In questi giorni nella nostra città si è acceso un dibattito sul pesante aumento della tassa sui rifiuti (Tari), sancito per famiglie e imprese con l'approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) del 31 luglio.
Si poteva cercare di non gravare eccessivamente sui cittadini, per esempio attuando una politica di mitigazione e di compensazione, come fatto in altre città e paesi?
L'impressione è che si sia scelta la via più facile e più breve.
Ma facciamo un po' di informazione a beneficio di tutta la comunità.
Partiamo dalla considerazione che abbiamo già una Tari molto elevata, indice del fatto che i costi del servizio rifiuti sono già molto alti per la nostra comunità.
Ciò accade quando un servizio non è pienamente efficiente.
Ed è riduttivo pensare che la gestione dei rifiuti coincida con la sola raccolta.
Gestire efficacemente i rifiuti significa molto di più.
La legge impone che il 100% del costo del servizio sia coperto dai cittadini attraverso la Tari.
Per giustificare l'importo del PEF e l'aumento della Tari si è parlato di adeguamento Istat, Iva e chiusura temporanea delle discariche. È vero, ma solo parzialmente.
Il 28 luglio il CdA della SRR Trapani Nord ha deliberato l'incremento dei costi del servizio.
Pur riconoscendo che ogni Comune può operare in autonomia, perché altre città e altri paesi afferenti alla SRR hanno operato scelte in controtendenza?
Adeguamento Istat e Iva sono fattori comuni a tutti i Comuni.
L'Iva rimane al 10% sulle operazioni di raccolta e trasporto e sulle maggiorazioni perequative ARERA, mentre è stata fissata al 22%, con una circolare dell'Agenzia delle Entrate, per le sole attività amministrative di riscossione e per i rapporti con gli utenti.
L'Agenzia delle Entrate ha inoltre risposto a un recente quesito, fissando al 22% anche il conferimento finale in discarica o in inceneritore senza recupero efficiente di energia.
Come è evidente, conferire in discarica impatta maggiormente sull'ambiente e costa più che conferire presso un termovalorizzatore.
L'adeguamento Istat serve a coprire i costi vivi del servizio.
Inflazione e incremento degli stipendi degli operatori valgono ovunque, così come valgono le agevolazioni previste per le stesse società.
Gli extracosti richiesti sono, quindi, per lo più imputabili a situazioni di emergenza del recente passato (la temporanea chiusura della discarica di Trapani Servizi) e a un peggioramento del tasso e della qualità della raccolta differenziata nella nostra città.
Fra l'altro, per i rifiuti riciclati il Comune riceve corrispettivi dai consorzi di filiera, secondo l'accordo quadro ANCI-CONAI, che vengono detratti dal PEF, riducendone l'importo.
L'entità di questi introiti, riconosciuti ai Comuni virtuosi, dipende dalla percentuale di raccolta differenziata, dalle tonnellate conferite e dalla qualità del materiale.
Se si differenzia male si riceve meno, come accaduto con Corepla, che ha contestato la qualità del materiale raccolto e conferito.
E, in tema di adeguamento Istat, vanno pure menzionati i 2 milioni di euro richiesti da Formula Ambiente, che alcuni consiglieri, in primis Linda Licari, proponevano di non pagare sulla base della sentenza n. 9676/2025 del Consiglio di Stato.
Utile fare un raffronto con quanto accade in Italia e nella nostra provincia.
Le tariffe Tari sono rimaste stabili nei PEF approvati il 31 luglio in molte città del Meridione.
Nella maggior parte delle città dove si registrano aumenti, questi sono compresi fra l'1 e l'1,9%.
Esiste, infatti, un tetto massimo ARERA per l'aumento della Tari pari al 6,7%, con possibilità di deroga fino al 9-10% nei casi più critici.
Marsala si è spinta fino al 10-12% di aumento della Tari; il dato è comunque conforme al metodo tariffario ARERA (MTR-3) e all'aumento disposto dalla SRR Trapani Nord.
In Italia spicca il dato di Bisceglie, che fa peggio di Marsala con un aumento del 14,4%.
A Marsala, che ha recepito senza particolari obiezioni l'incremento deliberato dalla SRR, ci sarà un aumento medio compreso tra i 50 e gli 80 euro per nucleo familiare.
A Erice l'aumento è di circa un euro.
Tariffe stabili a Favignana e Trapani, dove è saltata l'approvazione del PEF.
Valderice è in ribasso, così come Alcamo e Castellammare del Golfo, dove la Tari costerà mediamente 35 euro in meno.
Per non gravare sui cittadini, molti Comuni hanno mitigato gli aumenti con risorse straordinarie e agevolazioni, investendo inoltre nel contrasto all'evasione e nell'incremento della raccolta differenziata.
Per evitare aumenti serve una politica di contrasto a monte.
Serve un vero piano di gestione dei rifiuti, che preveda la gestione e la valorizzazione in loco dei rifiuti, con abbattimento dei costi e aumento dei ricavi. È una proposta sulla quale mi batto da anni in vari tavoli, ma che non trova riscontro in molte istituzioni, dove mancano figure chiave sensibili al tema.
Negli ultimi dieci anni le nostre amministrazioni non hanno compreso che il problema va affrontato in maniera diversa: più elastica, moderna ed efficace.
Servono lotta all'evasione, incentivi e investimenti in competenze, tecnologie e impiantistica complessa.
Le politiche europee affidano a Regioni e Comuni importanti sfide economiche e sociali che richiedono una nuova governance, che la vecchia politica non è in grado di garantire, per ovvie ragioni.
L'adozione di politiche moderne, di misure organizzative, gestionali e tecnologiche si riflette sull'economia e sullo stato della città, ma anche sulle tasche dei cittadini virtuosi, ai quali si chiede di pagare anche per chi non paga.
Abbiamo la fortuna di avere casi di successo nella nostra città e in provincia, che vanno inseriti in un contesto più ampio e in una visione strategica.
Per noi i rifiuti continuano a essere una spesa; per molti altri sono diventati un'opportunità.
Giovanni Di Girolamo