioco cambia improvvisamente natura. I due ragazzi devono decidere se lasciarlo morire oppure liberarlo dall’amo e rimetterlo in mare.

La scelta sembra semplice soltanto finché non bisogna compierla. È in quel passaggio che il racconto trova il suo centro: il momento in cui l’infanzia incontra la responsabilità e comprende che anche un gesto piccolo può avere un peso definitivo.

Le versioni dei fatti, inoltre, non coincidono del tutto. Chi ha scelto davvero? Uno ha deciso per l’altro? È stato il caso, attraverso un “pari o dispari”, a stabilire il destino del pesce?

De Vita non consegna al lettore una morale già confezionata. Lascia aperto lo spazio delle domande, che nei buoni libri destinati all’infanzia sono spesso più importanti delle risposte.

Lo Stagnone non è soltanto lo sfondo

In “Andavano sempre là” lo Stagnone è un luogo concreto. I bambini vi corrono, osservano gli animali, entrano in acqua, pescano, imparano la paura e misurano per la prima volta la distanza tra il gioco e la vita.

È anche uno dei paesaggi fondamentali dell’opera di Nino De Vita. Nato a Cutusio nel 1950, il poeta marsalese ha costruito una parte decisiva della propria scrittura intorno alla memoria dell’infanzia, alla natura dello Stagnone e alla tradizione orale appresa ascoltando gli anziani.

La sua poesia ha dato dignità letteraria alla parlata di Cutusio, scelta anche per sottrarre all’oblio una lingua sempre meno usata. In quella lingua entrano uomini, animali, campagne, paure, crudeltà e gesti di pietà.

È un microcosmo locale che riesce a parlare anche a chi non ha mai visto Marsala. Non perché diventi generico, ma per il motivo opposto: De Vita osserva luoghi, persone e animali con una precisione che evita il folclore e trasforma una contrada in un intero mondo narrativo.

Non è quindi secondario che il nuovo libro venga presentato a Villa Genna. Il racconto torna nel suo luogo d’origine e il paesaggio reale si mette in dialogo con quello delle parole e delle immagini.

Un rapporto editoriale lungo vent’anni

“Andavano sempre là” è il quinto libro di Nino De Vita pubblicato da Orecchio Acerbo, punto più recente di una collaborazione iniziata nel 2006 con “Il cacciatore” e proseguita, negli anni, con “Il racconto del lombrico”, “La casa sull’altura” e “C’erano tutti nella grande aia”.

Ogni volume ha incontrato il segno di un illustratore diverso, da Michele Ferri a Francesca Ghermandi, da Simone Massi ad Armin Greder. A tenere insieme il percorso è però lo sguardo di De Vita: la natura come presenza viva, gli animali mai ridotti a sfondo e l’infanzia raccontata senza semplificazioni.

La presenza di Fausta Orecchio a Villa Genna permetterà così di raccontare non soltanto la nascita del nuovo albo, ma il valore di un rapporto editoriale ventennale che ha saputo portare la voce poetica di De Vita dentro la forma dell’albo illustrato.

Le immagini di Cingolani raccontano un altro Stagnone

Nelle tavole di Giovanni Emilio Cingolani domina l’azzurro. È il colore del cielo, del mare, delle distanze e di una memoria estiva che sembra inizialmente leggera.

I bambini appaiono spesso piccoli dentro il paesaggio. Corrono sulla sabbia, si lanciano in acqua, si muovono in gruppo. Lo Stagnone occupa quasi tutta la pagina e non resta dietro ai personaggi: li contiene, li osserva e, in qualche modo, li supera.

Cingolani alterna vedute ampie e ravvicinamenti improvvisi. Prima mostra le rive, le barche, i mulini, gli uccelli e le distese d’acqua. Poi stringe sui corpi, sui volti e sul pesce che si dibatte. Anche la lettura cambia respiro.

Le immagini seguono così lo spostamento del racconto. All’inizio prevalgono il movimento e la confusione allegra dell’estate. Le figure entrano ed escono dalle scene, corrono, si tuffano, sollevano spruzzi.

È qui che le tavole smettono di accompagnare soltanto le parole e diventano parte decisiva del racconto: l’azzurro perde gradualmente la sua innocenza, il paesaggio si fa più grande dei bambini e l’estate, senza perdere la propria luce, acquista all’improvviso il peso di una scelta.

Un albo per bambini che riguarda anche gli adulti

Orecchio Acerbo ha costruito la propria identità pubblicando albi che non separano rigidamente il pubblico infantile da quello adulto. Testo e immagini procedono insieme, senza usare il disegno come semplice decorazione e senza trattare i bambini come lettori da tenere lontani dalle domande difficili.

“Andavano sempre là” appartiene pienamente a questa idea editoriale. Il volume conta 36 pagine ed è indicato dai sei anni in su, ma la classificazione anagrafica dice soltanto una parte della storia.

Un bambino può leggerlo come il racconto di una giornata estiva e di una pesca inattesa. Un adulto vi riconosce il ricordo delle decisioni prese in pochi secondi, delle responsabilità scoperte troppo presto e di quella zona ancora poco ordinata in cui comincia a formarsi la coscienza.

Il testo di De Vita e le immagini di Cingolani non stabiliscono chi abbia ragione. Mettono il lettore davanti alla scena e gli chiedono di restarci abbastanza a lungo da sentire il disagio della scelta.

La letteratura torna nel luogo da cui è partita

La presentazione assume così un valore particolare per Marsala. Non porta semplicemente un autore in un luogo suggestivo, formula ormai piuttosto frequentata dai calendari estivi.

Riunisce invece il poeta, l’editrice, i lettori e il paesaggio che ha generato la storia. Lo Stagnone diventa contemporaneamente luogo reale, memoria personale, materia poetica e spazio dell’illustrazione.

L’incontro è organizzato da 38° Parallelo e da Il Circoletto – libreria e officina creativa di Marsala, con il patrocinio del Comune di Marsala.

Alla serata partecipa anche Illustramente, festival dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia. L’accompagnamento musicale è affidato a I Musicanti di Gregorio Caimi.

L’appuntamento è per domenica 2 agosto alle ore 19, a Villa Genna, in contrada Spagnola 1, a Marsala.

Un’occasione per ascoltare Nino De Vita nel suo paesaggio e per seguire il percorso attraverso il quale un ricordo d’infanzia, affidato alle parole e alle immagini, diventa una storia sulla libertà, sulla responsabilità e sul valore di una vita.

 

Ines D'Orazio