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07/08/2026 06:00:00

Curarsi al Nord, la fuga dalla Sicilia continua. Trapani è tra le province peggiori

Per migliaia di siciliani la diagnosi di una malattia grave segna l'inizio di un secondo viaggio, spesso lungo centinaia di chilometri. È quello della mobilità sanitaria, che continua a spingere molti pazienti a lasciare l'Isola per curarsi negli ospedali del Centro e del Nord Italia. Un fenomeno che pesa soprattutto nell'oncologia e che vede la provincia di Trapani tra le aree siciliane con il più alto tasso di emigrazione sanitaria.

 

I dati più recenti confermano una tendenza consolidata: quando si tratta di affrontare interventi chirurgici complessi, in particolare per i tumori, molti pazienti scelgono – o sono costretti – a rivolgersi a strutture fuori regione, affrontando non solo la malattia, ma anche i costi dei trasferimenti, degli alloggi e lunghi periodi lontano da casa.

 

Trapani maglia nera in Sicilia

Secondo l'ultima Analisi del contesto demografico e del profilo di salute della popolazione siciliana, elaborata dall'assessorato regionale alla Salute, la provincia di Trapani registra i valori più elevati di mobilità sanitaria extraregionale.

Tra gli uomini il tasso raggiunge il 7,2%, contro una media regionale del 4,8%. Tra le donne arriva al 6,1%, a fronte di una media siciliana del 4,1%.

Numeri che collocano Trapani davanti a tutte le altre province dell'Isola e che raccontano una difficoltà ormai strutturale nell'offerta sanitaria del territorio.

 

I tumori spingono i pazienti fuori dall'isola

Il fenomeno è particolarmente evidente nelle cure oncologiche.

Secondo i dati disponibili, il 28% dei pazienti siciliani con tumore alla prostata viene operato fuori dalla Sicilia. Per il tumore al polmone la mobilità riguarda il 17,9% dei pazienti, mentre per il tumore della mammella la quota è del 9,1%.

Le destinazioni sono quasi sempre le stesse: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio, dove si concentrano alcuni dei principali poli oncologici italiani.

Non è solo un viaggio, è una prova per le famiglie

Dietro le statistiche ci sono storie di persone costrette a lasciare la propria casa per settimane.

L'associazione "A Casa Lontani Da Casa", che offre accoglienza ai pazienti costretti a curarsi lontano dalla propria regione, evidenzia che oltre la metà delle richieste riguarda malati oncologici e che circa il 65% delle persone assistite proviene dal Sud e dalle Isole. La Sicilia è una delle regioni da cui arrivano più richieste di supporto.

Nel 70% dei casi il soggiorno fuori casa dura fino a una settimana, ma nel 15% supera i quindici giorni, spesso con trasferte ripetute durante il percorso terapeutico.

Dal 2022 al 2025 l'associazione ha assistito oltre 8 mila pazienti e caregiver ogni anno, offrendo posti letto, sostegno logistico, buoni spesa, voucher per i trasporti e supporto psicologico.

Un problema che va oltre la sanità

La mobilità sanitaria non rappresenta soltanto un indicatore dell'efficienza del sistema sanitario, ma anche un costo sociale ed economico per migliaia di famiglie.

 Ansia, incertezza, difficoltà organizzative si aggiungono al peso della malattia.

Per la provincia di Trapani il dato assume un significato ancora più rilevante. Negli ultimi anni il territorio è stato al centro del dibattito sulla sanità siciliana, culminato con il caso dei ritardi nella refertazione degli esami istologici all'Asp di Trapani, che ha acceso i riflettori sulle criticità dell'assistenza oncologica. Pur trattandosi di fenomeni diversi, entrambi raccontano una stessa realtà: la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario locale resta fragile e, quando si tratta di affrontare patologie gravi, molti continuano a guardare agli ospedali del Nord come alla soluzione più sicura.