Ha sollevato molte reazioni la decisione annunciata dalla sindaca di Marsala, Andreana Patti, di avviare la revoca della concessione del Teatro Impero per il concerto del cantante neomelodico Daniele De Martino, previsto il prossimo 24 ottobre.
Sui social e nei comunicati politici si parla di legalità, cambiamento, fermezza istituzionale. In tanti hanno applaudito la scelta della sindaca, presentandola come un segnale di discontinuità rispetto al passato.
Tuttavia, per comprendere bene la vicenda, bisogna precisare alcune cose.
La prima: non si trattava di un concerto patrocinato, finanziato o organizzato dal Comune di Marsala. L’associazione che promuoveva lo spettacolo aveva chiesto e ottenuto l’uso del Teatro Impero, pagando al Comune la somma prevista di 732 euro.
La seconda, ancora più importante, è che quella concessione non arriva dalla precedente amministrazione. È stata rilasciata nel giugno del 2026, quando Andreana Patti era già sindaca di Marsala.
In sostanza, quindi, la prima cittadina ha deciso di fermare e smentire un provvedimento adottato dagli uffici comunali durante la sua stessa amministrazione. Ed è questo il punto politico e amministrativo che, nel generale entusiasmo per il richiamo alla legalità, rischia di passare in secondo piano.
Il Comune aveva concesso il Teatro Impero
I documenti parlano con sufficiente chiarezza.
Il disciplinare per la concessione d’uso del Teatro Impero è sottoscritto dal Comune di Marsala, rappresentato dalla dirigente del settore Attività culturali, Teatri, Sport, Turismo e Agricoltura, e dall’associazione culturale Match Music di Palermo.
All’articolo 1 si legge che il Comune concede all’associazione «l’uso del Teatro Impero e delle relative dotazioni strumentali», previo pagamento, per la realizzazione dello spettacolo di musica leggera con un cantante neomelodico, previsto per il 24 ottobre 2026.
Il documento stabilisce inoltre che l’uso dell’intero teatro viene concesso al costo di 732 euro. La licenza di pubblico spettacolo, il servizio antincendio, la pulizia, l’amplificazione e tutte le altre spese organizzative rimangono a carico del concessionario.
L’associazione ha presentato la dichiarazione sostitutiva il 18 giugno 2026. Il giorno successivo, il 19 giugno, è stato eseguito il bonifico di 732 euro in favore del Comune di Marsala, con una causale inequivocabile: “Concerto Daniele De Martino del 24 ottobre 2026 al Teatro Impero di Marsala”.
Non era un patrocinio
Il Comune non aveva scelto Daniele De Martino per il proprio cartellone culturale. Non lo aveva invitato e non aveva finanziato lo spettacolo. Il teatro era stato concesso a un’organizzazione privata dietro il pagamento della tariffa prevista.
La questione politica, però, resta.
Perché quella concessione è stata formalizzata dagli uffici comunali dopo l’insediamento della nuova amministrazione. Non si tratta, dunque, di una pratica avviata dal precedente sindaco e ritrovata casualmente sulla scrivania.
Il Comune della sindaca Patti prima ha dato il Teatro Impero in uso all’organizzazione del concerto. Poi, dopo che sono emerse le polemiche legate alla figura del cantante, la stessa sindaca ha disposto l’avvio del procedimento per ritirare la concessione.
Patti corregge il suo Comune
La decisione della sindaca può certamente essere condivisa nel merito.
De Martino è stato più volte al centro di provvedimenti adottati in altre città per ragioni di ordine pubblico e per i contenuti di alcuni brani, considerati dalle autorità offensivi nei confronti dei collaboratori di giustizia e indulgenti verso la cultura mafiosa.
Non risultano condanne del cantante per associazione mafiosa. Ma esistono fatti, frequentazioni e testi che hanno sollevato negli anni pesanti interrogativi e spinto diverse istituzioni a negare l’utilizzo di strutture pubbliche.
Il punto, tuttavia, è un altro: perché queste verifiche non sono state fatte prima di concedere il teatro?
Se la presenza dell’artista è incompatibile con «i valori della Costituzione, della legalità e del rispetto delle istituzioni», come afferma oggi la sindaca, quella incompatibilità esisteva anche a giugno.
E se il Teatro Impero è uno spazio pubblico dal forte valore simbolico, lo era anche quando gli uffici comunali firmavano il disciplinare e incassavano i 732 euro.
Gli applausi e le domande
Sui social si sono moltiplicati i messaggi di sostegno alla sindaca. Anche partiti e movimenti politici hanno salutato la scelta come una dimostrazione di fermezza e legalità.
Tutto legittimo.
Ma la legalità non dovrebbe funzionare soltanto quando dà l'occasione di una vetrina Dovrebbe essere il criterio utilizzato prima di firmare gli atti, prima di concedere gli spazi pubblici e prima di incassare i bonifici.
La sindaca Patti ha deciso di intervenire e di correggere la rotta. È una scelta politica chiara. Ma non sta cancellando una decisione del passato: sta smentendo un’autorizzazione rilasciata dal Comune mentre lei era già alla guida della città.
I documenti, che Tp24 pubblica in calce all’articolo, servono proprio a questo: a distinguere la propaganda dalla cronologia. E la cronologia dice che il Comune prima ha detto sì. Adesso dice no.
Il provvedimento del Comune di Marsala che autorizza il concerto di De Martino by Redazione Tp24