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14/08/2026 12:15:00

Petrosino, l'assessore Salmeri replica a Pellegrino: "Non ho attaccato la disabilità"

Prosegue a Petrosino il confronto politico nato dopo la seduta del Consiglio comunale dell’11 agosto. Al centro della polemica, l’anticipazione dell’orario della seduta dalle 18 alle 14 e le dichiarazioni dell’assessore Antonino Salmeri sulla motivazione legata all’assistenza a persone con disabilità riferita dalla consigliera Marcella Pellegrino.

Dopo la nota della consigliera, che aveva respinto l’accusa di aver utilizzato la disabilità come «pretesto», Salmeri interviene con una lunga replica nella quale ricostruisce quanto accaduto in aula e precisa il significato delle proprie parole.

 

Salmeri: «Non alimentiamo polemiche»

«Quale Assessore del Comune di Petrosino, ritengo doveroso rispondere e replicare alla nota diffusa dalla Consigliera Pellegrino, ripresa dalla stampa locale e rilanciata sui social, non per alimentare una polemica personale, ma per ristabilire la corretta ricostruzione dei fatti, che ritengo parziale e non corrispondente al contenuto delle dichiarazioni rese in aula».

L’assessore parte quindi dalla convocazione del Consiglio comunale dell’11 agosto, inizialmente prevista alle ore 18 e successivamente anticipata alle 14.

 

L’orario del Consiglio e i quattro punti all’ordine del giorno

«La convocazione del Consiglio comunale era fissata alle ore 18:00 dell’11 agosto scorso e, a seguito di motivate esigenze, è stata anticipata alle ore 14:00 dello stesso giorno, nel pieno rispetto delle prerogative del Presidente del Consiglio», afferma Salmeri.

L’ordine del giorno prevedeva quattro punti, tra cui la presa d’atto della relazione annuale del sindaco, inserita al quarto punto.

Secondo la ricostruzione dell’assessore, Pellegrino è arrivata in aula alle 14:18 e ha partecipato esclusivamente alla trattazione del terzo punto, una mozione relativa ai prodotti agricoli. Dieci minuti dopo, alle 14:28, ha lasciato l’aula, manifestando il proprio dissenso sull’orario della seduta e riferendo di avere due persone con disabilità da assistere ai sensi della legge 104/1992.

 

«Se le 14 erano scomode per la relazione del sindaco, lo erano anche per il punto 3»

È proprio sulla permanenza in aula della consigliera che Salmeri concentra una parte della sua replica.

«Va da sé, pertanto, che se l’orario delle 14:00 era scomodo per discutere la relazione annuale del Sindaco, era parimenti scomodo per partecipare alla discussione del punto n. 3». Da qui la valutazione politica dell’assessore: «Appare più che evidente, quindi, che la presenza in aula per soli 10 minuti sia stata strumentale e funzionale non a un’effettiva partecipazione ai lavori, ma a una polemica immediatamente destinata a essere trasportata all’esterno».

 

La frase sulla disabilità: «Questo è ciò che ho detto e questo ne è il significato»

Salmeri entra quindi nel punto più delicato della vicenda, quello relativo alle parole pronunciate durante la seduta e riportate nel verbale.

L’assessore aveva definito «vergognoso utilizzare la “disabilità” come pretesto per abbandonare l’aula e come motivazione per dissentire sull’anticipazione dell’orario del Consiglio comunale, precedentemente fissato per le ore 18:00».

Oggi ribadisce il significato che intendeva attribuire a quella frase: «Questo è ciò che ho detto e questo ne è il significato».

E precisa: «Non era un attacco alla disabilità. Non era un giudizio sulle persone con disabilità. Non era una contestazione dei diritti riconosciuti dalla legge n. 104/1992. Non era un’offesa alle famiglie che prestano assistenza».

«La disabilità non è mai stata oggetto della mia critica», aggiunge.

 

«Ho criticato un comportamento politico»

Salmeri insiste sulla distinzione tra la disabilità in sé e quello che considera un suo utilizzo politico nella vicenda del Consiglio comunale.

