Una lettera arriva alla redazione di Tp24. I toni sono duri, a tratti molto duri. Ma, tolta la polemica sui cittadini “di serie A, B e C”, resta una domanda concreta: come vengono autorizzati i parcheggi privati nei pressi dell’aeroporto di Birgi? E un’attività autorizzata come “ristoro veicolare” può svolgere anche un vero e proprio servizio di parcheggio o rimessa, con soste di più giorni?
La domanda merita una risposta. Anche perché nella zona dell’aeroporto esistono attività che pubblicizzano apertamente servizi di parcheggio, tariffe giornaliere, abbonamenti e navette per il terminal.
Questo, sia chiaro, non significa affatto che siano abusive o irregolari. Potrebbero possedere tutti i titoli necessari. Ed è proprio questo il punto: capire quali siano questi titoli e quali regole valgano per tutti.
La lettera: “A Marsala cittadini di serie A, B e C”
L’autore della segnalazione parte da lontano e descrive una Marsala nella quale, a suo giudizio, ci sarebbero cittadini “di serie A, B e C”. La lettera diventa più interessante quando passa dalle considerazioni generali ai casi concreti.
I due chioschi e le attività sulla SP21
Fa infatti riferimento a controlli che avrebbero portato al sequestro e alla chiusura di due chioschi nella zona di Birgi, che nella lettera vengono definiti “regolarmente autorizzati”.
Poi mette a confronto quei provvedimenti con la situazione di due attività presenti lungo la SP21, nei pressi dell’aeroporto, che secondo il mittente svolgerebbero anche attività di parcheggio.
La domanda è questa: se per aprire un parcheggio servono determinati requisiti urbanistici e amministrativi, attraverso quale titolo vengono esercitate queste attività?
Cosa dice davvero la normativa sulle rimesse
Abbiamo provato allora a verificare il quadro generale delle regole.
E un punto è abbastanza chiaro: l’attività di rimessa dei veicoli è una specifica attività economica e ha un proprio procedimento amministrativo.
Il D.P.R. 480 del 2001 stabilisce che l’esercizio dell’attività di rimessa di veicoli è subordinato alla presentazione della relativa segnalazione al Comune. La modulistica nazionale oggi parla espressamente di SCIA per l’esercizio dell’attività di autorimessa.
In altre parole, il servizio di rimessa e custodia dei veicoli non nasce automaticamente da un’altra autorizzazione commerciale.
Ed è qui che va fatta una distinzione importante.
Un conto è avere degli spazi dove i clienti di un bar, un ristorante o un’altra attività lasciano temporaneamente l’auto mentre usufruiscono del servizio. Altra cosa è offrire autonomamente al pubblico posti auto a pagamento, prenotazioni per più giorni, abbonamenti o custodia dei veicoli.
In quest’ultimo caso entra in gioco la disciplina specifica della rimessa.
Quindi il “ristoro veicolare” può fare anche parcheggio?
La risposta non può essere semplicemente “sì” o “no” leggendo un'insegna.
E soprattutto non è corretto sostenere che la semplice espressione “ristoro veicolare” costituisca, da sola, un lasciapassare per qualsiasi attività svolta sull’area.
Occorre vedere quali SCIA siano state presentate, quale sia la destinazione urbanistica delle aree e quali altri eventuali titoli siano stati ottenuti.
Un’attività può perfettamente possedere più titoli: uno per il ristoro e un altro per la rimessa. In quel caso il problema non esiste.
Se invece esistesse soltanto un titolo riferito all’attività di ristoro e contemporaneamente venisse esercitata un’autonoma attività di rimessa a pagamento, allora la questione posta dalla lettera assumerebbe tutt’altro peso.
Ma questo può stabilirlo il Comune controllando le pratiche.
Il nodo urbanistico
Resta poi il passaggio forse più delicato della lettera.
L’autore sostiene che altri cittadini interessati ad aprire parcheggi nella zona dell’aeroporto si sarebbero sentiti rispondere dagli uffici comunali che l’attività non sarebbe autorizzabile per ragioni legate allo strumento urbanistico.
La domanda che ne deriva è legittima.
Se in determinate aree della zona di Birgi non è urbanisticamente possibile realizzare un parcheggio, come sono inquadrate le attività di sosta già presenti?
Hanno una diversa destinazione urbanistica? Sono state autorizzate in epoche differenti? Dispongono di specifiche SCIA per rimessa? Ci sono varianti, sanatorie o altri titoli?
È qui che il Comune può fare chiarezza.
Anche la questione delle acque
La lettera pone infine un altro interrogativo: quello relativo alla gestione delle acque meteoriche nelle grandi superfici utilizzate per la sosta dei veicoli.
E' un ulteriore elemento che può essere verificato dagli uffici competenti insieme agli altri requisiti dell’attività.
Le domande al Comune di Marsala
Alla fine, insomma, la questione può essere ridotta a poche domande molto semplici.
Quali titoli autorizzativi possiedono le attività che effettuano parcheggio e rimessa nei pressi dell’aeroporto di Birgi?
È stata presentata per ciascuna di esse la SCIA prevista per l’attività di rimessa dei veicoli?
Le aree sulle quali viene esercitata l’attività hanno una destinazione urbanistica compatibile?
E perché, come sostiene la lettera, ad altri imprenditori sarebbe stato detto che nella stessa zona non è possibile autorizzare nuovi parcheggi?
Sono domande. Non accuse.
La risposta migliore è quella più semplice: aprire le carte e spiegare come stanno le cose.