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20/08/2026 15:41:00

Marsala, il delfino trascinato sull’asfalto. Com'è finita 

Dopo le immagini del delfino morto trascinato sull’asfalto con una corda, arrivano i chiarimenti degli operatori che hanno effettuato il recupero e il provvedimento del Comune di Marsala per la distruzione della carcassa.

La scena, documentata da un video e raccontata da Tp24, aveva suscitato parecchie polemiche: il cetaceo, già in avanzato stato di decomposizione, era stato trascinato dalla spiaggia verso la strada, passando nei pressi delle abitazioni.

Ma chi ha materialmente eseguito l'intervento spiega a Tp24 che, in quel punto del litorale, non sarebbe stato possibile utilizzare un mezzo pesante per raggiungere direttamente la carcassa.

 

“Gli accessi sono chiusi, il camion non poteva arrivare”

 

Secondo quanto riferito dagli operatori a Tp24, la particolare conformazione della zona avrebbe reso praticamente impossibile un recupero diverso.

A impedire l'accesso dei mezzi pesanti sarebbero, spiegano, abitazioni realizzate abusivamente e diversi accessi al mare chiusi o comunque non percorribili da un autocarro.

Da qui la decisione di trascinare per un tratto la carcassa fino al punto nel quale poteva essere caricata sul mezzo.

È questa, dunque, la spiegazione fornita dagli addetti dopo le immagini che hanno provocato la reazione indignata di alcuni residenti, soprattutto per gli odori e le tracce lasciate sull'asfalto.

Resta naturalmente il tema delle condizioni igieniche successive all'intervento e dell'eventuale pulizia e sanificazione della strada interessata.

 

L'ordinanza della Sindaca Patti

 

Intanto è arrivato anche il provvedimento ufficiale del Comune.

Con ordinanza numero 84 del 19 agosto 2026, la Sindaca di Marsala Andreana Patti ha ordinato la distruzione della carcassa del cetaceo, che nel frattempo era già stata prelevata e posta in deposito presso la società affidataria del servizio.

L'atto richiama il verbale di constatazione redatto il 17 agosto e il successivo verbale del Dipartimento di Prevenzione veterinaria dell'Asp relativo al sequestro e all'assegnazione alla distruzione della carcassa, descritta come in “evidente stato di decomposizione”.

La Sindaca motiva il provvedimento con ragioni igienico-sanitarie e di salvaguardia della salute pubblica.

La carcassa dovrà essere distrutta mediante incenerimento e/o trasformazione presso uno stabilimento autorizzato, secondo le modalità previste dalla normativa. Alla Polizia Municipale è stato affidato il compito di vigilare sulla corretta esecuzione dell'ordinanza.

 

Il paradosso degli accessi al mare

 

La vicenda, insomma, si chiude con la distruzione del cetaceo, ma ne apre un'altra.

Perché, se quanto riferito dagli operatori sarà confermato, il problema non sarebbe stato soltanto trovare il modo di recuperare un animale di grandi dimensioni in decomposizione. Il problema sarebbe anche riuscire ad arrivare al mare con un mezzo di servizio.

Ed è forse questo l'aspetto più singolare dell'intera storia: per rimuovere una carcassa dalla spiaggia si sarebbe dovuto ricorrere al trascinamento perché il litorale, tra costruzioni e accessi chiusi, non consentirebbe il passaggio dei mezzi necessari.

Una spiegazione che chiarisce il perché di quelle immagini. Ma che, contemporaneamente, pone una nuova domanda al Comune: in caso di un'emergenza più grave, un soccorso o un incendio, quei tratti di costa sono realmente accessibili ai mezzi di intervento?



Native | 11/08/2026
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