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04/08/2026 06:00:00

Tari. Ad Erice aumenta di un euro. A Marsala si pagherà fino a 80 euro in più

La Tari aumenta quasi ovunque, ma non allo stesso modo.
A pochi chilometri di distanza, tra Marsala ed Erice, la differenza è abissale: da una parte rincari fino all’12%, dall’altra appena un euro in più all’anno. 

 

La questione dell’aumento della Tari, a Marsala come ad Erice, sta facendo molto discutere. Anche se le differenze, soprattutto sull’entità degli aumenti, sono enormi.

Ad Erice è la sindaca Daniela Toscano a fare chiarezza:
«Un euro. È questo l’aumento medio della Tari 2026 per una famiglia di Erice. Meno del costo di un panino. Eppure c’è chi racconta ai cittadini di una “stangata”. Quella che vi stanno servendo è l’ennesima polemica costruita ad arte, tra bugie e omissioni».

Toscano spiega poi le ragioni dei lievi incrementi:
«Sono dovuti agli adeguamenti contrattuali dei dipendenti, previsti per legge, e agli adeguamenti ISTAT che, in parte, abbiamo deciso di coprire con 150 mila euro di risorse comunali. Per questo, per una famiglia di Erice, l’incremento medio sarà di circa 1 euro all’anno».

E ancora, nel dettaglio:
«Una persona sola che vive in un’abitazione di circa 100 metri quadrati pagherà 60 centesimi in più rispetto al 2025, pari a un incremento dello 0,25%; una famiglia di sei persone avrà un aumento dell’1,35%; per le attività commerciali l’incremento oscilla tra l’1,08% e l’1,11%».

La sindaca sottolinea inoltre i vincoli normativi:
«Il Comune non può determinare liberamente la Tari. Il Piano economico finanziario viene elaborato secondo il metodo ARERA e la legge impone che il costo del servizio venga integralmente coperto dalla tariffa. Se il servizio costa X, i cittadini devono pagare X».

Nonostante ciò, aggiunge:
«Abbiamo mantenuto 80 mila euro di agevolazioni con risorse comunali e confermato le riduzioni per le famiglie numerose. Ma questo non viene detto».

 

Marsala, i conti (e le domande) 

A Marsala, invece, il dibattito è molto più acceso.
E a spiegare cosa sta accadendo, tra numeri e dubbi, è un cittadino: Giovanni Di Girolamo.

Parte da un punto chiave, spesso oggetto di confusione:
«L’Iva non è aumentata al 22%. Resta al 10% su raccolta, trasporto e maggiorazioni ARERA. Il 22% riguarda solo attività amministrative e rapporti con gli utenti».

E aggiunge:
«L’adeguamento Istat serve a coprire i costi vivi del servizio».

Ma il nodo vero è un altro:
«Inflazione e aumento degli stipendi valgono per tutti i Comuni. I nostri extra costi derivano soprattutto da emergenze e inefficienze che costringono a smaltire i rifiuti altrove. E qui pesano anche i 2 milioni chiesti da Formula Ambiente».

Poi il confronto, che pesa:
«In molte città gli aumenti sono tra l’1% e l’1,9%. Esiste un tetto ARERA del 6,7%, con deroghe fino al 9-10% nei casi critici. Marsala arriva al 10-12%, in linea con ARERA ma tra i valori più alti. Peggio, al momento, fa solo Bisceglie con il 14,4%».

E ancora:
«A Marsala l’aumento medio sarà tra i 50 e gli 80 euro a famiglia. A Erice 1 euro. A Favignana stabile. Alcamo e Castellammare registrano addirittura una riduzione di circa 35 euro».

La conclusione è netta:
«Alcuni Comuni hanno mitigato gli aumenti con risorse straordinarie e investimenti su evasione e raccolta differenziata. Da noi i rifiuti restano un costo, altrove sono diventati un’opportunità».