È stato assegnato a Salvatore Requirez, medico e scrittore, il Premio “Franco Di Marco – Il Medico Scrittore”, edizione 2026. La cerimonia si è svolta venerdì 21 agosto nell’ambito della manifestazione “Cortili Narranti”. A sostenerlo, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trapani. Requirez è stato premiato per il romanzo “La macchia”, un affresco storico ambientato nella Sicilia del Settecento che, dietro la ricostruzione d’epoca, interroga senza sconti il nostro tempo: merito, potere, disuguaglianze, libertà, amore e la capacità di una comunità di riconoscere e valorizzare le idee.
Un premio che unisce due professionisti, due sguardi sull’uomo
«Premiare Salvatore Requirez nel nome di Franco Di Marco – ha dichiarato il Presidente dell’Ordine dei Medici – significa creare un collegamento ideale tra due medici che hanno saputo affiancare alla professione una passione profonda per la cultura e per la scrittura». Di Marco, già consigliere dell’Ordine, è stato una figura centrale nella vita culturale trapanese, oltre che pioniere della radio e della comunicazione.
Il romanzo come saggio civile
Secondo il Presidente, “La macchia” non è solo un romanzo storico: «In alcuni passaggi diventa quasi un saggio civile, capace di interrogare anche la Sicilia di oggi su temi come merito, sviluppo e responsabilità». E aggiunge: «Il medico, come lo scrittore, osserva l’uomo: il primo ne ascolta il corpo, il secondo ne racconta l’anima e le contraddizioni».
Una frequenza che non si spegne
«Franco Di Marco – ha proseguito il Presidente – fu un pioniere della radio. Mi piace pensare che oggi, premiando Requirez, manteniamo idealmente aperta quella stessa frequenza: la frequenza della medicina che incontra la cultura, della memoria che diventa futuro e dell’attenzione all’uomo, che resta il fondamento della nostra professione».
Cultura e medicina, un impegno che continua
Con questa iniziativa, l’Ordine dei Medici di Trapani rilancia il proprio impegno non solo sulla formazione e sulla tutela della professione, ma anche su quella dimensione umanistica che da sempre accompagna la storia e i valori della medicina.