Cateno De Luca cresce, il centrodestra arretra e il “campo largo” arriva praticamente al pareggio. A più di un anno dalle prossime elezioni regionali siciliane, un sondaggio SWG pubblicato oggi da La Sicilia fotografa uno scenario molto più aperto rispetto a quello uscito dalle urne nel 2022.
Il dato politico più interessante non è soltanto il 29% attribuito a De Luca nell’indice di “efficacia” dei possibili candidati. È soprattutto quello delle coalizioni: centrodestra al 40%, area progressista al 39,5%. Mezzo punto appena di differenza. E in mezzo c’è proprio De Luca, che da solo potrebbe raccogliere il 21,5% e diventare, ancora una volta, l’ago della bilancia della politica siciliana.
De Luca primo per “efficacia”, La Vardera secondo
La rilevazione è stata realizzata da SWG tra il 22 luglio e il 4 agosto su 3.001 maggiorenni residenti in Sicilia, attraverso interviste online e telefoniche.
Agli intervistati è stato chiesto innanzitutto quale tra i potenziali candidati alla presidenza della Regione fosse percepito come più “efficace”.
In testa c'è Cateno De Luca con il 29%, nove punti in più rispetto alla precedente rilevazione di giugno. Subito dietro Ismaele La Vardera, al 24%, anche lui in crescita di sei punti.
Il presidente della Regione Renato Schifani è al 15%, con un incremento di tre punti. Seguono Giuseppe Antoci all'8%, Giorgio Mulè al 7%, Marco Falcone al 6%. Antonello Cracolici, Anthony Barbagallo, Nuccio Di Paola e Barbara Floridia sono tutti al 5%. Più indietro Gaetano Galvagno e Saverio Romano al 3%, Nino Minardo al 2%.
Naturalmente si tratta di un indice di percezione e non di intenzioni di voto: notorietà ed esposizione mediatica hanno un peso importante. Ma il risultato segnala comunque quali figure, in questo momento, riescono maggiormente a imporsi nell'immaginario degli elettori.
I partiti: FdI primo, Forza Italia seconda. Sud Chiama Nord sale al 13,5%
Interessante anche la fotografia delle intenzioni di voto alle liste.
Fratelli d'Italia è il primo partito siciliano con il 17%, seguito da Forza Italia al 15%. La Lega viene stimata al 2,5%, così come la Dc, mentre Grande Sicilia-Mpa è all'1%. Altre liste di centrodestra valgono complessivamente il 2%.
Il totale del centrodestra arriva così al 40%.
Dall'altra parte il Pd è all'11,5%, Controcorrente di La Vardera all'11,5%, Movimento 5 Stelle all'8,5%, Alleanza Verdi Sinistra al 3%. A queste forze si aggiungono le altre liste dell'area, portando il totale del centrosinistra al 39,5%.
Spicca il dato di Sud Chiama Nord: 13,5%. È il terzo partito della rilevazione e torna sostanzialmente sui livelli raggiunti da De Luca alle Regionali del 2022.
La fotografia, insomma, è molto diversa da quella di quattro anni fa, quando il centrodestra conquistò Palazzo d'Orléans con un vantaggio netto.
Il Movimento 5 Stelle perde terreno
Tra i dati che meritano maggiore attenzione c'è quello del Movimento 5 Stelle. Alle Regionali del 2022 aveva ottenuto il 13,6%; il sondaggio SWG lo colloca oggi all'8,5%.
Il Pd, invece, è indicato all'11,5%.
Nel campo progressista la vera novità è quindi Controcorrente di Ismaele La Vardera, anch'esso stimato all'11,5%. Se questi numeri fossero confermati nelle urne, cambierebbero inevitabilmente anche i rapporti di forza nella scelta del candidato alla presidenza.
Ed è qui che comincia la parte più complicata. Perché un conto sono le percentuali di un sondaggio, altro è mettere Pd, M5S, La Vardera e gli altri attorno allo stesso tavolo e convincerli anche ad alzarsi con lo stesso candidato.
Tre scenari e De Luca sempre al centro
SWG ha simulato tre diverse ipotesi.
La prima è quella più sorprendente: De Luca candidato presidente sostenuto da Sud Chiama Nord e dal centrodestra. In questo caso arriverebbe al 52%, contro il 36% del candidato del centrosinistra e il 12% attribuito a un eventuale altro candidato.
Secondo scenario: De Luca sostenuto da Sud Chiama Nord e centrosinistra. Il risultato sarebbe 45% contro il 42% del centrodestra, con un altro candidato al 13%.
Terza ipotesi: tutti separati.
In questo caso il centrodestra sarebbe primo con il 40,5%, il centrosinistra raggiungerebbe il 34%, mentre De Luca da solo arriverebbe al 21,5%. Un altro candidato raccoglierebbe il 4%.
Tradotto: De Luca, almeno secondo questa rilevazione, non avrebbe oggi i numeri per vincere correndo completamente da solo. Ma avrebbe abbastanza voti per rendere molto difficile la vittoria degli altri.
Il centrodestra resta avanti, ma il vantaggio si assottiglia
Il confronto con le precedenti rilevazioni SWG segnala inoltre una flessione dell'area che sostiene Schifani.
Il centrodestra sarebbe passato dal 45,5% di giugno al 40% di agosto. Il centrosinistra, invece, si mantiene attorno al 40%, soprattutto grazie all'apporto attribuito a Controcorrente.