×
 
 
05/08/2026 17:04:00

L’Antimafia di Milano a Roberto Piscitello

Da Marsala a Milano, passando per Palermo, il ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Calogero Roberto Piscitello, per tutti Roberto, è il nuovo coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Milano.

Il procuratore Marcello Viola lo ha preferito a Bruna Albertini, riconoscendogli una maggiore ampiezza di esperienze nella lotta alla criminalità organizzata, nella gestione dei collaboratori di giustizia e nel sistema del 41 bis.

Non sarà formalmente il capo della Dda: in base alle nuove regole, la direzione resta nelle mani del procuratore Viola. Ma sarà Piscitello a coordinare il lavoro quotidiano dei magistrati dell’Antimafia milanese. In sostanza, non avrà la targa sulla porta più grande, ma avrà una delle scrivanie più complicate d’Italia.

 

La lunga caccia a Matteo Messina Denaro

 

Magistrato dal 1995, Piscitello entra nel 1999 nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Si occupa dei mandamenti mafiosi della provincia di Trapani, delle alleanze tra i clan e, soprattutto, della latitanza di Matteo Messina Denaro.

Indaga sull’entourage del boss di Castelvetrano, sui fiancheggiatori e sul patrimonio accumulato attorno alla sua rete. Segue le inchieste che portano alla cattura di esponenti di primo piano di Cosa nostra tra Marsala e Mazara del Vallo, tra cui Andrea Manciaracina, Natale Bonafede e Antonino Rallo.

In aula sostiene l’accusa in processi nei quali figurano anche Totò Riina, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca e Gioacchino La Barbera. Si occupa inoltre dell’omicidio del giudice Alberto Giacomelli, assassinato nel 1988 a Locogrande.

Non era un lavoro senza conseguenze. Piscitello è stato destinatario di intimidazioni e minacce. Secondo un rapporto dello Sco, alla fine del 2009 Matteo Messina Denaro avrebbe progettato un attentato anche contro di lui, indicato come «quello di Marsala che aveva inasprito il 41 bis».

In quel periodo Piscitello lavorava al ministero della Giustizia e viveva a Marsala. Il progetto omicidiario non fu portato a termine, ma da allora il magistrato vive sotto scorta.

 

Il ministero, il Dap e il carcere duro

 

Dopo l’esperienza alla Dda, Piscitello passa agli incarichi istituzionali. È vicecapo di gabinetto al ministero della Giustizia, lavora nell’organizzazione giudiziaria e diventa direttore generale dei Detenuti e del Trattamento al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

È un passaggio decisivo nella sua carriera. Al Dap si occupa della gestione dei detenuti sottoposti ad alta sicurezza e del regime del 41 bis. Impara a conoscere la criminalità organizzata anche dall’altra parte delle sbarre: trasferimenti, rapporti tra detenuti, collaboratori di giustizia, tentativi dei boss di continuare a comandare dal carcere.

Ed è proprio questo profilo, insieme investigativo e penitenziario, ad avere pesato nella scelta compiuta da Viola.

 

Il ritorno a Marsala

 

Nel marzo del 2020 Piscitello torna all’attività giudiziaria operativa come sostituto procuratore a Marsala.

È un ritorno sul territorio che conosce da decenni. Ma c’è una distinzione importante: le indagini per associazione mafiosa continuano a essere di competenza della Dda di Palermo. A Marsala, Piscitello non guida dunque una “piccola Dda”. Porta però dentro la Procura ordinaria un patrimonio di conoscenze accumulato seguendo per anni Cosa nostra trapanese, i suoi uomini e i suoi metodi.

Quando nel novembre 2021 il procuratore Vincenzo Pantaleo va in pensione, Piscitello, magistrato più anziano dell’ufficio, assume le funzioni di procuratore capo. Guida la Procura fino all’insediamento di Fernando Asaro, avvenuto nel gennaio 2023.

Sono mesi nei quali l’ufficio deve affrontare emergenze diverse: droga, incendi, violenze familiari, reati ambientali e inchieste economiche.

