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27/08/2026 10:16:00

Siccità in Sicilia, le dighe perdono 66 milioni di metri cubi in un mese

La Sicilia torna a fare i conti con l’acqua. E, come spesso accade ad agosto, i conti non sono particolarmente allegri: in un solo mese le dighe dell’Isola hanno perso quasi il 12% delle riserve, circa 66 milioni di metri cubi d’acqua.

A pesare sono stati il caldo eccezionale, le irrigazioni di soccorso nelle campagne, l’aumento dei consumi estivi e soprattutto la scarsità delle piogge. La buona notizia, almeno per il momento, è che la Regione esclude una nuova emergenza siccità: negli invasi c’è molta più acqua rispetto a un anno fa.

Insomma, i livelli scendono rapidamente, ma il punto di partenza era decisamente migliore.

 

In un mese bruciato quasi il 12% delle riserve

La nuova fotografia arriva dai dati dell’Autorità di bacino della Sicilia.

Il caldo record registrato a luglio ha accelerato l’evaporazione e aumentato la richiesta d’acqua nelle città e nelle campagne. A questo si sono aggiunte le irrigazioni garantite dai Consorzi di bonifica, in una stagione agricola già complicata dai numerosi problemi alle reti.

Il risultato è una riduzione complessiva delle riserve di circa 66 milioni di metri cubi rispetto al mese precedente, pari a quasi il 12%.

Un dato consistente, soprattutto considerando che l’estate non è ancora terminata.

 

Rispetto all’anno scorso, però, c’è molta più acqua

Il confronto con lo scorso anno cambia però completamente la prospettiva.

Le piogge cadute durante l’autunno e l’inverno hanno consentito di ricostituire almeno in parte le riserve dopo la drammatica siccità che aveva colpito la Sicilia.

Secondo i dati riportati dal Giornale di Sicilia, nei principali sistemi idrici dell’Isola le disponibilità risultano complessivamente molto superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con incrementi che in alcune aree arrivano al 62%.

È questo il dato sul quale insiste la task force regionale contro la siccità per rassicurare cittadini e agricoltori: al momento non ci sarebbero le condizioni per una nuova emergenza paragonabile a quella vissuta nel 2024 e nel 2025.

 

Pozzi e dissalatori per evitare nuove crisi

La Regione punta inoltre sull'entrata in funzione di nuovi pozzi e dissalatori, insieme agli interventi programmati sulla rete.

L'obiettivo è evitare che il progressivo abbassamento delle dighe si trasformi nei prossimi mesi in nuove restrizioni.

Resta naturalmente una variabile che nessuna task force può controllare: la pioggia.

Le precipitazioni autunnali saranno decisive per capire con quali riserve la Sicilia affronterà il prossimo inverno e, soprattutto, l’estate del 2027.

 

Il paradosso siciliano dell’acqua

Il problema, però, continua a non essere soltanto quanta acqua arriva dal cielo.

La Sicilia dispone di dighe, pozzi, acquedotti e adesso anche di dissalatori, ma continua a perdere una parte consistente della risorsa lungo reti vecchie e soggette a guasti. E in molte zone dell’Isola l’acqua rimane disponibile sulla carta molto più facilmente che nei rubinetti.

Per questo il dato dei 66 milioni di metri cubi persi in un mese va letto senza allarmismi, ma neppure con troppa tranquillità.

Oggi non c’è un’emergenza. Ma agosto ha ricordato quanto velocemente le riserve possano diminuire quando caldo, siccità e consumi cominciano a presentare il conto tutti insieme.