Un assedio di oltre cento giovani, tra rifiuti, schiamazzi e danneggiamenti.
Da oltre un mese e mezzo, l’area costiera adiacente al Lido Selene, nel tratto di spiaggia pubblica verso Tre Fontane, è diventata teatro di una situazione di degrado insostenibile che mette a dura prova la resistenza degli operatori turistici e la serenità dei bagnanti.
Divisi in diversi gruppi, ogni pomeriggio starebbero trasformando la zona in un vero e proprio avamposto di vandalismo.
Secondo le testimonianze, i ragazzi — di Castelvetrano e dintorni, tra i 14 e i 20 anni — non si limiterebbero agli schiamazzi, ma agirebbero in totale spregio delle regole, giocando a pallone nonostante i divieti, colpendo turisti e attrezzature, e lasciando ogni giorno un vero e proprio "tappeto di immondizia" sulla sabbia.
La situazione sarebbe degenerata drasticamente durante la notte di San Lorenzo, quando sono stati appiccati diversi fuochi utilizzando tavole smantellate dalla zona bungalow di un altro gestore vicino ed estirpando piante dalle dune. Nemmeno l’intervento dei Carabinieri sembra essere stato risolutivo, dal momento che i gruppi, non appena le forze dell’ordine si allontanano riprendono a fare esattamente quello che facevano prima.
Non nasconde la sua amarezza il gestore del vicino Lido Selene, Francesco Abbate, davanti all’impotenza (almeno fino ad oggi) delle istituzioni. Nonostante le ripetute denunce e segnalazioni inviate al Sindaco, alla Guardia Costiera e ai Vigili Urbani, e l’assunzione di personale di sicurezza privato per tentare di arginare il fenomeno, la cosa appare fuori controllo.
“È un vero degrado sociale – ha dichiarato Abbate - Ci deridono, ci sfottono e si sentono del tutto impuniti: ogni mattina dobbiamo pulire lo schifo che lasciano per non vergognarci di fronte ai turisti, ma non possiamo più restare soli a presidiare anche la spiaggia pubblica”.
L'amministrazione comunale pare abbia già fatto degli incontri in Prefettura per discutere la questione, ma ad oggi non si registrano interventi concreti sul campo. Il rischio concreto è che l’intera zona, frequentata da famiglie e visitatori, resti ostaggio di una minoranza che ha scelto quel tratto di costa per sfogare inciviltà e prepotenza.