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21/08/2026 11:15:00

Alcamo, "Casa Mangione" chiusa per criticità strutturali: è scontro politico sulle responsabilità

Si accende il confronto politico sulla Casa di ospitalità “A. Mangione” di via Florio ad Alcamo, dopo lo sgombero disposto a seguito delle criticità strutturali riscontrate dai Vigili del fuoco. La vicenda, che riguarda 23 anziani costretti a lasciare la struttura, vede ora contrapporsi le posizioni dell’amministrazione comunale e del movimento SiAmoAlcamo.

I Vigili del fuoco, intervenuti a seguito di una segnalazione per una verifica di stabilità, hanno rilevato criticità strutturali al piano terra e al primo piano dell’edificio. Per ragioni di sicurezza si è quindi reso necessario lo sgombero degli operatori e degli anziani ospiti.

 

Comune, IPAB e Diocesi cercano una sistemazione

 

Sono 23 gli anziani che devono essere trasferiti in strutture alternative. Il personale dell’IPAB, il Comune e la Diocesi sono al lavoro per individuare soluzioni idonee.

Undici degli anziani sono a carico del Comune di Alcamo. L’amministrazione ha attivato i servizi sociali e riferisce di avere già ricevuto la disponibilità di alcune strutture accreditate, anche fuori dal territorio comunale, ad accogliere gli ospiti.

Il sindaco Domenico Surdi ha sottolineato l’impatto che lo sgombero ha avuto sulle persone anziane, per le quali la Mangione rappresentava una vera e propria casa e non soltanto un luogo di assistenza.

 

Surdi accusa la Regione: “Strutture lasciate all’incuria”

 

Nel suo intervento, il sindaco ha puntato il dito contro la Regione, sostenendo che le IPAB siciliane siano state lasciate per troppo tempo “all’incuria e all’abbandono”.

Secondo Surdi, la situazione attuale sarebbe anche il risultato di una gestione politica che negli anni non avrebbe garantito la sostenibilità dei servizi e la funzionalità delle strutture. Da qui l’appello alle istituzioni affinché facciano la propria parte per consentire alla Mangione di tornare operativa nel più breve tempo possibile, possibilmente con una sede rinnovata e più accogliente.

 

SiAmoAlcamo replica: “Surdi amministra Alcamo da quasi 10 anni”

 

Alle dichiarazioni del sindaco replica ora SiAmoAlcamo, con un intervento firmato da Giacomo Sucameli. Il movimento esprime innanzitutto preoccupazione per lo sgombero e per la situazione dei 23 anziani, dichiarandosi favorevole all’obiettivo di restituire alla città una struttura sicura e dignitosa.

Ma contesta duramente l’analisi sulle responsabilità.

“Quando si parla di ‘mala gestione politica’ e di ‘anni di incuria della Regione’, ci si dimentica un dato fondamentale: il Sindaco Domenico Surdi amministra Alcamo da quasi 10 anni”, afferma SiAmoAlcamo.

La domanda posta dal movimento è quindi diretta: “Dove è stato il Comune in tutto questo tempo? Quali verifiche, manutenzioni, solleciti e investimenti sono stati fatti sulla Mangione?”.

 

“La sicurezza non si scopre dopo lo sgombero”

 

Secondo SiAmoAlcamo, la sicurezza della struttura avrebbe dovuto essere affrontata attraverso una programmazione costante e controlli periodici.

“La sicurezza delle strutture non si scopre dopo lo sgombero dei Vigili del Fuoco. Si costruisce giorno per giorno, con programmazione e controllo”, sostiene il movimento, accusando il sindaco di voler attribuire alla Regione tutte le responsabilità per evitare di rispondere di quelle che, secondo l'opposizione, competerebbero all'amministrazione comunale.

“Scaricare tutte le responsabilità sulla Regione oggi serve solo a non rispondere delle proprie”, si legge nella nota.

 

Le tre domande al sindaco

 

SiAmoAlcamo chiede quindi a Surdi di fornire pubblicamente ai cittadini alcamesi precise risposte su tre aspetti della vicenda.

In particolare, il movimento domanda da quando il Comune fosse a conoscenza delle criticità strutturali, quali atti concreti siano stati adottati negli ultimi dieci anni per mettere in sicurezza la struttura e, infine, quale sia il piano previsto e quali siano i tempi certi per la riapertura della Mangione.

“A queste domande il Sindaco deve dare una risposta pubblica ai cittadini alcamesi”, conclude Giacomo Sucameli.

Il confronto politico si inserisce dunque in un’emergenza che resta innanzitutto sociale: 23 anziani hanno dovuto lasciare improvvisamente quella che per molti di loro era diventata la propria casa. Ora, oltre alla sistemazione temporanea degli ospiti, resta da capire quali interventi saranno necessari per rendere nuovamente agibile la struttura e soprattutto chi dovrà farsene carico.

“Gli anziani meritano rispetto, non passerelle e non scaricabarile. Meritano fatti”, conclude SiAmoAlcamo.



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