Dopo settimane di segnalazioni sull’acqua giallastra o torbida, arrivano i primi numeri ufficiali dei controlli effettuati dall’Asp di Trapani sul territorio di Erice.
Sono 27 i prelievi complessivamente eseguiti: 26 sono risultati conformi alla normativa vigente, mentre un campione ha evidenziato una lieve non conformità. È quello prelevato all’interno di un condominio di via Manzoni.
Il dato ridimensiona, almeno sul piano microbiologico, i timori più allarmanti circolati nelle ultime settimane, ma non chiude la vicenda.
Almeno per l'opposizione consiliare.
Perché il problema segnalato dai cittadini e da alcuni consiglieri di minoranza, non riguarda soltanto la sicurezza batteriologica dell’acqua, ma anche il suo aspetto: in diverse abitazioni l’acqua è arrivata gialla o torbida, alimentando dubbi sulla qualità della rete e sulle condizioni delle condotte.
L’Asp riferisce che in alcuni dei 26 campioni conformi è stata riscontrata soltanto una lieve torbidità, non percepibile visivamente. Sul campione non conforme di via Manzoni sono state invece attivate le comunicazioni e le procedure di verifica e monitoraggio previste.
Il Comune, intanto, annuncia ulteriori controlli. L’amministrazione ha incaricato un laboratorio esterno di effettuare nuove analisi a proprie spese, con gli esiti attesi lunedì. Per martedì mattina è stato inoltre convocato un tavolo tecnico con Asp, Ati Idrico e Siciliacque.
È un passaggio importante perché nel corso dell’estate si sono moltiplicate le segnalazioni: da Pizzolungo, dove diverse famiglie hanno denunciato problemi di pressione e periodi prolungati senza acqua, fino a via Pola e alle zone di Casa Santa. A luglio denunce di residenti che parlavano di acqua gialla o marrone nelle cisterne, nonostante la pulizia periodica.
Il 29 luglio, inoltre, l’Asp aveva comunicato l’avvio di una specifica campagna di campionamenti proprio dopo gli esposti presentati dai consiglieri comunali Simona Mannina e Alberto Pollari.
Tra le strade indicate nelle segnalazioni figuravano via Cosenza, via Argenteria, via Veneto, via Trento, via Alicia, via Cile, via Manzoni, via Cassio, via Pio La Torre e via 2 Giugno. All'epoca, l’origine della colorazione giallastra non risultava ancora ufficialmente accertata.
Nel frattempo il confronto politico si è acceso. La sindaca Daniela Toscano rivendica il lavoro dell’amministrazione "Stiamo lavorando in maniera silente, senza proclami", sostiene la sindaca, sottolineando la necessità di evitare allarmismi.
Di segno opposto la posizione della vicepresidente del Consiglio comunale Assunta Aiello e di Simona Mannina, che insieme al consigliere Michele Cavarretta avevano protocollato una richiesta formale all’Asp e al Comune per ulteriori campionamenti.
Aiello e Mannina rivendicano il ruolo di controllo dell’opposizione e chiede che vengano rese pubbliche non soltanto le sintesi dei risultati, ma le analisi nella loro interezza.
Ed è proprio questo il punto sul quale ora si concentra l'attenzione: i cittadini vogliono sapere non soltanto quanti campioni sono risultati conformi, ma dove sono stati effettuati, quali parametri sono stati analizzati e che cosa abbia determinato la lieve non conformità di via Manzoni.
Il dato di oggi offre una prima rassicurazione, ma non una risposta definitiva. Anche perché l’acqua può essere microbiologicamente conforme e presentare allo stesso tempo caratteristiche, come la torbidità, che richiedono ulteriori accertamenti.
Dopo un’estate nella quale il problema idrico ericino è stato raccontato soprattutto attraverso le segnalazioni dei cittadini e lo scontro tra maggioranza e opposizione, adesso la partita passa ai laboratori. Lunedì arriveranno nuove analisi. Martedì Comune, Asp, Ati Idrico e Siciliacque si siederanno allo stesso tavolo.
La domanda, a quel punto, sarà una sola: perché l’acqua cambia colore e da dove arriva il fenomeno?