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04/08/2026 12:18:00

Marsala, "Il profumo del Tempo. Anna Maria Rubino presenta il libro al PitStop

La cucina come luogo della memoria, delle relazioni e dell'identità di un territorio. È questo il filo conduttore di "Il profumo del Tempo – I ricordi culinari di Anna", il libro di Anna Maria Rubino che sarà presentato martedì 11 agosto, alle 18, al PitStop di Marsala, in contrada Berbaro 11. Più che una raccolta di ricette, il volume si propone come un racconto di vita in cui il cibo diventa linguaggio, memoria e patrimonio culturale.

La cucina che racconta una terra

Nelle pagine del libro, la tradizione gastronomica della Sicilia occidentale prende forma attraverso ricordi, gesti quotidiani e sapori che attraversano le generazioni. La cosiddetta cucina povera viene riletta come una ricchezza culturale fatta di stagionalità, condivisione e conoscenza, dove ogni piatto custodisce una storia familiare e un frammento di territorio.

A guidare l'incontro sarà Katia Regina, che ha curato la stesura del testo insieme all'autrice, dialogando con Anna Maria Rubino e con lo chef Francesco Bonomo, autore della prefazione del volume.

"Un atto di resistenza culturale"

Nella prefazione, Francesco Bonomo definisce il libro «un atto di resistenza culturale», sottolineando come, in un'epoca di sapori sempre più uniformi, la cucina raccontata da Anna Maria Rubino restituisca il valore delle radici e della memoria.

«La cucina della signora Anna è un atto di resistenza culturale. In un'epoca di sapori omologati, questa raccolta ci riporta alle radici del territorio, dove la vera maestria sta nel saper custodire l'emozione», scrive lo chef.

Parole, musica e letture

La presentazione sarà arricchita da letture tratte dal volume, affidate a Massimo Pastore e Pietro Pellegrino, accompagnate dagli interventi musicali di Giovanni Lamia, in un dialogo tra letteratura, gastronomia e musica pensato per restituire l'atmosfera evocata dal libro.

L'appuntamento è a ingresso libero e si inserisce nel calendario degli eventi culturali dell'estate marsalese, offrendo al pubblico un'occasione per riflettere su come la cucina possa diventare racconto collettivo, custode di tradizioni e strumento per tramandare la memoria di una comunità.