Pantelleria, cinque anni per costruire una fortezza. Tredici giorni per distruggerla
Cinque anni per trasformare Pantelleria in una delle piazzeforti più imponenti del Mediterraneo. Tredici giorni per piegarla.
Bunker, gallerie, batterie costiere, rifugi scavati nella roccia: il regime fascista aveva costruito sull’isola un’immensa macchina difensiva, concepita per resistere a qualsiasi attacco. Eppure bastarono gli ultimi tredici giorni di bombardamenti alleati, culminati con la resa dell’11 giugno 1943, perché quella fortezza crollasse.
È il grande paradosso storico raccontato dal dottor Sandro Casano durante l’incontro patrocinato dal Parco nazionale Isola di Pantelleria e dal Comune, organizzato dall’associazione Barbacane all’interno del bunker di Bukkuram, uno dei luoghi simbolo della guerra sull’isola.
Il “tappo del Mediterraneo”
Pantelleria era considerata il “tappo del Mediterraneo”. Per aprire la strada allo sbarco in Sicilia, gli Alleati dovevano prima far saltare quel tappo.
Da questa immagine, semplice ma efficace, è partita la conferenza di Sandro Casano, che ha ricostruito gli eventi che portarono alla caduta dell’isola attraverso documenti, fotografie d’epoca e numerosi aneddoti.
Un racconto condotto con il rigore dello storico, la passione del narratore e quella che Casano ama definire, con una punta di ironia, la propria “mentalità da ragioniere”: la necessità, cioè, di contare bombe, vittime, feriti e mezzi impiegati, per restituire la reale dimensione della guerra.
Quando Mussolini disse: “Nessuno potrà prendervi”
Tra le immagini mostrate durante l’incontro spiccava una fotografia di Benito Mussolini in tenuta da aviatore.
Nel 1937 il Duce raggiunse Pantelleria pilotando personalmente un trimotore. Dopo avere osservato le imponenti opere di fortificazione, rassicurò i militari: «Siete una fortezza, nessuno potrà prendervi».
La storia, come spesso accade, aveva preparato un epilogo molto diverso.
Sei anni dopo Pantelleria sarebbe diventata il primo territorio italiano investito dalla grande offensiva alleata e il primo a cadere, aprendo la strada allo sbarco in Sicilia.

I commandos, la scogliera e “’O sole mio”
Tra gli episodi più coinvolgenti raccontati da Casano c’è anche quello di una spericolata missione di incursori britannici.
Un sommergibile inglese si avvicinò alle coste dell’isola. Nel cuore della notte, un piccolo gruppo di commandos raggiunse la riva a bordo di un canotto.
Davanti agli incursori si ergeva una scogliera alta più di cento metri. La scalarono con l’obiettivo di catturare un soldato italiano e interrogarlo sulle difese di Pantelleria.
Il piano, però, fallì.
Un militare italiano, che in quel momento stava intonando “’O sole mio”, si accorse della loro presenza e riuscì a dare l’allarme ai commilitoni. Ne seguì una violenta colluttazione sul ciglio della scogliera e, secondo la ricostruzione proposta da Casano, il soldato precipitò nel vuoto.
Un episodio drammatico che restituisce la dimensione più umana della guerra: non soltanto strategie, bombardamenti e operazioni militari, ma anche paura, coraggio e destini che possono cambiare nel tempo di una canzone.
Il bunker diventa un luogo di memoria
Ascoltare questa pagina di storia all’interno del bunker di Bukkuram ha reso il racconto ancora più suggestivo.
Le pareti della struttura, costruite per proteggere gli uomini dalla guerra, sono oggi il luogo in cui quella stessa guerra viene raccontata, compresa e consegnata alle nuove generazioni.
A concludere l’incontro è stato Carmine Acierno, presidente dell’associazione Barbacane, che ha annunciato una novità importante: entro la prossima estate saranno restaurate altre gallerie presenti nella zona.
L’intervento consentirà di ampliare il percorso di recupero e valorizzazione delle fortificazioni pantesche.
La conferenza sarà replicata il 20 agosto
Visto l’interesse suscitato dall’incontro, l’associazione Barbacane ha già fissato un nuovo appuntamento.
La conferenza di Sandro Casano sarà replicata il prossimo 20 agosto, offrendo a chi non ha potuto partecipare una nuova occasione per conoscere una delle pagine più significative della storia di Pantelleria.
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