Quarant’anni dopo l’introduzione della normativa che ha previsto i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), la situazione dell’accessibilità continua a presentare forti criticità in Italia e, in particolare, in Sicilia.
A evidenziarlo è il monitoraggio dell’Associazione Luca Coscioni, secondo cui, su 118 Comuni capoluogo italiani, soltanto 45 hanno approvato il PEBA con deliberazione del Consiglio comunale. Altri 17 hanno adottato atti preliminari, 22 sono ancora impegnati nella redazione del Piano, mentre per 34 capoluoghi non risultano informazioni disponibili sullo stato di attuazione.
Situazione drammatica in Sicilia
Sull’Isola il quadro è tutt’altro che confortante. Nessuno dei nove capoluoghi siciliani risulta aver completato l’iter di approvazione del PEBA. Il report evidenzia inoltre che per quattro città – Trapani, Enna, Ragusa e Siracusa – non sono disponibili informazioni pubbliche sullo stato di realizzazione del Piano.
Un dato che, più che certificare l’assenza del PEBA, pone un problema di trasparenza amministrativa: cittadini e associazioni non sono nelle condizioni di conoscere se il percorso sia stato avviato, a che punto si trovi o se esista una programmazione concreta per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
In alcuni casi sono stati avviati percorsi amministrativi, in altri esistono soltanto delibere preliminari, mentre per la provincia di Trapani il quadro resta privo di informazioni pubbliche che attestino l’avvio o la conclusione della pianificazione.
Eppure il PEBA non rappresenta un semplice adempimento burocratico. Si tratta dello strumento attraverso il quale un’amministrazione censisce tutte le barriere presenti negli edifici pubblici e negli spazi urbani — marciapiedi, piazze, scuole, uffici, parchi e percorsi pedonali — stabilendo priorità, costi e cronoprogramma degli interventi necessari per rendere la città realmente accessibile.
L’assenza del Piano comporta una gestione frammentaria degli interventi: si procede, quando possibile, con opere isolate, senza una strategia complessiva e senza una programmazione che permetta di intercettare più efficacemente le opportunità di finanziamento.
La provincia di Trapani comprende 25 Comuni, molti dei quali caratterizzati da centri storici, infrastrutture datate e percorsi urbani che presentano ancora numerose criticità sotto il profilo dell’accessibilità. Anche per molti enti locali del territorio risulta difficile reperire informazioni aggiornate sulla presenza di PEBA approvati, segno di una pianificazione che, almeno sul piano della trasparenza amministrativa, appare ancora incompleta.
Le misure regionali
Negli ultimi anni la Regione Siciliana ha destinato risorse specifiche per sostenere la progettazione dei PEBA attraverso fondi nazionali dedicati alle politiche per la disabilità. Tuttavia, tra la disponibilità dei finanziamenti e la concreta realizzazione degli interventi permane un divario significativo, dovuto spesso ai tempi della progettazione, alla carenza di risorse nei bilanci comunali e alla complessità delle opere da realizzare.
L’accessibilità, però, non può essere considerata un tema secondario. Non riguarda esclusivamente le persone con disabilità, ma la qualità della vita di un’intera comunità. Una città accessibile è una città più inclusiva, più sicura e più vivibile per tutti.
E, dopo quarant’anni dalla nascita dei PEBA, continuare a parlare di pianificazione anziché di opere realizzate rappresenta un ritardo che pesa soprattutto sui cittadini.