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13/08/2026 06:00:00

Trapani, la protesta da San Pietro: “Via Rallo è diventata una corsa a ostacoli”

Parcheggi ridotti, viabilità modificata, cantieri e BRT. Da un residente del quartiere San Pietro di Trapani arriva una lunga e durissima segnalazione sulla situazione di via Rallo e, più in generale, sulla vivibilità del rione.

 

«Parcheggiare è un incubo. Portare la spesa a casa è un incubo. Far scendere dall’auto un anziano o una persona con disabilità è un incubo». Salvo, residente nella zona, non usa mezzi termini per descrivere quello che, dal suo punto di vista, sta accadendo nel quartiere San Pietro.

Un quartiere storico di Trapani che negli ultimi tempi è stato interessato da diversi interventi sulla mobilità e sulla viabilità. E proprio la sovrapposizione di cantieri, nuove regole e riduzione degli spazi di sosta viene indicata dal residente come la causa di una situazione diventata ormai molto difficile.

 

“Sempre meno parcheggi per chi vive qui”

 

Al centro della segnalazione c’è soprattutto via Rallo.

Secondo il residente, alle conseguenze delle strisce blu, delle limitazioni al traffico, dei lavori alla scuola di San Pietro e delle modifiche legate alla BRT si sarebbero aggiunte recentemente ulteriori restrizioni alla sosta connesse alle esigenze di sicurezza nella zona.

Il risultato, racconta Salvo, è che per chi abita nel quartiere anche le attività più semplici si trasformano in una piccola impresa quotidiana.

«È diventato difficile persino tornare a casa propria», scrive.

Il problema non sarebbe soltanto trovare un posto dove lasciare l’automobile. A preoccupare i residenti, secondo la segnalazione, sono soprattutto le esigenze delle persone anziane, di chi ha difficoltà motorie o di chi deve semplicemente fermarsi pochi minuti per scaricare la spesa.

 

“Riqualificare dovrebbe significare vivere meglio”

 

Da qui la domanda che attraversa tutta la lettera: può una riqualificazione urbana rendere più complicata la vita di chi già vive in un quartiere?

«Riqualificare significa migliorare la vita delle persone, non renderla impossibile», scrive Salvo.

La critica riguarda soprattutto il metodo con cui vengono progettate le trasformazioni urbane. Il residente chiede se, prima di modificare parcheggi, percorsi e viabilità, siano state davvero considerate le necessità concrete di chi abita nelle strade coinvolte.

Perché una cosa è disegnare un nuovo sistema della mobilità sulla carta. Un’altra è fare i conti ogni giorno con automobili, anziani da accompagnare, familiari, medici, tecnici e artigiani che devono raggiungere le abitazioni.

 

San Pietro e la memoria della città

 

Nella protesta c’è anche un elemento identitario.

San Pietro, ricorda il residente, non è un quartiere qualsiasi ma rappresenta un pezzo della storia recente di Trapani, della città cresciuta nel dopoguerra e delle famiglie che qui vivono da generazioni.

Ed è proprio questa dimensione che, secondo Salvo, rischia di essere dimenticata quando si parla soltanto di mobilità, trasporto pubblico e trasformazione urbana.

«Un quartiere non è un semplice insieme di strade. È fatto soprattutto di persone».

 

La richiesta al Comune: ascoltare chi ci abita

 

Al netto dei toni molto duri della lettera – che arriva fino a parlare di un quartiere “distrutto” – resta una questione concreta sulla quale sarebbe utile un confronto con l’amministrazione comunale.

I residenti chiedono soluzioni che consentano di conciliare i progetti sulla mobilità con il diritto di chi abita nel quartiere a raggiungere agevolmente la propria casa.

Possibili aree di sosta per i residenti, spazi per carico e scarico, accessi per anziani e persone con disabilità, una diversa organizzazione degli stalli: sono alcuni dei temi che potrebbero essere affrontati.

Perché ogni trasformazione urbana produce inevitabilmente qualche disagio. Ma quando il disagio viene percepito come permanente, il problema non è più soltanto il traffico.

Diventa un problema di vivibilità e di rapporto tra amministrazione e cittadini.

Ed è proprio questa, depurata dagli inevitabili toni della rabbia, la domanda che arriva oggi da via Rallo: come si può cambiare Trapani senza rendere più difficile la vita di chi ci abita già?