Marsala, Fabrizio Lombardo porta in scena la fiaba di Camilleri “Maruzza Musumeci”
Un uomo che teme il mare sposa una sirena. Andrea Camilleri parte da qui per uno dei suoi libri più insoliti e poetici, lontano dalle indagini di Montalbano e dentro una Sicilia in cui mito e vita quotidiana finiscono per confondersi.
Lunedì 24 agosto, alle 21, nell’Atrio comunale di Marsala, Maruzza Musumeci diventa una lettura scenica curata e interpretata dall’attore Fabrizio Lombardo. L’ingresso è gratuito.
Per Lombardo quello con Camilleri è anche un ritorno. Nel 2003 era tra gli interpreti di Vigàta mon amour, spettacolo costruito sui testi dello scrittore e rappresentato proprio a Marsala, all’ex Convento del Carmine. Più di vent’anni dopo torna a quella scrittura scegliendo la forma essenziale della lettura scenica.
Il Camilleri delle sirene e delle metamorfosi
Pubblicato da Sellerio nel 2007, Maruzza Musumeci è una sorta di fiaba mediterranea per adulti, o meglio un “cunto”, come lo definisce la stessa presentazione editoriale del romanzo.
La storia comincia nella Vigàta tra Ottocento e Novecento. Gnazio Manisco, emigrato per molti anni in America, torna in Sicilia e compra un terreno affacciato sul mare. È un uomo profondamente legato alla terra e, paradossalmente, intimorito dal mare.
Poi incontra Maruzza. Bellissima, misteriosa, irresistibilmente attratta dall’acqua. Non è soltanto una donna: appartiene al mondo delle Sirene, creature che portano con sé una memoria antichissima.
Gnazio diventa così una specie di anti-Ulisse: anziché sfuggire al canto della sirena, costruisce con lei una casa e una famiglia. Da quel momento terra e mare, uomini e creature fantastiche, storia e leggenda cominciano a vivere nello stesso spazio.
Una fiaba che attraversa la Storia
È questo uno degli aspetti più interessanti del libro. Camilleri non si limita a riprendere il mito classico e a trasferirlo in Sicilia. Lo fa entrare nella vita ordinaria: nelle campagne, nelle case, nell’emigrazione, negli affetti e nelle tragedie del Novecento.
La vicenda attraversa guerre, perdite e trasformazioni. Le Sirene di Camilleri non restano figure immobili di una leggenda antica: cambiano insieme agli uomini e finiscono per confrontarsi con sentimenti molto terrestri, a cominciare dall’amore e dalla compassione.
Sellerio presenta Maruzza Musumeci come uno dei lavori più poetici dello scrittore, un racconto nel quale mito e storia si intrecciano con una fantasia che Camilleri volle sperimentare uscendo dai percorsi narrativi per lui più abituali.
Maruzza Musumeci è infatti il primo tassello della “Trilogia delle metamorfosi”, completata da Il casellante e Il sonaglio. Fu lo stesso Camilleri a riunire i tre romanzi sotto questo titolo, raccontando di avere voluto abbandonare per un momento le due “autostrade” di Montalbano e dei romanzi storici e civili per percorrere territori letterari diversi.
È un Camilleri nel quale torna centrale l’antica pratica del racconto orale: il mito non viene trattato come un reperto classico, ma rimesso in circolo dentro una Sicilia concreta, popolare, abitata.
Fabrizio Lombardo porta il “cunto” sulla scena
A dare voce al testo sarà Fabrizio Lombardo, diplomato nel 2007 alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Dopo il debutto in Cani di bancata di Emma Dante, ha costruito un percorso che attraversa recitazione, scrittura e regia, lavorando tra teatro, cinema e televisione.
Nel suo lavoro c’è anche una particolare attenzione alla parola portata in scena: Lombardo ha tradotto, diretto e interpretato Sea Wall di Simon Stephens e ha sviluppato negli anni progetti nei quali il lavoro dell’attore si intreccia con quello dell’autore.
Per una sera, dunque, la Vigàta immaginaria di Camilleri arriva a Marsala. E lo fa attraverso uno dei suoi libri meno prevedibili: una storia in cui basta sposare una sirena perché il confine tra realtà e leggenda diventi improvvisamente molto sottile. L’iniziativa è resa possibile dalla concessione dei diritti da parte del Fondo Andrea Camilleri.
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