Si avvicina il passaggio della nuova variazione di bilancio regionale. Prima della pausa estiva, la giunta guidata dal presidente della Regione Renato Schifani si prepara a mettere nero su bianco il primo impianto della manovra, che arriverà all’esame dell’Assemblea regionale siciliana a settembre.
Il calendario è già stato delineato: nelle prossime settimane Palazzo d’Orléans dovrebbe approvare una prima proposta, destinata poi a essere arricchita durante il percorso parlamentare. Sul tavolo ci sarebbero inizialmente circa 200 milioni di euro da distribuire tra i diversi assessorati, risorse che potrebbero aumentare attraverso gli emendamenti che arriveranno dalle commissioni legislative.
Il passaggio più delicato sarà ancora una volta quello in Commissione Bilancio, dove confluiranno le principali richieste dei gruppi parlamentari e dei territori. Una fase che negli anni passati si è spesso trasformata in un terreno di confronto serrato tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno della stessa coalizione di governo.
Le emergenze e le variazioni
L’attenzione è già rivolta ai settori che potrebbero ottenere nuovi stanziamenti. Tra le emergenze in cima all’agenda ci sono gli interventi legati agli incendi, con il tema dei ristori già affrontato dall’Ars attraverso un primo stanziamento, e la crisi del comparto cerealicolo siciliano.
Per il grano duro si ipotizzano misure di sostegno agli agricoltori e interventi per rilanciare una filiera che negli ultimi anni ha subito pesanti difficoltà a causa dell’aumento dei costi e delle condizioni climatiche.
Un capitolo importante riguarderà anche la sanità, settore che continua a richiedere risorse per fronteggiare criticità strutturali e nuove emergenze, così come le politiche sociali e gli interventi a sostegno delle famiglie.
Tra le misure che potrebbero essere confermate c’è anche il sostegno contro il caro carburante, già introdotto per alcune categorie produttive come autotrasporto, agricoltura e pesca. Resta però aperto il tema dei collegamenti con le isole minori, esclusi dalle precedenti misure e diventati motivo di confronto politico.
La variazione arriva dopo lo sblocco di nuove disponibilità finanziarie legate all’approvazione del rendiconto, che ha consentito alla Regione di liberare una prima quota di risorse. Ma accanto alla partita economica resta quella politica: gli equilibri della maggioranza continuano a essere sottoposti a tensioni, con divisioni riemerse nelle ultime settimane su diversi dossier, dal tema del terzo mandato per i sindaci alle dinamiche interne al centrodestra.
La prossima manovra finanziaria sarà quindi un banco di prova non soltanto per la capacità della Regione di sostenere settori in difficoltà, ma anche per la tenuta della coalizione che governa la Sicilia.