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27/08/2026 13:47:00

Trapani, rifiuti e degrado a Milo. I cittadini denunciano ma nessuno risponde

Non è soltanto una questione di rifiuti abbandonati. Il problema vero, quello che emerge dalle segnalazioni di alcuni cittadini, è un altro: la distanza tra ciò che i cittadini vedono ogni giorno e la capacità di ottenere una risposta concreta da chi dovrebbe intervenire.

 

Siamo nella zona di Milo, a Trapani. 

Lungo la strada, nell'area indicata dal segnalante come via Beppe Alfano, sono stati abbandonati mobili e rifiuti ingombranti, accatastati accanto a una recinzione e sotto gli alberi.

Ci sono pannelli, parti di arredamento e altri materiali lasciati sul ciglio della strada. Secondo quanto raccontato da un cittadino, quella situazione andrebbe avanti da settimane, senza che si sia arrivati alla rimozione.

Ed è qui che la vicenda assume un significato che va oltre la solita fotografia di degrado urbano. Perché a Trapani un servizio per il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti esiste: il Comune indica la possibilità di prenotare il ritiro a domicilio e di conferire mobili e altri materiali al Centro comunale di raccolta. 

Proprio per questo, l'abbandono in strada resta un comportamento illecito e, soprattutto, trasferisce sulla collettività i costi della rimozione e della bonifica.

 

Ma il cittadino che ha inviato la segnalazione sostiene di avere cercato, senza successo, di contattare gli uffici e la Polizia municipale per ottenere un intervento. 

Una circostanza che pone una domanda precisa: cosa accade dopo una segnalazione?

 

Il Comune di Trapani dispone di uffici e canali dedicati ai servizi ambientali e sul proprio sito mette a disposizione anche strumenti per segnalare disservizi. 

La Polizia Locale, inoltre, negli ultimi mesi ha intensificato i controlli contro l'abbandono illecito dei rifiuti, utilizzando anche telecamere nascoste: nel solo mese di maggio sono stati documentati 25 episodi di abbandono e diversi responsabili sono stati identificati e sanzionati.

 

Ed è proprio questo il paradosso che rende la denuncia di Milo più significativa. 

Da una parte si annuncia la "tolleranza zero" e si invitano i cittadini a segnalare chi sporca la città. Dall'altra, almeno secondo quanto racconta il residente, quando un cittadino prova a segnalare una situazione concreta e già visibile, può trovarsi davanti a telefoni che non rispondono e a un problema che resta dov'è.

 

C'è poi una seconda segnalazione, che riguarda invece la segnaletica stradale. 

In via Martiri di Nassiriya, nei pressi della rotonda e dell'ex Guardia medica, un cartello sarebbe stato divelto da tre minorenni e successivamente trasportato in un'altra zona di Milo. 

Una fotografia che sembra scattata quasi in una zona di guerra, e forse di guerriglia urbana si tratta, in effetti.

Sono due fatti diversi: da una parte i rifiuti ingombranti abbandonati, dall'altra il presunto danneggiamento di un segnale stradale. 

Ma hanno un denominatore comune: la sensazione che, una volta denunciato il problema, nessuno raccolga davvero la segnalazione. Che nessuno si preoccupi di quelle zone di cui nemmeno chi le abita sembra prendersi cura

 

E allora forse la notizia non è soltanto l'ennesima discarica abusiva ai margini di una strada. 

Quella, purtroppo, è la parte più facile da fotografare. La questione più seria è ciò che avviene — o non avviene — tra il momento in cui un cittadino alza il telefono e quello in cui qualcuno interviene.

Perché una città può installare telecamere, annunciare controlli e invitare i residenti alla collaborazione. 

Ma se chi collabora non riesce a trovare un interlocutore, il rischio è che la denuncia si trasformi nell'ennesimo messaggio lasciato senza risposta. E, intanto, i mobili restano sul marciapiede.