«Quando ho parlato di utilizzo della disabilità come “pretesto”, mi riferivo esclusivamente al suo utilizzo, in quella specifica circostanza, quale argomento politico nella contestazione dell’orario e dell’abbandono dell’aula. Nessun altro significato».

E ancora: «Ho esclusivamente criticato un comportamento politico, in un'aula istituzionale, in un momento preciso».

Una precisazione che rappresenta il cuore della replica dell’assessore, che respinge dunque l’interpretazione secondo cui le sue parole avrebbero rappresentato un attacco alle persone con disabilità o alle loro famiglie.

 

«So bene cosa significa fare i conti ogni giorno con la disabilità»

Salmeri rivendica anche una particolare sensibilità sul tema, spiegando di conoscere il peso delle responsabilità legate all’assistenza.

«So bene cosa significa fare i conti ogni giorno con la disabilità. Conosco il peso di quelle responsabilità familiari, la stanchezza e la dedizione che richiedono».

Da qui il suo ulteriore affondo: «Proprio per questo non tollero che un tema così delicato venga trascinato nel fango della polemica politica».

Il post di Pellegrino sui social

Nella sua ricostruzione, l’assessore richiama anche il post pubblicato dalla consigliera Pellegrino sul proprio profilo Facebook subito dopo aver lasciato l’aula.

Secondo Salmeri, in quel primo intervento pubblico la consigliera avrebbe contestato principalmente la modifica dell’orario e la decisione di anticipare il Consiglio dalle 18 alle 14 «perché qualcuno deve prendere un aereo», ponendo anche la domanda: «Ma il Consiglio comunale è un fatto privato o un’istituzione pubblica?».

«Pertanto, in quel post la consigliera non ha lamentato di dover assistere urgentemente due persone con disabilità, ma ha posto una questione di natura esclusivamente istituzionale e organizzativa», sostiene Salmeri.

L’assessore richiama inoltre un’altra affermazione della consigliera, secondo cui «le esigenze personali non dovrebbero diventare automaticamente una priorità rispetto al funzionamento di una istituzione pubblica».

 

«È questa la ricostruzione che contesto»

Secondo Salmeri, nella successiva nota stampa del 13 agosto il centro della vicenda sarebbe cambiato, spostandosi dalla questione dell’orario alle sue dichiarazioni sulla disabilità.

«Successivamente, nella nota stampa del 13 agosto, il focus si è spostato sulle mie parole, rappresentandole come un attacco alla disabilità e alla dignità delle persone che la vivono».

«È questa la ricostruzione che contesto, perché falsa», afferma senza mezzi termini l’assessore.

E ribadisce: «C'è una differenza enorme tra criticare la disabilità (mai fatto) e criticare il suo utilizzo strumentale in un dibattito politico».

 

«Si può condividere o meno la mia espressione»

Salmeri ammette che le proprie parole possano essere oggetto di giudizio politico, ma chiede che non vengano attribuiti loro significati diversi da quelli che intendeva esprimere.

«Si può condividere o meno la mia espressione, si può ritenerla opportuna o inopportuna, ma non è corretto attribuirle un significato diverso da quello effettivamente espresso».

Una posizione che l’assessore intende mantenere anche rispetto al proprio ruolo istituzionale: «Per quanto mi riguarda, continuerò a svolgere il mio ruolo di Assessore con fermezza, assumendomi la responsabilità delle mie posizioni e delle mie parole e chiedendo, al tempo stesso, che esse vengano rappresentate correttamente e nel loro effettivo significato».

 

L’appello finale: «Riconduciamo la vicenda al confronto politico»

In conclusione, Salmeri prova a riportare la vicenda sul terreno del confronto politico e istituzionale, invitando a evitare ulteriori personalizzazioni.

«Allo stesso modo, rivolgo un invito sincero a rasserenare gli animi e a ricondurre questa vicenda entro il perimetro che le è proprio: quello del confronto politico e istituzionale, anche acceso se necessario, ma mai personale».

E chiude con una riflessione sul ruolo delle istituzioni: «Le Istituzioni servono la comunità quando discutono, si contrappongono e si criticano sui fatti e sulle scelte; la servono molto meno quando il dissenso viene trascinato sul piano umano o piegato a letture personali».



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