Monte Erice, il tracciato prende forma. Pellegrino: «Un volano per l’economia di tutta la provincia»
La Monte Erice comincia a prendere forma anche lungo la strada. Da oggi arrivano le rotoballe che saranno sistemate nei punti previsti del percorso, uno dei segnali più evidenti dell’avvicinarsi della 68ª edizione della cronoscalata, in programma dal 4 al 6 settembre.
Non è soltanto una questione di motori. Perché nei giorni della gara, tra Erice, Trapani e il resto della provincia, si muove una piccola città fatta di piloti, meccanici, squadre, famiglie e appassionati. E la Monte Erice, oltre che una delle competizioni automobilistiche più attese in Sicilia, diventa anche una voce importante per alberghi, ristoranti, attività commerciali e servizi.
Arrivano le rotoballe, allestimento graduale
Il posizionamento delle rotoballe lungo il tracciato servirà ad aumentare i livelli di sicurezza in vista della competizione.
L’allestimento, però, procederà gradualmente, tenendo conto della normale circolazione degli automobilisti che continueranno a utilizzare la strada fino alle chiusure previste per lo svolgimento della gara.
La macchina organizzativa entra dunque nella fase decisiva, cercando di far convivere le esigenze sportive e di sicurezza con quelle di chi percorre quotidianamente la strada di Erice.
Una gara che porta migliaia di persone nel Trapanese
La 68ª Monte Erice sarà valida per il Campionato Italiano Velocità Auto Storiche (CIVSA), per il Campionato Italiano Velocità della Montagna (CIVM) e per il Campionato Italiano Velocità Auto Classiche (CIVSAC).
Un appuntamento nazionale che richiama ogni anno piloti, team, addetti ai lavori e appassionati da diverse regioni italiane.
Ed è proprio qui che la cronoscalata smette di essere soltanto una gara automobilistica.
La collocazione nel primo fine settimana di settembre, quando la stagione turistica è ancora pienamente in corso, permette infatti a molti visitatori di prolungare il soggiorno e scoprire il territorio trapanese.
Dal mare di San Vito Lo Capo alle Cave di Cusa, dalla costa meridionale fino a Gibellina, Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026, la Monte Erice può diventare anche una porta d’ingresso verso altre località della provincia.
Pellegrino: «Una vetrina per il territorio»
A sottolineare il valore economico della manifestazione è il presidente dell’Automobile Club Trapani, Giovanni Pellegrino.
«La Monte Erice è certamente una grande manifestazione sportiva, ma oggi dobbiamo guardarla anche per ciò che riesce a produrre fuori dal tracciato – afferma Pellegrino –. Ogni anno arrivano nel nostro territorio piloti, team, famiglie e appassionati che soggiornano, si muovono, visitano le nostre località e utilizzano i servizi offerti dalla provincia».
Secondo Pellegrino, la gara rappresenta quindi «una vetrina e un volano per il turismo e per l’economia locale».
L’obiettivo dell’Automobile Club è fare in modo che chi raggiunge Erice per assistere alla cronoscalata non si limiti alle curve e ai paddock, ma approfitti del soggiorno per conoscere anche il patrimonio paesaggistico, archeologico e culturale della provincia.
«Sport, sicurezza e promozione del territorio devono camminare insieme – conclude Pellegrino –. È questa la direzione nella quale stiamo lavorando per una Monte Erice sempre più importante nel panorama automobilistico nazionale e sempre più capace di generare valore per la provincia di Trapani».
E mentre lungo il percorso arrivano le prime rotoballe, il conto alla rovescia è ormai cominciato.