Bus in panne sulla A29. Il viaggio travagliato inzia alle 9. Il bus parte da Trapani diretto a Palermo con uno specchietto già danneggiato. Sarebbe stato urtato pochi giorni prima da un altro autobus in via Ammiraglio Staiti, nel tratto davanti al porto dove gli spazi della nuova BRT hanno già fatto discutere e dove a maggio, durante un sopralluogo al quale partecipò anche Segesta, erano state rilevate criticità per la circolazione degli autobus e perfino per l’eventuale passaggio dei mezzi di soccorso.
Ma lo specchietto non c’entra con quello che accade dopo. Il viaggio procede fino alla zona di Balestrate, quando il motore comincia a strappare. Il pullman saltella, perde regolarità. Il giovane conducente capisce subito che qualcosa non va, evita di forzare il mezzo e si mette in contatto con l’assistenza.
Sul quadro strumenti il carburante sembrerebbe esserci ancora: l’indicatore segnerebbe circa un quarto di serbatoio. Si tenta anche un reset. Durante i contatti con l’assistenza vengono valutate più ipotesi, da un’eventuale lettura non corretta del livello del carburante a un problema nel sistema di alimentazione.
Per escludere almeno la mancanza di gasolio, il conducente si dirige prudentemente verso una stazione Enilive convenzionata. Ma qui arriva la beffa: il carburante sarebbe momentaneamente esaurito. Cerca quindi un’altra soluzione e anticiperebbe personalmente il costo di un rifornimento nella stazione di fronte, circa cento euro per una quarantina di litri, pur di provare a portare a termine la corsa e verificare se gli strattoni dipendano davvero dal carburante.
Il problema, però, non si risolve. Il pullman continua a manifestare irregolarità e lungo il tratto di Terrasini, a pochi chilometri da Cinisi, finisce per fermarsi in salita e in curva. A bordo ci sono una trentina di passeggeri.
Segesta riesce comunque a contenere il disagio. Il conducente gestisce l’anomalia con prudenza e la rete aziendale organizza in tempi contenuti il cambio del mezzo. Intorno alle 10.40 arriva un altro autobus e i passeggeri possono proseguire verso Palermo. L’autista resta invece con il mezzo fermo, con l’obiettivo di raggiungere in sicurezza un’area di sosta.
Secondo quanto riferito, l’anomalia sarebbe stata successivamente ricondotta a un problema al filtro del gasolio. Ma sarà una verifica tecnica a chiarire con precisione cosa sia accaduto. Un filtro può creare problemi per ragioni diverse e il solo inconveniente non consente di attribuire cause o responsabilità.
Il punto, dunque, non è trasformare un guasto in un’accusa. È capire se si sia trattato di un episodio del tutto imprevedibile oppure se vi fossero segnali dell’anomalia rilevabili prima della partenza.
La risposta all’emergenza, questa volta, è stata rapida: autista prudente, mezzo sostitutivo e passeggeri ripartiti. Ma resta il tema della sicurezza e dell’affidabilità del servizio. Un autobus che comincia a strattonare e finisce per fermarsi in salita e in curva con una trentina di persone a bordo pone inevitabilmente domande tecniche.