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20/08/2026 11:59:00

Bilancio di Trapani, il commissario: «Entro il 6 settembre o approvo io»

Il commissario ad acta Giovanni Cocco mette una data sul Bilancio di Trapani: il Consiglio comunale dovrà approvare DUP e Bilancio di previsione 2026-2028 entro il 6 settembre. 

Se non lo farà, sarà il commissario ad approvarli in via sostitutiva e tutti a casa. 

 

La prima seduta è fissata per il 27 agosto. 

Da quella data scatteranno i dieci giorni concessi al Consiglio. Il termine ordinario è già scaduto a febbraio e Cocco definisce l'approvazione "obbligatoria, indifferibile e urgente", richiamando le conseguenze che l'assenza del Bilancio può avere sull'attività dell'ente.

 

Il Bilancio, peraltro, è già pronto. La Giunta lo ha approvato il 24 giugno, mentre il DUP è stato approvato il 14 luglio. Il Collegio dei Revisori ha espresso parere favorevole su entrambi il 25 luglio e le commissioni avrebbero avuto tutto il tempo per studiarlo. Ma, inizialmente, la discussione in aula era stata calendarizzata per metá settembre. 

 

La partita dei cinque milioni

Il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo ha chiesto però al commissario la stessa «solerzia» anche sul Rendiconto 2025, il cui termine di approvazione è scaduto da oltre quattro mesi.

Qui si apre una partita che va oltre le procedure. Mazzeo sostiene infatti che dal Rendiconto potrebbe emergere un avanzo di circa 5 milioni di euro.

 

Ma cinque milioni di avanzo non significano automaticamente cinque milioni liberi da spendere. Il Rendiconto fotografa ciò che è realmente accaduto nel 2025: entrate, spese, somme da riscuotere, debiti da pagare e risultato di amministrazione.

Il DUP indica invece gli obiettivi dell'amministrazione, mentre il Bilancio di previsione traduce quegli obiettivi in numeri e stabilisce le entrate e le spese previste per il 2026-2028.

 

In sostanza: il Rendiconto dice da dove si arriva, il DUP dove si vuole andare, il Bilancio con quali risorse si pensa di arrivarci.

Per questo l'eventuale avanzo va scomposto: bisogna capire quanto sia accantonato, vincolato, destinato e quanto sia realmente utilizzabile.

Il Bilancio come tavolo da poker

Ed è qui che una questione fondamentale per la città rischia di diventare l'ennesimo terreno di scontro politico.

L'amministrazione ha una responsabilità precisa il perché il commissario è arrivato visto che il Bilancio è approdato in Giunta con circa quattro mesi di ritardo. 

 

Ma è altrettanto vero che oggi l'opposizione dispone della maggioranza in Consiglio. 

Attraverso gli emendamenti, che dovevano essere presentati entro il 17 agosto, ha a possibilità di intervenire sul documento e dimostrare di saper rimettere ordine dove l'amministrazione aveva creato disordine.

 

Invece il Consiglio era stato spostato a settembre. 

E mentre il Bilancio aspettava, il confronto politico continuava a ruotare soprattutto attorno alla partita delle decadenze.

 

Poi è arrivato Cocco.

Il commissario ha fatto quello che il Consiglio, finora, non ha fatto: dietro richiesta dell'Amministrazione, ha messo una scadenza e imposto che l'interesse dell'ente venisse prima dei tempi e delle convenienze delle parti politiche. 

Non è il suo compito risolvere le divisioni tra maggioranza e opposizione. Il suo compito è portare l'ente all'approvazione dello strumento finanziario.

E così quello che poteva essere un passaggio politico ordinario è diventato una corsa contro il tempo: 27 agosto, prima seduta; 6 settembre, ultima chiamata.

 

Perché il Bilancio riguarda tutti

Il Bilancio comunale non è un documento per ragionieri né una semplice pratica da approvare per evitare un commissario.

È il documento attraverso il quale si decide quante risorse ha il Comune e come intende utilizzarle. 

 

Dentro ci sono servizi sociali, manutenzione, verde, scuola, cultura, strade, investimenti.

Per esempio, senza bilancio non può partire il potenziamento degli asili nido o il trasporto scolastico.

 

Per questo il cittadino dovrebbe guardare oltre il duello tra le parti e chiedersi: quanti soldi ha davvero il Comune? Quanti ne può spendere? Dove li metterà? E l'eventuale avanzo di cinque milioni è realmente disponibile?

 

Sono domande molto più importanti delle schermaglie sulle convocazioni o le decadenze.

Perché la politica può trasformare il Bilancio in un tavolo da poker, giocandosi sopra la sopravvivenza di maggioranza e opposizione.

 



Native | 11/08/2026
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