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16/08/2026 00:00:00

A Marettimo l'incontro "Architetture criminali" 

Ecomostri, edifici incompiuti, opere abbandonate e paesaggi segnati dal degrado diventano protagonisti di un racconto fotografico che invita a riflettere sul rapporto tra territorio, ambiente e criminalità. È stato questo il filo conduttore dell’incontro con la fotografa Adelaide Di Nunzio, ospitato il 12 agosto al Museo del Mare di Marettimo nell’ambito della rassegna “Libri e letture di qua e di là dal Mare”, curata da Laura Lodico.

 

Quando la fotografia diventa denuncia

Al centro dell’incontro il progetto “Architetture criminali”, attraverso il quale Di Nunzio utilizza la fotografia come strumento di denuncia e di consapevolezza.

Le sue immagini mostrano luoghi e strutture che spesso sono entrati così profondamente nel paesaggio da essere percepiti quasi come elementi normali. Ecomostri, cantieri mai conclusi e opere abbandonate diventano invece, attraverso il suo obiettivo, testimonianze di un degrado che riguarda non soltanto l’ambiente, ma anche il tessuto sociale.

«Quanto conta la tutela del territorio?»

La riflessione proposta dalla fotografa parte da una domanda: quanto la cura e la tutela del territorio possono rappresentare un’arma vincente nella salvaguardia dell’ambiente e della comunità?

Una domanda che porta inevitabilmente a interrogarsi sulle responsabilità collettive e sulle conseguenze dell'abbandono. Perché dietro un edificio incompiuto o un'opera lasciata al degrado può esserci molto più di una semplice ferita paesaggistica.

Le immagini raccontano infatti anche la possibile presenza di forme di criminalità organizzata, non necessariamente riconducibili esclusivamente alla mafia.

 

Guardare ciò che è diventato invisibile

La forza del progetto sta proprio nella capacità di riportare l’attenzione su ciò che rischia di diventare invisibile.

La fotografa invita a fermarsi davanti a luoghi che spesso vengono attraversati senza più essere osservati, a interrogarsi sulla loro origine e sulle responsabilità che hanno prodotto quella situazione.

La fotografia diventa così uno strumento immediato per denunciare ciò che la quotidianità rischia di rendere scontato o inevitabile.

 

Il confronto con Lella Sansone e Maria Virgilio

Nel corso dell’incontro si è sviluppata una piacevole discussione alla quale hanno partecipato Girolama “Lella” Sansone e Maria Virgilio, contribuendo al confronto sui temi della tutela del territorio, della responsabilità individuale e del valore della fotografia come strumento di comunicazione.

 

MarDa Marettimo un messaggio che va oltre l’isola

La scelta di Marettimo assume un significato particolare. Un’isola conosciuta e apprezzata per la bellezza del suo paesaggio diventa infatti il punto di partenza per una riflessione che guarda molto oltre i confini dell’arcipelago delle Egadi.

L’invito è a imparare a osservare con maggiore attenzione ciò che accade anche altrove, perché la tutela della bellezza e dell’ambiente non può fermarsi ai confini di un’isola.

La potenza universale delle immagini

L’incontro si è trasformato così in un viaggio attraverso la capacità delle immagini di comunicare in maniera immediata, superando confini, linguaggi e differenze.

Un appuntamento che ha lasciato al pubblico non soltanto fotografie da ricordare, ma soprattutto un nuovo modo di guardare il territorio, interrogandosi su ciò che accade davanti ai nostri occhi e su quello che, troppo spesso, scegliamo di non vedere.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione CSRT “Marettimo”, con il patrocinio del Comune di Favignana – Isole Egadi.

 



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