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14/08/2026 08:42:00

Etna, nuova bocca eruttiva: voli sospesi fino al 15 agosto

L’Etna continua a eruttare e l’emergenza sul fronte dei collegamenti aerei non si arresta. Una nuova bocca eruttiva si è aperta intorno alle 11.30 di ieri alla base della parete nord della Valle del Bove, sopra Monte Simone, a una quota di circa 2.090 metri.

A darne notizia è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha personale sul posto per effettuare i rilievi. La nuova bocca si trova nella stessa area nella quale, durante la notte precedente, si era aperta un’altra frattura, a una quota leggermente inferiore, intorno ai 1.900 metri.

Anche il tremore vulcanico si mantiene su livelli elevati, pur restando nella parte inferiore della fascia di riferimento.

 

Catania, voli sospesi fino alle 2 del 15 agosto

L’attività del vulcano continua ad avere conseguenze dirette sull’aeroporto di Catania. La SAC, società che gestisce lo scalo etneo, ha comunicato una nuova proroga delle limitazioni operative.

A causa dell'attività eruttiva e della conseguente presenza di cenere vulcanica in atmosfera, è stata infatti estesa la chiusura degli spazi aerei corrispondenti al settore B3. Contestualmente è stata disposta anche l'estensione della chiusura del settore C1.

Le attività di volo, sia in arrivo sia in partenza, sono quindi sospese fino alle ore 2 di sabato 15 agosto, salvo ulteriori aggiornamenti legati all'evoluzione della situazione.

La SAC invita i passeggeri a controllare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto, considerando la possibilità di cancellazioni, modifiche e riprogrammazioni.

 

 

 

Oltre 600 voli dirottati in una settimana

L'ultima fase dell'emergenza si inserisce in un quadro già particolarmente pesante per il trasporto aereo siciliano.

Secondo i dati diffusi dalla SAC, tra il 6 e il 12 agosto circa 630 voli previsti sull'aeroporto di Catania sono stati dirottati verso altri scali.

Una soluzione che ha consentito di mantenere attivi una parte dei collegamenti e garantire, per quanto possibile, la mobilità da e verso la Sicilia, nonostante le limitazioni provocate dalla cenere vulcanica.

Nello stesso periodo sullo scalo etneo erano programmati complessivamente circa 1.974 voli. Di questi, circa il 36% è stato cancellato proprio a causa dell'evoluzione dell'attività dell'Etna e delle conseguenti restrizioni operative.

Numeri che fotografano un'emergenza di dimensioni eccezionali, arrivata nel pieno della stagione turistica e in uno dei periodi di maggiore traffico dell'anno.

Per la SAC è l'emergenza più grave degli ultimi 20 anni

La società di gestione dell'aeroporto di Catania definisce quella in corso la più severa emergenza degli ultimi vent'anni in termini di impatto sull'infrastruttura aeroportuale.

Il problema non riguarda soltanto le fasi di chiusura dello spazio aereo. La presenza di cenere impone una gestione complessa del traffico, con voli che devono essere cancellati, trasferiti, riprogrammati o dirottati in tempi molto rapidi.

Per questo motivo l'emergenza ha coinvolto l'intero sistema aeroportuale regionale.

 

Trapani, Palermo e Comiso hanno assorbito parte del traffico

Gli aeroporti di Comiso, Palermo e Trapani hanno avuto un ruolo importante nella gestione dei collegamenti originariamente programmati su Catania.

Una parte dei voli è stata infatti trasferita sugli altri scali siciliani, permettendo di mantenere operative alcune tratte e alleggerire, almeno parzialmente, le conseguenze della crisi.

La gestione dei dirottamenti ha richiesto un continuo coordinamento tra aeroporti, compagnie aeree, autorità e operatori, soprattutto per garantire assistenza ai passeggeri e organizzare la movimentazione degli aeromobili.

L'emergenza ha così trasformato gli aeroporti siciliani in una rete chiamata a sostenersi reciprocamente, con gli scali di Palermo, Trapani e Comiso impegnati ad assorbire parte del traffico che non poteva essere gestito da Catania.

 

L'Etna continua a dettare i tempi

La situazione resta strettamente legata all'evoluzione dell'attività vulcanica. La nuova bocca eruttiva e i livelli ancora elevati del tremore confermano un quadro in continua evoluzione, mentre la presenza di cenere in atmosfera continua a condizionare la sicurezza e l'operatività dei voli.

Per i passeggeri, dunque, l'invito resta quello di verificare direttamente con le compagnie aeree lo stato del proprio volo prima di raggiungere lo scalo.

La SAC fa sapere di proseguire il presidio delle infrastrutture e il coordinamento con tutti i soggetti coinvolti, con l'obiettivo di consentire il ritorno alla piena operatività dell'aeroporto di Catania non appena le condizioni lo permetteranno.

Intanto, mentre l'Etna continua la sua attività, il sistema aeroportuale siciliano resta sotto pressione. E la notte di Ferragosto si apre con un'incognita che riguarda migliaia di viaggiatori: a Catania i voli restano sospesi almeno fino alle 2 del 15 agosto.

 



Native | 11/08/2026
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