In una pizzeria del centro di Marsala, un gruppo di ex compagni di scuola si è ritrovato per festeggiare qualcosa di speciale: 25 anni dal diploma.
Erano i ragazzi della 5A dell’Istituto Professionale F. Cosentino di Marsala. Classe 1993. Oggi hanno qualche ruga in più, qualche capello bianco e forse qualche chilo di troppo, ma appena si sono rivisti è stato come se il tempo non fosse mai passato.
«Ci siamo riconosciuti subito. Basta uno sguardo e tornano indietro gli anni, le risate, le interrogazioni, i pomeriggi passati insieme».
Quella classe, però, non era una classe qualsiasi. In cinque anni, nessun episodio di bullismo. Nessuna presa in giro. Nessuno escluso. C’era competizione, sì, ma sana: chi prendeva il voto più alto veniva applaudito, non invidiato.
E c’era un ragazzo con disabilità, che oggi, a distanza di tanti anni, ricorda quei giorni con commozione:
«Per me è stato un onore far parte di quella classe. Non sono mai stato trattato diversamente. Ero uno di loro, e loro erano la mia famiglia. Questo legame non si è mai rotto, nemmeno quando le strade si sono divise».
Oggi si parla tanto di bullismo, di classi “speciali” intese in modo sbagliato, di ragazzi che vivono attaccati al telefono ma fanno fatica a guardarsi negli occhi. Eppure, questa storia dimostra che un’altra scuola è possibile.
«Non ci sentiamo tutti i giorni – ammettono gli ex alunni –. Non ci scriviamo su WhatsApp in continuazione. Ma quando ci incontriamo, è come se ci fossimo visti ieri. L’amicizia vera è questa: non ha bisogno di like o di messaggi, basta un sorriso e si riaccende tutto».
La serata è volata tra ricordi, foto vecchie e nuove promesse. La prossima rimpatriata? Non si sa quando, ma una cosa è certa: loro ci saranno. Tutti.
Perché l’amicizia della 5A non è finita con il diploma. È solo andata in vacanza, per 25 anni.
Emiliano Zerilli