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20/08/2026 16:21:00

Erice, cittadini e Comune insieme per i beni comuni: arriva il regolamento

Erice prova a cambiare il rapporto tra Comune e cittadini nella gestione degli spazi pubblici. La Giunta comunale ha approvato, con la deliberazione numero 187 del 12 agosto, il nuovo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione comunale per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani.

Il testo, composto da 24 articoli, dovrà adesso passare dal Consiglio comunale per l'approvazione definitiva.

 

L'idea è semplice: non considerare più il cittadino soltanto come destinatario dei servizi comunali, ma anche come possibile soggetto attivo nella cura del patrimonio della comunità.

Il regolamento riguarda cittadini singoli o associati, anche in forma informale, e consente di avviare collaborazioni sia su proposta dei cittadini sia su iniziativa dell'amministrazione.

 

Dai giardini alle iniziative culturali

Lo strumento centrale saranno i patti di collaborazione. Comune e cittadini potranno stabilire insieme cosa fare, per quanto tempo, con quali modalità e quali saranno gli impegni e le responsabilità di ciascuno.

Gli interventi potranno riguardare la pulizia e la piccola manutenzione di spazi pubblici, il giardinaggio, la cura di aree verdi, ma anche iniziative culturali e sociali.

Non si tratta quindi soltanto di chiedere ai cittadini di "fare qualcosa" per il Comune. Il patto dovrebbe definire un rapporto regolato, con obiettivi, modalità di intervento, forme di utilizzo collettivo del bene, monitoraggio, responsabilità e coperture assicurative.

Sono previste procedure specifiche anche per i beni di particolare valore storico, culturale o economico e per i progetti considerati più complessi o innovativi.

 

Un modello che esiste già in Italia

Quello dell'amministrazione condivisa non è un modello inventato a Erice. Negli ultimi anni diversi Comuni italiani hanno adottato regolamenti analoghi, a partire dall'esperienza di Bologna, che nel 2014 approvò il primo regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Il modello si è poi diffuso in numerosi enti locali. 

Alla base c'è il principio di sussidiarietà orizzontale previsto dall'articolo 118 della Costituzione, secondo cui le istituzioni devono favorire l'iniziativa autonoma dei cittadini nello svolgimento di attività di interesse generale. 

Il "bene comune", in questo modello, non coincide necessariamente con un bene di proprietà pubblica. Può essere uno spazio, un'area verde, una piazza, un bene culturale o un altro patrimonio che abbia una funzione per la comunità e che possa essere curato attraverso una collaborazione tra istituzioni e cittadini. 

 

Erice parte da un'esperienza già esistente

Il nuovo regolamento arriva, peraltro, in un Comune che dispone già di uno specifico regolamento sulla cittadinanza attiva. Il testo attualmente pubblicato dall'amministrazione disciplina le forme di collaborazione tra cittadini, associazioni e Comune per la gestione dei beni e dei servizi comunali. 

Il nuovo provvedimento sembra quindi puntare a costruire un quadro più strutturato e organico, introducendo lo strumento dei patti di collaborazione e un vero e proprio presidio amministrativo dedicato.

È prevista infatti la creazione di un Ufficio per l'amministrazione condivisa, che dovrebbe raccogliere le proposte, accompagnare i cittadini nei procedimenti, coordinarsi con gli altri uffici comunali e monitorare le attività.

Il Comune prevede inoltre una sezione dedicata sul portale istituzionale, nella quale rendere pubblici i patti sottoscritti e le esperienze realizzate.

 

La sfida: trasformare le regole in progetti

È qui che si misurerà la reale efficacia del regolamento.

Perché il rischio, come accade con molti strumenti di partecipazione, è che il regolamento resti sulla carta. Il valore dell'amministrazione condivisa dipende invece dalla capacità di trasformare le proposte in interventi concreti e accessibili.

Il modello non consiste nella semplice sostituzione del Comune con i cittadini, ma in un rapporto paritario e collaborativo nel quale l'amministrazione mette a disposizione regole, strumenti e garanzie e i cittadini contribuiscono con tempo, competenze e capacità organizzative. 

 

Per Erice, dunque, la prossima partita sarà soprattutto pratica: capire quali beni potranno essere interessati, quante associazioni e quanti cittadini presenteranno proposte e quanto rapidamente gli uffici riusciranno a trasformarle in patti.

"L'amministrazione condivisa rappresenta un modello di collaborazione che può mettere in relazione in maniera più strutturata l'Amministrazione e le energie presenti nella comunità", afferma la sindaca Daniela Toscano. L'obiettivo, aggiunge, è favorire una partecipazione concreta alla cura dei beni comuni "attraverso strumenti trasparenti e accessibili".

Adesso il regolamento arriva in Consiglio comunale.

E sarà lì che l'idea della cittadinanza attiva dovrà diventare una regola concreta per la città.



Native | 11/08/2026
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