Nel luglio 2022 Piscitello coordina il blitz nel cosiddetto “fortino” dello spaccio di contrada Amabilina. Durante le perquisizioni vengono sequestrati cocaina, oltre due chili di marijuana, pistole e munizioni. Gli investigatori trovano anche un sistema di videosorveglianza utilizzato per controllare l’arrivo delle forze dell’ordine.

Nell’agosto dello stesso anno, da procuratore facente funzioni, apre l’inchiesta sul vasto incendio di Pantelleria. La Procura acquisisce rilievi fotogrammetrici e ordinanze comunali per verificare l’origine delle fiamme e l’adozione delle misure di prevenzione. Piscitello chiarisce subito un concetto non proprio secondario: un incendio provocato dall’incuria può essere grave quanto un incendio doloso.

 

Il coordinamento del “Codice Rosso”

 

Dopo l’arrivo di Asaro, Piscitello rimane uno dei punti di riferimento della Procura marsalese. Gli viene affidato il coordinamento dell’Area D, quella dedicata al “Codice Rosso”: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, stalking e reati commessi contro donne, minori e persone vulnerabili.

Il progetto organizzativo della Procura indica che Piscitello è assegnato a quest’area dal 20 marzo 2020. Nell’ottobre 2023 viene formalmente nominato coordinatore del gruppo, con il compito di organizzare il lavoro dei magistrati, mantenere i rapporti con la polizia giudiziaria, uniformare i protocolli investigativi e garantire risposte rapide nei casi urgenti.

Nel 2025 Piscitello spiega che circa metà dell’attività dell’ufficio è dedicata alla tutela delle fasce deboli e che almeno un pubblico ministero rimane reperibile ventiquattr’ore su ventiquattro. Un carico cresciuto insieme alle denunce: segno di una maggiore capacità delle vittime di chiedere aiuto, ma anche della dimensione ormai strutturale del fenomeno.

A Marsala Piscitello segue anche alcuni accertamenti legati alla scomparsa di Denise Pipitone. Nel 2023, insieme al procuratore Asaro, dispone la comparazione del Dna di una giovane bosniaca indicata in una segnalazione: l’esame dà esito negativo. È uno dei numerosi approfondimenti compiuti sulle indicazioni che continuano ad arrivare alla Procura sul caso della bambina scomparsa a Mazara nel 2004.

Tra i fascicoli più recenti ci sono inoltre le indagini sul sistema delle scommesse online illegali tra Marsala e altri comuni della provincia, con attività investigative, sequestri e richieste di rinvio a giudizio.

 

Marsala nella carriera di Piscitello

 

Marsala non è stata soltanto una sede nell’elenco degli incarichi di Piscitello. È stata la città dalla quale ha osservato per anni la mafia trapanese, il luogo nel quale ha vissuto durante le stagioni più difficili della caccia a Messina Denaro e, dal 2020, l’ufficio nel quale ha scelto di tornare a fare il pubblico ministero.

Dopo l’arresto del boss, nel gennaio 2023, Piscitello affidò a Tp24 una riflessione che andava oltre le indagini: senza servizi pubblici efficienti, spiegava, i cittadini finiscono per percepire i diritti come favori e per affidarsi agli intermediari. È proprio dentro quello spazio grigio che la mafia riesce ancora a respirare.

«Adesso non ci sono più alibi», disse. Lo Stato deve garantire scuole, ospedali, trasporti e buona amministrazione. La repressione giudiziaria arriva alla fine; prima viene tutto il resto.

Adesso Piscitello porta questa esperienza a Milano, dove la criminalità organizzata non ha coppole né latitanti nascosti nelle campagne, ma società, cantieri, capitali, professionisti e rapporti con l’economia legale.



Istituzioni | 2026-08-05 17:04:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/05-08-2026/l-antimafia-di-milano-a-roberto-piscitello-250.jpg

L’Antimafia di Milano a Roberto Piscitello

Da Marsala a Milano, passando per Palermo, il ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Calogero Roberto Piscitello, per tutti Roberto, è il nuovo coordinatore della Direzione distrettuale antimafia...