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25/08/2026 13:27:00

Custonaci, la Madonna torna dal mare: dallo sbarco di Cornino al mistero del quadro

C'è un momento, durante la festa di Custonaci, in cui il mare di Cornino smette di essere soltanto mare. Diventa memoria, leggenda, fede. 

 

Ieri, a Cala Buguto, si è rinnovata la rievocazione dello sbarco della Madonna di Custonaci, cui hanno preso parte - come consuetudine - anche i rappresentanti istituzionali del territorio legato all'agro Ericino. E, oggi più di ieri, diversi comuni hanno recentemente ricevuto l'indignazione di "Civitas Mariae", a segnare la devozione radicata per la Vergine.

Di nuovo ieri, come tutti gli ultimi lunedì del mese di agosto, lo specchio d'acqua di Cornino ha rievocato la storia: il veliero, l'arrivo dell'immagine, le preghiere, i canti in dialetto e una baia dominata da Monte Cofano trasformata nel palcoscenico di un racconto che attraversa i secoli. E poi la processione aux flambeau, centinaia di fedeli che hanno accompagnato la sacra icona su fino al Santuario.

 

La storia della Madonna di Custonaci

La leggenda racconta di una nave -forse un veliero francese proveniente da Alessandria d'Egitto e diretto a Marsiglia - sorpresa da una terribile tempesta che trasportava un quadro della Madonna con il Bambino. I marinai, temendo il naufragio, invocarono Maria e fecero voto di donare l'immagine alla popolazione della terra dove sarebbero approdati sani e salvi.

Le onde si placarono e la nave trovò riparo nella baia di Monte Cofano.  

Qui i marinai mantennero la promessa e donarono il quadro agli abitanti del luogo.

Da quel momento, racconta la tradizione, iniziarono i miracoli. Durante il trasporto dalla spiaggia verso l'interno, i buoi che trainavano il carro si fermarono assetati e dalla terra sarebbe sgorgata l'acqua: il luogo è ancora ricordato come il Pozzo della Madonna. Uno zoppo avrebbe ripreso a camminare, mentre un giovane sordo e muto avrebbe recuperato parola e udito. La prima parola pronunciata sarebbe stata: "Viva Maria", acclamazione che ancora oggi, ritorna nella processione.

 

Prima del mare: la Madonna di Linciasella

Ma la storia potrebbe cominciare ancora prima dello sbarco.

In contrada Linciasella, vicino al fiume Custonaci, esisteva un'antica cappella rupestre dove era venerata un'immagine mariana. Un documento del 1422 attesta già il nome di Sancta Maria di Custonachi: un dato importante, perché dimostra l'esistenza di un culto mariano nel territorio prima della data tradizionalmente attribuita all'arrivo del celebre quadro.

 

Secondo alcune ricostruzioni storiche, nella cappella vi era un affresco della Madonna che avrebbe attirato una crescente devozione. Nel 1451 gli ericini commissionarono persino una copia dell'immagine. 

Dell'affresco originario non resta oggi una testimonianza certa, ma questa storia suggerisce che il quadro arrivato dal mare potrebbe aver trovato una comunità nella quale Maria era già profondamente venerata.

 

La leggenda e la storia, insomma, potrebbero essersi incontrate proprio lì: un'antica devozione locale e una nuova, straordinaria immagine destinata a diventarne il simbolo.

 

Il mistero del quadro

Il quadro custodito oggi nel Santuario è una tavola raffigurante la Madonna del Latte. Un'opera antichissima, composta da tavole lignee, che continua a conservare alcuni interrogativi fondamentali: chi l'ha dipinta e quando?

 

Il restauro ad opera dell'Opificio delle Pietre dure di Firenze - fortemente voluto dall'allora arciprete mons. Rosario Vanella -  concluso nei primi anni Duemila, ha riportato alla luce particolari nascosti dalle ridipinture: una Madonna dal volto fiammingo, il prezioso manto decorato con calici e spighe e i due angeli che la incoronano. È riemersa anche una data, 1521.

L'opera è stata attribuita a Antonio Crescenzio, detto il "Panormita", della scuola di Antonello da Messina.

 

Cinque secoli in viaggio

Per secoli il quadro non rimase fermo a Custonaci. Dal 1577 al 1936, secondo la tradizione storica dei “trasporti”, fu portato verso Erice in occasione di siccità, pestilenze, terremoti e calamità. 

Una devozione così forte da provocare, talvolta, anche contrasti tra custonacesi ed ericini.

Nel 1936, dopo i danni subiti dall'opera, la Soprintendenza ne vietò definitivamente gli spostamenti.

 

Eppure la Madonna continua a viaggiare.

Ieri sera lo ha fatto ancora una volta, almeno simbolicamente, tornando dal mare di Cornino. 

Un veliero, una tempesta, una baia e un quadro attorno al quale si sono stratificati cinque secoli di fede, arte e memoria.

 

Forse non sapremo mai con certezza da quale porto salpò quella nave. 

Ma una cosa è certa: da quando quell'immagine è entrata nella storia di Custonaci, non ne è più uscita. 

Dal silenzio di Linciasella al mare di Cala Buguto, fino al Santuario, il viaggio della Madonna attraversa ancora oggi l'identità di un intero territorio.

 

Valentina Colli

 



Native | 11/08/2026
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