Una barca finita sugli scogli a Cala Rossa, una donna soccorsa dopo una caduta sulla scogliera di Levanzo e un detenuto del carcere di Favignana trasferito d’urgenza a Trapani in gravi condizioni.
Tre interventi avvenuti nell’arco di poche ore riportano l’attenzione sulla gestione dei soccorsi nelle Egadi, soprattutto durante l’estate, quando l’arcipelago registra un forte aumento delle presenze.
A intervenire sulla questione è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che ha presentato un’interrogazione al governo regionale e all’assessorato alla Salute per chiedere chiarimenti sull’operatività dell’idroambulanza Santa Lucia.
L’incognita dell’idroambulanza
«Quello che è successo alle Egadi dimostra ancora una volta quanto sia importante avere un sistema di soccorso efficiente e sempre pronto», afferma Ciminnisi, ringraziando la Guardia Costiera per gli interventi effettuati.
Per la deputata, però, resta da chiarire la situazione dell’idroambulanza Santa Lucia, il mezzo sanitario destinato al trasferimento dei pazienti dalle isole a Trapani.
Il gommone, donato tredici anni fa dalla stilista Miuccia Prada e gestito dall’Asp di Trapani, rappresenta un collegamento importante per l’assistenza sanitaria degli abitanti e dei visitatori delle Egadi, dove non è presente un ospedale né una sala operatoria.
«Da mesi mancano risposte»
Secondo Ciminnisi, da mesi non ci sarebbero informazioni definitive sui nuovi motori annunciati nell’ottobre scorso e necessari per consentire al mezzo di continuare a navigare in regola.
«Non sappiamo se siano stati montati, se l’idroambulanza sia davvero in servizio e con quale copertura», sostiene la deputata.
Da qui l’interrogazione rivolta al governo regionale e all’assessorato alla Salute, con la richiesta di conoscere lo stato attuale dell’idroambulanza, i tempi previsti per la piena operatività e il piano alternativo per garantire i soccorsi nel caso in cui il mezzo non fosse disponibile.
«Il soccorso via mare non è un servizio accessorio»
Il problema, secondo Ciminnisi, assume particolare rilievo durante i mesi estivi, quando il numero di persone presenti nell’arcipelago aumenta sensibilmente.
«In piena stagione turistica, con centomila presenze nei weekend più affollati, questo silenzio da parte dell’Asp e della Regione non è più accettabile», conclude la deputata.
E aggiunge: «Alle Egadi il soccorso via mare non è un servizio accessorio: è una questione di vita o di morte».