A volte basta una mano. Nel senso più letterale possibile. Una ragazzina di appena 12 anni, a Roma, è riuscita a richiamare l’attenzione di una pattuglia della polizia facendo dal finestrino dell’auto il “Signal for Help”, il gesto internazionale utilizzato per chiedere aiuto senza parlare.
I poliziotti hanno riconosciuto immediatamente quel movimento delle dita. Si sono avvicinati all’auto e la dodicenne, scoppiata in lacrime, ha raccontato quello che stava accadendo. Poco dopo il compagno della madre, un uomo di 47 anni, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
Il segnale visto dai poliziotti
La vicenda è avvenuta nella periferia est di Roma, nella zona del Casilino. La ragazzina si trovava a bordo di un Suv guidato dal compagno della madre. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo era ubriaco: nell’auto sarebbero state trovate diverse bottiglie di alcol.
Durante il tragitto l’uomo avrebbe cominciato a molestare la dodicenne. Quando l’auto si è fermata nei pressi di un negozio di telefonia, la ragazza ha visto due agenti in pattuglia.
Non poteva gridare, non sapeva come attirare la loro attenzione. Poi si è ricordata di quel gesto visto probabilmente sui social o nelle campagne contro la violenza.
Ha mostrato il palmo della mano, piegato il pollice verso l’interno e richiuso sopra le altre quattro dita.
Gli agenti hanno capito.
L’uomo tenta di fuggire
I due poliziotti si sono immediatamente avvicinati. La ragazzina è scoppiata a piangere e ha raccontato quanto sarebbe accaduto nell’abitacolo.
A quel punto gli agenti si sono divisi: uno è rimasto accanto alla minore, mentre l’altro ha seguito il quarantasettenne, che nel frattempo avrebbe cercato di allontanarsi dal negozio.
L’uomo è stato fermato e arrestato. Il giudice ha successivamente convalidato il provvedimento e disposto la custodia cautelare in carcere. Si trova a Rebibbia.
La dodicenne è stata invece accompagnata in commissariato e ascoltata in modalità protetta, insieme a uno psicologo, secondo le procedure previste per i minori vittime di violenza.
La madre: “Era violento anche con me”
Agli investigatori la madre della ragazza avrebbe raccontato che il compagno era stato violento anche nei suoi confronti. Non lo aveva mai denunciato, ha spiegato, per paura di possibili ritorsioni.
Le indagini adesso proseguono per ricostruire il comportamento dell’uomo e verificare se ci siano stati altri episodi. Il suo telefono cellulare è stato sequestrato e sarà analizzato dagli investigatori.
Cos’è il “Signal for Help”
Il gesto che ha permesso alla dodicenne di chiedere aiuto si chiama “Signal for Help”. È stato ideato nel 2020 dalla Canadian Women’s Foundation, inizialmente per consentire alle vittime di violenza domestica di lanciare una richiesta di soccorso durante videochiamate o situazioni nelle quali non fosse possibile parlare apertamente.
È molto semplice:
- si mostra il palmo della mano;
- si piega il pollice verso l’interno;
- si chiudono le altre quattro dita sopra il pollice.
Non servono parole e il movimento può essere ripetuto più volte per attirare l’attenzione.
In questo caso due poliziotti lo conoscevano. E una bambina di dodici anni sapeva usarlo.
Due circostanze che hanno trasformato un piccolo movimento della mano in una richiesta d’aiuto immediatamente compresa. E, probabilmente, in una salvezza.