All’ospedale di Castelvetrano ci sono pazienti costretti a difendersi dal caldo con i ventilatori portati da casa. Ma, nello stesso ospedale, c’è anche chi riesce a fare medicina di altissimo livello.
È il paradosso del “Vittorio Emanuele II”: mentre in Medicina da settimane si boccheggia per l’impianto di climatizzazione fuori uso, in Emodinamica è stato eseguito con successo un intervento coronarico ad altissimo rischio utilizzando una tecnologia avanzata, l’Impella.
Una buona notizia, dunque. E va raccontata come tale. Anche perché il merito, prima ancora che delle macchine, è dei professionisti che le sanno utilizzare.
Un intervento molto complesso
La Sala di Emodinamica dell’ospedale di Castelvetrano ha trattato un paziente ancora giovane, affetto da diabete mellito, con una situazione cardiologica particolarmente grave: coronaropatia severa dei tre vasi, occlusione coronarica totale cronica dell’arteria interventricolare anteriore, malattia del tronco comune e una funzione ventricolare sinistra fortemente compromessa, con una frazione di eiezione intorno al 30%.
Un quadro che rende particolarmente delicata una procedura di angioplastica.
Per effettuare l’intervento è stato utilizzato Impella, dispositivo di assistenza ventricolare sinistra percutanea di ultima generazione, oggi disponibile direttamente nel reparto di Castelvetrano.
In sostanza, durante le procedure più rischiose il dispositivo aiuta temporaneamente il cuore nella sua funzione di pompa, sostenendo la circolazione sanguigna e riducendo i rischi legati a un possibile peggioramento della funzione cardiaca nel corso dell’intervento.
La procedura è riuscita.
Cos’è Impella
La presenza “on site” dell’Impella permette all’Emodinamica castelvetranese di affrontare casi che richiedono una particolare protezione emodinamica, come quelli di shock cardiogeno o le cosiddette High-Risk PCI, le angioplastiche coronariche ad alto rischio.
È una tecnologia importante soprattutto quando si interviene su pazienti con una funzione cardiaca già molto ridotta e per i quali anche una procedura necessaria può comportare ulteriori rischi.
L’arrivo e l’utilizzo di questo dispositivo rappresentano quindi un salto in avanti nella capacità dell’ospedale di trattare cardiopatie complesse, evitando, quando possibile, il trasferimento dei pazienti verso altri centri.
Due ospedali nello stesso ospedale
La notizia arriva, però, in giorni nei quali il “Vittorio Emanuele II” è al centro di tutt’altro genere di cronache.
Solo ieri Tp24 ha raccontato la situazione del reparto di Medicina, dove l’impianto di climatizzazione risulta fuori uso da oltre un mese. Sedici pazienti ricoverati e il personale sanitario stanno affrontando le temperature di agosto in condizioni difficilmente compatibili con una struttura ospedaliera.
Familiari che portano ventilatori da casa, proteste del sindacato CONFIAL, una diffida di Codici Salute e richieste di intervento rivolte all’Asp di Trapani e alla Regione.
E qui sta il punto.
Non bisogna usare le inefficienze dell’ospedale per sminuire il lavoro dei suoi medici. E non bisogna usare le eccellenze dei medici per nascondere le inefficienze dell’ospedale.
Sono due cose che possono essere vere contemporaneamente.
A Castelvetrano può esserci un’équipe capace di eseguire una procedura cardiologica di grande complessità con tecnologie avanzatissime e, pochi metri più in là, un reparto nel quale non funziona neppure l’aria condizionata.
La sanità dei grandi macchinari e quella delle piccole cose
È forse questa la fotografia più efficace della sanità trapanese.
Si acquistano apparecchiature sofisticate, si sviluppano competenze, si fanno interventi che fino a qualche anno fa avrebbero probabilmente richiesto il trasferimento altrove. Tutto questo è positivo e va riconosciuto.
Poi, però, si inciampa nella manutenzione ordinaria.
E un ospedale moderno non è soltanto quello che possiede l’ultima generazione dell’Impella. È anche quello nel quale un malato ricoverato ad agosto può stare in una stanza con una temperatura sopportabile.
Per questo la riuscita dell’intervento di Emodinamica è una bella notizia per Castelvetrano e per tutta la provincia di Trapani.
Anzi, proprio perché dimostra quanto valore professionale esiste dentro quell’ospedale, rende ancora meno accettabile che quel valore debba convivere con problemi strutturali vecchi di anni.
Il cuore, a Castelvetrano, riescono a farlo funzionare anche nelle situazioni più difficili. Adesso resta da sistemare il condizionatore.